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Controricorso — Anno 2023

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991 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorso

Provvedimenti

Interruzione del processo e sospensione avvocato
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa a Irpef e Iva, ma il ricorso è stato dichiarato inammissibile sia in primo che in secondo grado per difetto di specificità dei motivi. In sede di legittimità, la ricorrente ha eccepito la mancata **interruzione del processo** derivante dalla propria sospensione dall'albo professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, evidenziando che la sospensione era cessata prima della sentenza e che non era stato dimostrato alcun pregiudizio concreto al diritto di difesa. La decisione ribadisce che l'invalidità processuale non è astratta ma deve ledere effettivamente la tutela della parte.
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Tempo tuta: la Cassazione conferma il diritto al pagamento
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dipendente di una nota azienda alimentare alla retribuzione del tempo tuta. Il lavoratore era obbligato a indossare la divisa aziendale all'interno dello spogliatoio prima di timbrare l'ingresso al reparto, per ragioni igienico-sanitarie imposte dall'impresa. Poiché il tempo e il luogo della vestizione erano fissati dal datore di lavoro, tale attività configura un'ipotesi di eterodirezione e deve essere considerata orario di lavoro effettivo a tutti i fini retributivi.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Una società di trasporti ha impugnato diverse cartelle esattoriali relative a IVA e imposte dirette. Dopo che i giudici di merito avevano dichiarato inammissibile l'appello dell'ente della riscossione, la causa è giunta in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la parte contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, effettuando i pagamenti richiesti. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Improcedibilità ricorso: mancato deposito atti
La Corte di Cassazione ha sancito l'improcedibilità ricorso presentato da una contribuente contro un avviso di accertamento fiscale. Sebbene l'atto fosse stato regolarmente notificato all'Amministrazione Finanziaria, la ricorrente ha omesso di depositarlo presso la cancelleria della Corte entro i termini perentori stabiliti dall'art. 369 c.p.c. I giudici hanno chiarito che tale mancanza non può essere sanata dalla costituzione della controparte, poiché il principio del raggiungimento dello scopo non si applica ai termini temporali obbligatori. La decisione ha comportato la condanna alle spese e il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza riguardante l'applicazione dell'aliquota IVA agevolata per la costruzione di un immobile, successivamente riqualificato come di lusso. Durante il giudizio di legittimità, la società contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Avendo depositato la prova del pagamento e della domanda telematica, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, confermando che il perfezionamento della sanatoria chiude definitivamente la lite tributaria.
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Accertamento sintetico: come provare la spesa del terzo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in merito a un caso di accertamento sintetico del reddito. Il contribuente aveva giustificato il pagamento di rate di mutuo, considerate indice di capacità contributiva, sostenendo che fossero state saldate da una società terza e successivamente rimborsate dalla madre. La Suprema Corte ha stabilito che non è sufficiente dimostrare la provenienza del denaro da un soggetto terzo, ma è necessario fornire la prova documentale della natura non reddituale di tali somme. La decisione impugnata è stata cassata poiché il giudice di merito non aveva verificato se il contribuente avesse effettivamente provato che le somme ricevute dalla società non costituissero reddito imponibile.
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Responsabilità amministratore società: debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità amministratore società per i debiti fiscali di una S.r.l. immobiliare ormai cancellata. Il ricorrente aveva impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale contestando solo la presunzione di percezione degli utili da parte dei soci. Tuttavia, i giudici di merito avevano fondato la condanna anche sulla cattiva gestione del patrimonio sociale da parte dell'amministratore, che non aveva provveduto al pagamento delle imposte pur avendone la disponibilità. Poiché quest'ultima ragione autonoma non è stata contestata, il ricorso è stato rigettato, ribadendo che la responsabilità amministratore società resta ferma se non si impugnano tutti i pilastri motivazionali della sentenza.
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Indagini bancarie: raddoppio termini e costi deducibili
La Corte di Cassazione ha chiarito i confini delle indagini bancarie in materia tributaria. Il raddoppio dei termini per l'accertamento opera automaticamente qualora sussistano seri indizi di reato tributario, indipendentemente dall'effettiva presentazione della denuncia penale entro i termini ordinari. In merito ai prelevamenti non giustificati, viene confermato il diritto del contribuente alla deduzione forfettaria dei costi. Infine, l'estensione delle indagini al conto corrente del coniuge è legittima solo se l'Ufficio dimostra che tale conto è stato utilizzato per occultare operazioni riferibili al contribuente, superando la prova della capacità reddituale autonoma del terzo.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una società operante nel settore delle scommesse ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica per l'anno 2012. Dopo le sentenze sfavorevoli nei gradi di merito, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Avendo dimostrato il pagamento integrale del dovuto e la regolarità della procedura di sanatoria, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che nulla è più dovuto nemmeno dai soggetti coobbligati.
