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Controricorso — Anno 2023

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991 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorso

Provvedimenti

Definizione agevolata: stop al contenzioso tributario
Un contribuente ha impugnato due avvisi di accertamento IRPEF basati su indici di capacità contributiva, come il possesso di un immobile e di un'autovettura. Dopo le sentenze sfavorevoli nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla normativa speciale, provvedendo al pagamento richiesto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata da entrambe le parti. Prima dell'adunanza in camera di consiglio, la società ricorrente e la società controricorrente hanno depositato atti formali di rinuncia e accettazione reciproca, concordando sulla compensazione delle spese. La Corte, verificata la regolarità procedurale ai sensi dell'art. 390 c.p.c., ha preso atto dell'accordo e chiuso il procedimento senza esaminare il merito della controversia.
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Silenzio-rifiuto e rimborsi sisma: novità Cassazione
Un professionista ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate in merito a un'istanza di rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992, agevolazione prevista per le vittime del sisma in Sicilia. Mentre il primo grado era favorevole al contribuente, l'appello ha riformato la decisione invocando i limiti europei sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di un chiarimento sul valore probatorio delle autocertificazioni prodotte per dimostrare il rispetto della soglia 'de minimis', ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione di rilievo nomofilattico.
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Termine breve impugnazione: ricorso inammissibile
Una società di costruzioni ha impugnato una sentenza di appello riguardante un contratto di subappalto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché presentato oltre il termine breve impugnazione di sessanta giorni dalla notifica della sentenza. La decisione conferma l'importanza del rispetto rigoroso delle scadenze processuali per evitare la perdita del diritto alla difesa in sede di legittimità.
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Noleggio con conducente: stop ai divieti territoriali
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità delle sanzioni irrogate da un Comune lagunare nei confronti di operatori di noleggio con conducente autorizzati da altri enti locali. La controversia nasce da un'ordinanza comunale che limitava drasticamente l'accesso alla ZTL del centro storico solo ai vettori provenienti dalla cosiddetta gronda lagunare, favorendo i titolari di licenze interne. La Suprema Corte ha stabilito che tale distinzione basata sulla provenienza territoriale dell'autorizzazione configura un eccesso di potere. Sebbene il Comune possa regolare il traffico per tutelare l'ambiente e il moto ondoso, non può utilizzare tali finalità come pretesto per creare discriminazioni anticoncorrenziali tra operatori professionali del noleggio con conducente.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. Poiché le parti resistenti hanno depositato un atto di adesione a tale rinuncia, il Collegio ha riscontrato la conformità ai requisiti previsti dall'art. 390 c.p.c. La decisione ha comportato la chiusura del procedimento senza alcuna statuizione sulle spese di lite, data l'accettazione concorde delle parti di porre fine alla controversia in sede di legittimità.
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Termine per impugnare: ricorso tardivo inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso relativo alla rivendicazione di un immobile a causa del mancato rispetto del termine per impugnare. Sebbene i ricorrenti sostenessero una notifica via PEC avvenuta in marzo, i controricorrenti hanno dimostrato una precedente notifica cartacea tramite ufficiale giudiziario a fine febbraio. Poiché il ricorso è stato depositato oltre i sessanta giorni previsti dall'art. 325 c.p.c., la Suprema Corte ha confermato la decadenza dal diritto di impugnazione.
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Responsabilità civile e rimborso auto sostitutiva
Una cliente ha citato in giudizio una carrozzeria per ottenere il rimborso delle spese di noleggio di un'auto sostitutiva, negato dalla propria assicurazione a causa di una fattura emessa anticipatamente rispetto ai lavori. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che la **responsabilità civile** dell'officina non sussiste se il diniego dell'assicuratore deriva da valutazioni autonome di quest'ultimo, specialmente quando la carrozzeria ha fornito dichiarazioni correttive sulla tempistica reale degli interventi.
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Distrazione delle spese: come correggere l’errore
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per la correzione di un errore materiale in una precedente ordinanza che, pur condannando la parte soccombente al pagamento delle spese, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del legale. Il difensore si era regolarmente dichiarato antistatario nel controricorso, ma tale istanza non era stata recepita nel dispositivo. I giudici, seguendo l'orientamento consolidato delle Sezioni Unite, hanno stabilito che l'omessa pronuncia sulla distrazione può essere sanata in ogni tempo attraverso il procedimento di correzione, integrando il provvedimento originale con l'indicazione del beneficiario dei compensi.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione civile
In una complessa procedura di espropriazione immobiliare, alcuni debitori esecutati hanno proposto opposizione agli atti esecutivi. Dopo una decisione sfavorevole in fase sommaria, i debitori hanno presentato ricorso per Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza fissata, i ricorrenti hanno depositato un atto formale di rinuncia al ricorso, sottoscritto dal difensore munito di procura speciale. La Suprema Corte, preso atto dell'accettazione della rinuncia da parte di alcuni creditori e della mancata opposizione di altri, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce inoltre che la rinuncia esclude il raddoppio del contributo unificato, regolando le spese legali in base al comportamento processuale delle parti resistenti.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione
