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Concordato In Appello

3657 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Accordo tra accusa e difesa sulla pena da applicare in secondo grado, che comporta la rinuncia agli altri motivi di impugnazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Accordo sulla Pena: L’Inammissibilità del Ricorso Penale in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un'imputata. La difesa contestava la qualificazione giuridica del fatto, chiedendo l'applicazione di una fattispecie di lieve entità. Tuttavia, la Corte ha ribadito che un precedente accordo sulla pena in appello (concordato) preclude nuove doglianze, anche su questioni rilevabili d'ufficio, salvo eccezioni specifiche non riscontrate nel caso. L'imputata è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: pena ridotta e interdizione limitata
Diversi imputati, accusati di reati legati allo spaccio di stupefacenti, propongono ricorso in Cassazione. Alcuni di essi avevano stipulato un concordato in appello, ottenendo una pena detentiva inferiore ai cinque anni. Tuttavia, il Giudice di secondo grado aveva mantenuto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. La Suprema Corte ribadisce che chi sceglie il concordato in appello non può contestare la quantificazione della sanzione, a meno che non si tratti di pena illegale. La Cassazione accoglie i ricorsi per l'errore sulla sanzione accessoria: se la pena principale scende sotto i cinque anni di reclusione, o se la pena base per il reato più grave è inferiore a tale soglia, l'interdizione perpetua deve trasformarsi in temporanea. Per gli altri ricorrenti, la Corte dichiara i ricorsi inammissibili per la manifesta infondatezza delle doglianze su intercettazioni e attenuanti.
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Concordato in appello e prescrizione: l’accordo salva la condanna
Un amministratore societario, imputato per bancarotta fraudolenta, ha definito il processo di secondo grado tramite concordato sui motivi di appello, concordando quattro anni di reclusione. Subito dopo, l'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'estinzione del reato per decorso del tempo. La Corte Suprema ha chiarito i limiti del concordato in appello e prescrizione: sebbene l'accordo sulla sanzione non implichi una rinuncia tacita alla prescrizione, i conteggi matematici dimostravano che il reato non era affatto prescritto. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso e condannato il ricorrente a pagare tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Inammissibilità Ricorso Pena Concordata: La Cassazione Fa Chiarezza
Un imputato, condannato per estorsione aggravata, ha ottenuto una riduzione della pena in appello grazie a un concordato (accordo sulla pena). Ha poi presentato ricorso in Cassazione, contestando la misura dell'aumento di pena per continuazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che un accordo sulla pena, una volta accettato dal giudice, non può essere modificato unilateralmente, salvo casi di illegalità della pena. La Corte ha quindi confermato l'inammissibilità ricorso pena concordata, condannando l'imputato alle spese processuali.
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Tentato Omicidio: la Rinuncia Motivi Appello blocca il Ricorso
Un individuo, condannato per tentato omicidio aggravato, aveva ottenuto una riduzione della pena in appello grazie a un concordato (accordo). In quell'occasione, aveva rinunciato a contestare la qualificazione del reato. Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il fatto non fosse tentato omicidio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che la **rinuncia motivi appello** in un concordato limita la possibilità di contestare in Cassazione i punti già accettati. Chi rinuncia a motivi sulla responsabilità accetta implicitamente la propria colpevolezza e la qualificazione del fatto. L'individuo ha perso il ricorso e dovrà pagare le spese legali.
