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Concordato In Appello — Anno 2024

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742 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello per un reato di droga, contestava la qualificazione giuridica del fatto. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni a cui si è rinunciato, salvo che l'errata qualificazione sia palesemente eccentrica rispetto all'imputazione, principio mutuato dalla disciplina del patteggiamento.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato in appello) per rapina e sequestro di persona, ha presentato ricorso in Cassazione contestando il trattamento sanzionatorio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che dopo un concordato in appello l'impugnazione è consentita solo per vizi del consenso o per illegalità della pena, non per rimettere in discussione punti oggetto di rinuncia come il bilanciamento delle circostanze.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4331/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un concordato in appello sulla pena, ha tentato di impugnare la stessa in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che l'accordo ex art. 599 bis c.p.p. comporta la rinuncia a far valere ogni diversa doglianza, rendendo improponibili successivi ricorsi sui punti concordati.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4192/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati che avevano precedentemente siglato un accordo sulla pena in secondo grado, noto come "concordato in appello". La Corte ha ribadito che la rinuncia ai motivi di appello in funzione dell'accordo limita la possibilità di impugnare la sentenza in Cassazione solo a vizi specifici, escludendo questioni come la responsabilità penale o le attenuanti, che si intendono rinunciate.
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Ricorso inammissibile: limiti del concordato appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di Appello emessa a seguito di 'concordato'. L'imputato, dopo aver rinunciato a tutti i motivi di appello tranne quello sulla pena, ha contestato l'eccessività della sanzione. La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso avverso tali sentenze è possibile solo per vizi nella formazione dell'accordo o per illegalità della pena, non per una sua presunta eccessività, rendendo di fatto il ricorso inammissibile.
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Ricorso inammissibile: i limiti del concordato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4111/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile per due motivi fondamentali. Primo, l'atto è stato presentato personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato. Secondo, l'appello era contro una sentenza di 'concordato in appello' e sollevava questioni che non possono essere oggetto di ricorso in tale contesto, come la mancata valutazione di cause di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione concordato: motivi ammessi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4108/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione avverso una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte ha ribadito che, in caso di concordato, non è possibile contestare il 'quantum' della pena, poiché tale doglianza rientra tra i motivi a cui l'imputato rinuncia implicitamente aderendo all'accordo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (concordato in appello), ha tentato di impugnare la sentenza per motivi di merito. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare questioni a cui si è implicitamente rinunciato, come la valutazione sulla gravità del reato.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto "concordato in appello", aveva impugnato la sentenza lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha ribadito che l'adesione al concordato implica la rinuncia a sollevare questioni che non riguardino vizi nella formazione dell'accordo stesso, confermando così l'effetto preclusivo di tale istituto.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Due imputati ricorrono in Cassazione contro una sentenza di tentato furto pluriaggravato, lamentando errori nel calcolo della pena. La sentenza era frutto di un concordato in appello. La Cassazione dichiara i ricorsi inammissibili, poiché l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare questioni che si intendono rinunciate, come quelle sul calcolo della pena stessa.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver definito la pena tramite un concordato in appello per detenzione di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento di un'ipotesi di reato meno grave. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare in Cassazione motivi di doglianza a cui si è implicitamente rinunciato. Il concordato in appello limita fortemente i motivi di impugnazione, rendendo inammissibili le questioni non relative alla formazione della volontà, al consenso del PM o alla difformità della sentenza rispetto all'accordo.
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Concordato in Appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello, emessa a seguito di un "concordato in appello". I ricorrenti lamentavano errori nel calcolo della pena e la mancata applicazione di pene sostitutive. La Suprema Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare tali questioni in sede di legittimità, poiché l'adesione al rito speciale implica una rinuncia ai relativi motivi di doglianza. Il ricorso dopo un concordato in appello è ammesso solo per vizi legati alla formazione della volontà delle parti o alla conformità della sentenza all'accordo stesso. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (ex art. 599 bis c.p.p.). L'impugnazione verteva sulla dosimetria della pena, ma la Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo, il ricorso è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà delle parti o a una decisione del giudice difforme dall'accordo stesso, e non per contestare elementi oggetto della rinuncia, come la misura della pena concordata.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (noto come concordato in appello), ha tentato di impugnare la sentenza per motivi di merito. La Corte ha ribadito che l'accordo preclude la possibilità di sollevare questioni che si considerano rinunciate, come la valutazione delle prove, limitando il ricorso in Cassazione a specifici vizi procedurali dell'accordo stesso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'imputato non può contestare la mancata assoluzione (ex art. 129 c.p.p.) dopo aver volontariamente accettato l'accordo sulla pena, rinunciando di fatto a tali motivi.
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Prescrizione reato: quando è impugnabile la sentenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4002/2024, chiarisce i limiti di impugnazione delle sentenze emesse a seguito di concordato in appello. La Corte ha stabilito che è ammissibile il ricorso per cassazione se si deduce la mancata dichiarazione della prescrizione del reato, maturata prima della pronuncia di appello. Per altri motivi, come la valutazione della colpevolezza, il ricorso è inammissibile. La sentenza affronta il tema della prescrizione reato e della continuazione, annullando parzialmente la condanna per alcuni imputati e confermandola per altri.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3773/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per rapina impropria e altri reati. La decisione si fonda sul fatto che la sentenza d'appello era stata emessa a seguito di un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. La Corte ha ribadito che tale accordo preclude la possibilità di contestare in Cassazione la qualificazione giuridica dei fatti o la mancata valutazione di cause di proscioglimento, essendo l'impugnazione limitata a pochissimi casi, come l'irrogazione di una pena illegale.
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Autoriciclaggio: l’uso personale non esclude il reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3743/2024, ha esaminato due ricorsi in materia di riciclaggio e autoriciclaggio. Un ricorso è stato dichiarato inammissibile a causa di un accordo sulla pena in appello. L'altro è stato rigettato, fornendo importanti chiarimenti sul reato di autoriciclaggio: la clausola di non punibilità per uso personale non si applica se i beni sono stati prima 'ripuliti' attraverso operazioni complesse; la competenza territoriale si radica nel luogo del primo atto di occultamento; il reato sussiste anche se il delitto presupposto, come la bancarotta, non è ancora stato formalmente dichiarato al momento dei fatti.
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Ricorso inammissibile in appello: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento in appello. L'imputato lamentava un errore nella motivazione scritta della sentenza riguardo il calcolo della pena, ma la Corte ha stabilito che una mera contestazione del contenuto della motivazione non rientra tra i motivi validi per impugnare questo tipo di decisioni, che sono limitati a vizi della volontà o a difformità tra accordo e sentenza.
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Ricorso concordato in appello: limiti e inammissibilità
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento in appello, sostenendo un errore nel calcolo della pena per le attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il ricorso concordato in appello è impugnabile solo per vizi specifici e non per contestare la determinazione della pena, a meno che questa non risulti illegale. La Corte ha verificato che il calcolo della pena era conforme alla legge.
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