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Indennità uscita turni: guida alla base di calcolo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dipendente a percepire l'indennità uscita turni anche in caso di allontanamento temporaneo ma prolungato dalla turnazione. La decisione chiarisce che la base di calcolo dell'indennità deve includere tutti i compensi percepiti in ragione del lavoro in turno, comprese le indennità speciali, indipendentemente dalla loro natura tecnica retributiva ai fini del TFR. La Corte ha rigettato il ricorso della società datrice di lavoro, valorizzando un'interpretazione ampia del termine compenso.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario relativo a una contestazione IVA su costi di sponsorizzazione. La società contribuente ha infatti aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, perfezionando la procedura con il pagamento degli importi dovuti. Poiché non è intervenuto alcun diniego da parte dell'Amministrazione Finanziaria, la Suprema Corte ha preso atto del venir meno della materia del contendere, disponendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali
Una società operante nel settore dell'impiantistica ha impugnato alcuni avvisi di accertamento IVA relativi all'applicazione dell'aliquota agevolata del 4% per lavori eseguiti su un immobile successivamente classificato come di lusso. Dopo una sentenza favorevole in secondo grado, l'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso. Tuttavia, nelle more del giudizio di legittimità, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità del pagamento e della domanda, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia riguardante la detraibilità dell'IVA contestata dall'Agenzia delle Entrate a una società. Dopo che i giudici di merito avevano parzialmente accolto le ragioni della contribuente, il caso è giunto in legittimità. Durante il giudizio, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197/2022, fornendo prova del pagamento dei debiti tributari. La Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la pace fiscale prevale sulla prosecuzione della lite.
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Definizione agevolata: sospensione processo tributario
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'anno 2010, con cui l'Amministrazione Finanziaria recuperava a tassazione quote di ammortamento e costi per carburante ritenuti indeducibili. Dopo una parziale vittoria in primo grado e una riforma totale in appello favorevole all'Ufficio, la causa è giunta in Cassazione. La società ha eccepito la corretta documentazione dei costi tramite fattura, data la consegna del carburante in serbatoi aziendali. Tuttavia, nelle more del giudizio, la contribuente ha presentato istanza di **definizione agevolata** ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, preso atto della domanda di sanatoria, ha disposto la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della procedura fiscale.
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Termine breve: gli effetti della revocazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato oltre il termine breve di sessanta giorni. Il caso riguardava un ricorrente che aveva notificato un atto di citazione per revocazione contro la medesima sentenza d'appello mesi prima di rivolgersi alla Suprema Corte. Secondo il principio del 'notum facere', la notifica della revocazione equivale alla notifica della sentenza stessa, facendo scattare il termine breve per l'impugnazione in legittimità. Poiché il ricorso è stato notificato ben oltre i sessanta giorni dalla citazione per revocazione, il diritto di impugnare è decaduto.
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Definizione agevolata: estinzione liti fiscali
Una società del settore alimentare ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla detrazione IVA su costi per contributi promozionali e premi quantità, ritenuti non inerenti dall'Agenzia delle Entrate. Dopo le sentenze favorevoli nei gradi di merito, l'Ufficio ha proposto ricorso in Cassazione contestando la ripartizione dell'onere della prova. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, provvedendo al pagamento integrale di quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La controversia nasce dal recupero di imposte (IVA e IRAP) operato dall'Agenzia delle Entrate verso una società, a causa del disconoscimento di costi per difetto di inerenza e violazione del principio di competenza. Dopo una sentenza d'appello parzialmente favorevole alla contribuente, entrambe le parti hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa sulla pace fiscale, provvedendo al pagamento del dovuto. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro i termini di legge, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Rinuncia al ricorso: effetti su spese e tasse
Una società di servizi ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello relativa a indennità lavorative. Prima della decisione, la società ha depositato atto di rinuncia al ricorso, accettato dalle controparti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che la rinuncia al ricorso non comporta il raddoppio del contributo unificato e, data l'adesione reciproca, non vi è condanna alle spese processuali.
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Legittimazione passiva: debiti ASP e Regioni
Una fondazione onlus ha citato in giudizio un ente regionale per ottenere il pagamento di prestazioni socio-sanitarie erogate in favore di anziani, basandosi su contratti stipulati con l'Azienda Sanitaria Provinciale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la legittimazione passiva spetta esclusivamente all'ente che ha sottoscritto la convenzione (l'ASP) e non alla Regione, che rimane estranea al rapporto contrattuale. È stata inoltre esclusa l'azione di indebito arricchimento per difetto di sussidiarietà.
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Cessazione della materia del contendere tributaria
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza relativa a presunte irregolarità fiscali su IVA e plusvalenze da cessione quote societarie. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno richiesto la cessazione della materia del contendere avendo le contribuenti aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. Verificata la regolarità dei pagamenti e della domanda, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la definizione della lite assorbe ogni altra questione di merito.
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