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Ricorso inammissibile: l’accordo sulla pena blocca l’appello
La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un imputato. Questi contestava l'entità della pena, stabilita in un concordato in appello (un accordo sulla pena tra le parti, accettato dal giudice). La Corte ha chiarito che un ricorso contro una sentenza emessa dopo un concordato è ammissibile solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo o alla sua illegalità, non per questioni già rinunciate o relative alla determinazione della pena, se questa rientra nei limiti di legge. L'imputato ha perso e dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso in Cassazione: Accordo in Appello non basta per impugnare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un Ricorso in Cassazione. Un individuo, condannato per reati come rapina ed estorsione, aveva ottenuto una riduzione di pena in appello tramite un concordato in appello. L'imputato ha poi tentato di impugnare questa decisione davanti alla Suprema Corte. Tuttavia, la Corte ha stabilito che i motivi del suo ricorso non rientravano nei limiti stretti consentiti per contestare un concordato in appello, che riguardano solo vizi nella formazione della volontà o difformità della pronuncia. Di conseguenza, il Ricorso in Cassazione è stato respinto e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Omessa citazione della parte civile: appello annullato
Il Tribunale condanna l'imputato per il reato di sfruttamento del lavoro e riconosce il risarcimento dei danni a favore della parte civile costituita. Nel giudizio di secondo grado, la difesa e la pubblica accusa concordano una riduzione della pena. La cancelleria dimentica tuttavia di inviare l'atto di convocazione alla parte civile, la quale scopre l'esito del processo solo a decisione emanata. Il danneggiato presenta ricorso denunciando l'omessa citazione della parte civile. La Corte di Cassazione accoglie le ragioni del ricorrente. I giudici stabiliscono che l'omessa citazione della parte civile genera una nullità processuale insanabile se tempestivamente eccepita. La Suprema Corte annulla la sentenza limitatamente agli effetti civili e rinvia la controversia dinanzi al giudice civile di secondo grado.
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Concordato in appello: stop al patto nel rinvio
Due imputati condannati per rapina e reati connessi alle armi hanno presentato ricorso per Cassazione contro la sentenza della Corte di Appello emessa in sede di rinvio. Il primo imputato contestava il rigetto della richiesta di concordato in appello e il calcolo della pena per la continuazione, mentre il secondo lamentava una motivazione carente sulla quantificazione sanzionatoria. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del primo imputato, confermando che il concordato in appello non può essere proposto durante il giudizio di rinvio, poiché contrasta con la funzione deflattiva del rito. I giudici hanno inoltre corretto un errore materiale nel dispositivo ed evidenziato la correttezza del calcolo per i reati satellite. Il ricorso del secondo imputato è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: no al ricorso per contestare la pena
L'Imputato, condannato per il reato di rapina, ha concordato la riduzione della sanzione nel giudizio di secondo grado tramite l'istituto del concordato in appello. Successivamente, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione contestando la responsabilità penale e la misura della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge vieta di impugnare in sede di legittimità i punti della decisione che sono stati oggetto di patteggiamento tra le parti. L'Imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali, oltre al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende per la colpa nella proposizione del ricorso.
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Favoreggiamento reale e occultamento del denaro
La vicenda nasce dal trasferimento all'estero di denaro provento di spaccio di stupefacenti. L'imputata ha prelevato i soldi dalla casa della madre per evitare un imminente sequestro di polizia e li ha consegnati a un corriere per l'espatrio. Il giudice di appello ha derubricato l'originaria accusa di riciclaggio in favoreggiamento reale. La donna ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che la sua condotta integrasse al massimo un favoreggiamento personale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che il favoreggiamento reale si realizza quando l'azione non si limita a ostacolare le indagini, ma mira attivamente a preservare il vantaggio economico illecito per l'autore del reato presupposto.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando il Concordato in Appello è Definitivo
Un Lavoratore aveva ricevuto una condanna per reati di rapina e estorsione, poi ridotta in appello tramite un concordato (accordo sulla pena). Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'illogicità della motivazione della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha chiarito che un ricorso contro un concordato in appello è ammissibile solo per vizi specifici, come problemi nella formazione dell'accordo o difformità della pronuncia, non per questioni rinunciate o sulla determinazione della pena se legale. L'inammissibilità ha comportato la condanna del Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando il Concordato Blocca l’Appello
Un imputato, condannato per rapina, resistenza e lesioni, aveva ottenuto una riduzione della pena in appello grazie a un concordato (accordo sulla pena). Successivamente, ha presentato un ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, stabilendo che non si possono contestare motivi già rinunciati o vizi sulla determinazione della pena che non la rendano illegale. Il ricorso era generico e non rientrava nei casi ammessi, confermando la condanna e imponendo il pagamento delle spese.