Un contribuente ha impugnato le notifiche di cartelle esattoriali e avvisi di addebito tramite querela di falso, sostenendo la non riconducibilità delle firme. Dopo i rigetti nei gradi di merito, ha presentato ricorso in Cassazione, depositando successivamente una rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo con l'amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando il ricorrente alle spese ma escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Infiltrazioni: chi paga le spese legali dei terzi?
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di una domanda di risarcimento per infiltrazioni, stabilendo che la responsabilità esclusiva era da attribuire ai lavori di sbancamento e ampliamento abusivi eseguiti dagli stessi proprietari. La sentenza chiarisce inoltre che, in caso di pretesa infondata, l'attore deve farsi carico delle spese legali sostenute dai terzi chiamati in garanzia dai convenuti, poiché la loro partecipazione al giudizio è stata resa necessaria dall'iniziativa processuale dell'attore medesimo.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una società commerciale ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo a presunte operazioni effettuate con lettere d'intento false. Dopo una sentenza di appello che dichiarava inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, la causa è approdata in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Avendo fornito prova del pagamento integrale di quanto dovuto, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo fine alla lite tributaria senza entrare nel merito delle contestazioni originarie.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata da una curatela fallimentare. La società resistente ha accettato la rinuncia, concordando contestualmente la compensazione delle spese legali. Ai sensi dell'art. 391 c.p.c., la Corte ha preso atto della volontà delle parti, chiudendo il procedimento senza esaminare i motivi di ricorso inizialmente proposti.
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Errore materiale: la correzione delle spese legali
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Nonostante due diverse parti avessero presentato regolarmente controricorso a seguito di un ricorso principale dichiarato improcedibile, il provvedimento originario aveva liquidato le spese legali in favore di uno solo dei resistenti. Rilevata la svista documentale, i giudici hanno integrato il dispositivo estendendo la condanna alle spese a beneficio di entrambi i soggetti che avevano resistito in giudizio, garantendo la coerenza tra gli atti di causa e la decisione finale.
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Improcedibilità del ricorso: l’errore in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso originato da una lite per l'accesso a un immobile tramite un cancello. Dopo un'assoluzione in sede penale per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, il danneggiato ha riassunto il giudizio civile per il risarcimento. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso poiché il ricorrente non ha depositato la copia della sentenza impugnata completa della relazione di notificazione, violando l'art. 369 c.p.c. Tale mancanza documentale impedisce alla Corte di verificare la tempestività dell'impugnazione, rendendo vano il ricorso stesso.
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Procedibilità del ricorso e attestazione sentenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità di un ricorso poiché la parte non ha depositato la copia autentica della sentenza impugnata completa di attestazione di pubblicazione, data e numero. La decisione ribadisce che la procedibilità del ricorso dipende dalla verifica formale di tali estremi, che solo la cancelleria può certificare per i provvedimenti nativi digitali. Contestualmente, il controricorso dell'ente di riscossione è stato dichiarato inammissibile per vizi nella procura e nel patrocinio legale, non conforme ai protocolli con l'Avvocatura dello Stato.
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Espressioni offensive in atti giudiziari: la guida
Un avvocato ha richiesto il risarcimento danni per espressioni offensive in atti giudiziari inserite da una compagnia assicurativa in un precedente processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e infondato, ribadendo che la competenza a decidere su tali danni spetta esclusivamente al giudice del procedimento in cui le offese sono state proferite, anche se rivolte al difensore e non alla parte.
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Rinuncia al ricorso: effetti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalle società ricorrenti. Il caso riguardava un'opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. nell'ambito di un pignoramento presso terzi. Parallelamente, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale proposto da un'altra parte poiché notificato oltre il termine di quaranta giorni dalla notifica del ricorso principale. Nonostante l'estinzione, le spese sono state compensate integralmente a causa di incertezze interpretative e irregolarità procedurali riscontrate nei gradi di merito.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una società in liquidazione ha impugnato una cartella di pagamento relativa a IVA e imposte dirette. Dopo una decisione favorevole in secondo grado, l'Agente della Riscossione ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, allegando la prova del pagamento della prima rata. La Suprema Corte, preso atto dell'adesione alla sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando che la definizione agevolata prevale sulla prosecuzione della lite.
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