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Concordato In Appello — Anno 2024

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742 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per tre imputati condannati per furto aggravato. Le ragioni includono vizi formali, accordi procedurali in appello che precludono ulteriori doglianze, e la corretta interpretazione delle nuove norme sulle pene sostitutive, la cui applicazione spetta al giudice dell'esecuzione e non alla Cassazione. La decisione conferma la condanna e aggiunge il pagamento delle spese processuali.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. La decisione sottolinea che l'accordo sulla pena limita la possibilità di impugnazione ai soli motivi non rinunciati, escludendo quelli relativi al merito o alla determinazione della pena, salvo i casi di manifesta illegalità. Il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6721/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che, dopo aver accettato un concordato in appello sulla pena, ha tentato di sollevare questioni di merito dinanzi alla Suprema Corte. La decisione ribadisce che il concordato in appello implica la rinuncia ai motivi di impugnazione, impedendo di contestare successivamente la responsabilità penale o la sussistenza di cause di proscioglimento.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza basata su un concordato in appello. La rinuncia ai motivi di merito impedisce di contestare la congruità della pena, salvo i casi di illegalità della sanzione inflitta.
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Inammissibilità de plano: quando non c’è udienza
La Corte di Cassazione chiarisce che per i ricorsi avverso sentenze di concordato in appello, è legittima la procedura di inammissibilità de plano, che non prevede la fissazione di un'udienza né la comunicazione alle parti. Un ricorso straordinario basato sulla mancata comunicazione è stato quindi dichiarato inammissibile, poiché l'assenza di notifica non costituisce un errore di fatto in questi specifici casi previsti dalla legge per esigenze di efficienza processuale.
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Concordato in appello: nullità se rigettato senza difesa
Un imputato, dopo una condanna in primo grado, propone un concordato in appello. La Corte, operando con la procedura scritta emergenziale, rigetta l'accordo e conferma la condanna senza concedere alla difesa un'ulteriore possibilità di discussione. La Cassazione annulla la sentenza, affermando che il rigetto del concordato in appello impone di garantire sempre il diritto di difesa, anche rinviando l'udienza per permettere alle parti di interloquire nel merito, pena la nullità della decisione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da alcuni imputati contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Suprema Corte ha ribadito che, aderendo a tale accordo, gli imputati rinunciano a contestare i motivi non accolti, come l'affermazione di responsabilità o il diniego di attenuanti. Pertanto, il successivo ricorso basato su tali punti è precluso, consolidando l'efficacia vincolante del concordato in appello.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione chiarisce che, una volta accettato l'accordo sulla pena, non è possibile impugnare la qualificazione del reato o la misura della sanzione, salvo il caso di palese illegalità della pena stessa. Questo principio rafforza la natura vincolante e definitiva del concordato in appello come strumento processuale.
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Ricorso patteggiamento in appello: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di 'patteggiamento in appello'. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento in appello è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o a difformità della pronuncia rispetto all'accordo. Non è invece ammesso per contestare la determinazione della pena, poiché tale aspetto è oggetto dell'accordo stesso e si considera rinunciato.
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Concordato in appello: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello (ex art. 599-bis c.p.p.), lamentava la mancata motivazione sulla quantificazione della sanzione. La Corte ha ribadito che i motivi di ricorso contro tale accordo sono limitati a vizi del consenso o all'illegalità della pena, escludendo contestazioni sulla sua entità, poiché tale aspetto è l'oggetto stesso dell'accordo e si considera rinunciato.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre imputati contro una sentenza di condanna per estorsione aggravata, emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ribadisce che i motivi relativi al trattamento sanzionatorio non sono validi per impugnare una sentenza basata su un accordo tra le parti, salvo casi di illegalità della pena.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello per reati di appropriazione indebita e tentata estorsione, contestava la qualificazione giuridica dei fatti. La Suprema Corte ha chiarito che l'adesione al concordato comporta la rinuncia a tali motivi, limitando l'impugnazione a vizi specifici dell'accordo stesso. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un "concordato in appello". L'imputato lamentava la mancata applicazione nella massima estensione delle attenuanti generiche. La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, i motivi di ricorso sono limitati a vizi specifici della volontà o a una pronuncia difforme dall'accordo, escludendo contestazioni sulla quantificazione della pena.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver definito la pena con un concordato in appello, lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ribadisce che l'accordo implica la rinuncia ai motivi non concordati, precludendo un successivo ricorso su tali punti.
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Ricorso cassazione concordato: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6351/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte ha ribadito che il ricorso in cassazione concordato non può basarsi su contestazioni relative alla determinazione della pena, se questa è frutto di un accordo tra le parti e non risulta illegale. L'impugnazione è consentita solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM o alla non conformità della sentenza all'accordo.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6355/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza frutto di un concordato in appello. Il motivo del ricorso riguardava la determinazione della pena, un aspetto che, essendo oggetto dell'accordo stesso tra le parti, non può essere contestato in sede di legittimità, salvo che la sanzione sia palesemente illegale. La decisione ribadisce i ristretti limiti di impugnazione per le sentenze emesse ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p.
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Confisca allargata: non si applica alla lieve entità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6247/2024, ha stabilito un importante principio in materia di stupefacenti. Ha annullato la confisca allargata disposta nei confronti di un imputato condannato per associazione di lieve entità finalizzata al traffico di droga (art. 74, c. 6, d.P.R. 309/90). La Corte ha chiarito che tale reato, essendo una fattispecie autonoma, non rientra nel catalogo dei delitti per cui è applicabile la misura patrimoniale ex art. 240-bis c.p. Gli altri ricorsi, relativi a questioni di colpevolezza e pene accessorie, sono stati dichiarati inammissibili, in gran parte a causa dell'effetto preclusivo del concordato sulla pena in appello.
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Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di "concordato in appello". La Corte ribadisce che tale impugnazione è limitata a vizi specifici e non può rimettere in discussione il merito o la pena. Un secondo ricorso è dichiarato inammissibile per mancanza del mandato specifico a impugnare, un nuovo requisito per gli imputati assenti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un concordato in appello per reati di droga, ha presentato ricorso in Cassazione per un motivo a cui aveva precedentemente rinunciato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che dopo un concordato in appello l'impugnazione è possibile solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso e non per le questioni oggetto di rinuncia.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite concordato in appello, ha impugnato la sentenza lamentando l'entità della sanzione. La Suprema Corte ribadisce che il concordato in appello implica la rinuncia ai motivi di ricorso relativi ai punti oggetto dell'accordo, salvo casi eccezionali come l'illegalità della pena.
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