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Concordato in Appello: Ricorso Inammissibile, Benefici Negati
Un imputato ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello che aveva confermato una condanna per rapina, ottenuta tramite un concordato in appello. L'imputato lamentava la mancata concessione della sospensione condizionale della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, in caso di concordato in appello, un ricorso è ammissibile solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo o alla difformità della pronuncia. Le doglianze sulla mancata concessione di benefici non inclusi nell'accordo o non rimessi al giudice non sono ammissibili. L'imputato ha perso e dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Ricorso Penale Inammissibile: La Firma dell’Avvocato è Cruciale
Due imputati hanno presentato personalmente ricorsi contro una sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. I ricorsi erano stati sottoscritti direttamente dagli imputati, violando la legge 103/2017 che richiede la firma di un avvocato abilitato per i ricorsi in Cassazione. Inoltre, le doglianze riguardavano motivi già rinunciati o non ammissibili in caso di concordato in appello. La Corte ha quindi respinto i ricorsi, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità Ricorso Penale: L’Accordo Prevale sull’Appello
Un imputato, già condannato per reati legati agli stupefacenti, ha visto la sua pena ridotta in appello tramite un "concordato in appello", un accordo che prevedeva la rinuncia a specifici motivi di ricorso. Nonostante ciò, ha presentato un ricorso in Cassazione contestando la quantificazione della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'**inammissibilità ricorso penale**, ribadendo che l'accordo precedentemente raggiunto impedisce di sollevare nuove contestazioni su punti già oggetto di rinuncia. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando il Concordato Limita l’Appello
Un Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello che non aveva applicato le cause di non punibilità. La Corte ha chiarito che l'inammissibilità ricorso penale si verifica quando i motivi riguardano questioni rinunciate o la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento dopo un concordato in appello. Il ricorso è ammissibile solo per vizi specifici sulla formazione della volontà o sul contenuto della pronuncia. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il Lavoratore al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: pena concordata e ricorso escluso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per reati in materia di stupefacenti. La Corte di secondo grado aveva precedentemente ridotto la sanzione applicando l'istituto del concordato in appello concordato con la pubblica accusa. L'imputato ha successivamente contestato davanti ai giudici di legittimità i criteri di calcolo della pena base e la motivazione della sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia definitiva a ogni ulteriore contestazione sul trattamento sanzionatorio, salvo il caso eccezionale di pena illegale o vizi nel consenso. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: La Cassazione ferma l’impugnazione
Un imputato, condannato per reati di droga e armi, ha presentato ricorso in Cassazione. Il ricorso contestava un presunto travisamento della prova sulla sua colpevolezza. Tuttavia, la Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Questo perché il ricorso mancava di specificità, non indicando quale prova fosse stata omessa. Inoltre, l'imputato aveva già raggiunto un concordato in appello (un accordo sulla pena) rinunciando a motivi di ricorso diversi da quelli sulla determinazione della pena. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: accordo sulla pena e stop al ricorso
L'Imputato, condannato in primo grado per reati in materia di stupefacenti, ha stipulato con l'accusa un concordato in appello per rideterminare la pena, rinunciando contestualmente a tutte le altre censure. Successivamente, il suo difensore ha presentato ricorso in Cassazione contestando la qualificazione giuridica dei fatti. I Giudici Supremi hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione. La legge stabilisce infatti che l'accordo sulla pena esclude ogni possibilità di rimettere in discussione le questioni già rinunciate, blindando la decisione. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese legali e a versare quattromila euro alla Cassa delle Ammende.
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