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Concordato In Appello

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3657 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Cassazione non riesamina i fatti
La Corte d'Appello ha confermato le condanne per associazione per delinquere, ricettazione, rapine, furti e lesioni aggravate a carico di diversi imputati. Due di loro, la Ricorrente e l'Altro Ricorrente, hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione delle prove e la logicità della motivazione. Altri imputati avevano già concordato la pena in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale per tutti i ricorrenti. Ha ritenuto i ricorsi della Ricorrente e dell'Altro Ricorrente manifestamente infondati, in quanto basati su questioni di fatto non riesaminabili in Cassazione, e ha confermato la logicità delle motivazioni precedenti. Tutti i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Cassazione non ammette l’appello
Due individui, condannati per rapina aggravata, avevano ottenuto una riduzione di pena tramite concordato in appello. Hanno poi presentato ricorso in Cassazione, contestando l'entità della pena e la mancata esclusione di un'aggravante. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha ribadito che i ricorsi contro sentenze di concordato in appello sono ammissibili solo per vizi procedurali specifici, non per contestazioni sull'ammontare della pena, a meno che questa non sia illegale. I ricorrenti hanno perso e sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Concordato in appello: stop al ricorso dopo l’intesa
Tre imputati hanno impugnato davanti alla Corte di Cassazione la decisione della Corte di Appello emessa per reati legati al traffico di stupefacenti. Due dei condannati avevano già concordato la pena in secondo grado con la Procura Generale, ma hanno contestato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e asserite nullità processuali. Il terzo imputato ha invece contestato la valutazione delle intercettazioni telefoniche. La Suprema Corte ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che il concordato in appello comporta la rinuncia definitiva a ogni altro motivo difensivo, rendendo irrevocabili i punti concordati. Inoltre, la rivalutazione delle intercettazioni spetta esclusivamente al giudice di merito. Ciascun ricorrente è stato condannato alle spese e a tremila euro di ammenda.
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Concordato in appello e calcolo pena: i limiti del ricorso
L'Imputato ha stipulato un concordato in appello per rideterminare la sanzione penale in continuazione con una precedente condanna, rinunciando ai generali motivi di impugnazione. Successivamente ha proposto ricorso per cassazione contestando l'omessa esplicitazione dello sconto per il rito abbreviato sulla pena concordata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il concordato in appello preclude successive contestazioni sulla quantificazione della pena, a meno che non si tratti di una sanzione illegale, cioe del tutto estranea ai limiti edittali o di specie diversa da quella legale. Gli errori interni di calcolo non rendono la pena illegale se il risultato finale rispetta l'accordo tra le parti e le norme edittali. L'Imputato e stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello e ricorso vietato: la Cassazione decide
Quattro imputati hanno raggiunto un accordo con la procura attraverso il concordato in appello, ottenendo una pena ridotta e rinunciando ai motivi di gravame sulla propria responsabilità penale. Successivamente, gli stessi imputati hanno presentato ricorso in Cassazione per lamentare la mancata concessione delle attenuanti generiche, la valutazione dei fatti e la severità della sanzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. La Suprema Corte ha chiarito che chi sceglie il concordato in appello non può successivamente contestare motivi a cui ha espressamente rinunciato, salvo casi eccezionali relativi all'illegalità della pena o a vizi del consenso. La decisione ha confermato le pene pattuite e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: La Rinuncia Preclude la Contestazione
Un Lavoratore era stato condannato per furto aggravato. La Corte d'Appello aveva ridotto la pena applicando le circostanze attenuanti. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata motivazione sull'entità della pena. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Questo perché il Lavoratore, durante un precedente accordo in appello, aveva già rinunciato a contestare l'ammontare della pena base, chiedendo solo l'applicazione delle attenuanti. La Corte d'Appello non doveva quindi motivare su un punto già accettato. Il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Concordato in Appello: il Ricorso per Cassazione non ammette ripensamenti
Un imputato, condannato per tentata estorsione, ha raggiunto un accordo in appello (concordato in appello) per ridurre la pena. Successivamente, ha presentato un ricorso per Cassazione contestando la sussistenza del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che non si può contestare in Cassazione ciò che si è già accettato o rinunciato in un concordato in appello. La decisione rafforza i limiti del ricorso per Cassazione dopo un accordo sulla pena.
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Concordato in appello: no al ricorso dopo l’accordo sulla pena
L'Imputato propone ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di Appello che ha applicato una pena concordata tramite la procedura del concordato in appello. La difesa lamenta il mancato proscioglimento immediato e la carenza di motivazione su questo punto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso palesemente inammissibile. I giudici supremi chiariscono che la rinuncia ai motivi di appello, contestuale all'accordo sulla sanzione, preclude ogni successiva contestazione nel merito. Il ricorso in cassazione contro il concordato in appello è ammesso solo per contestare la formazione della volontà delle parti o il mancato rispetto dell'accordo. L'Imputato subisce la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di quattromila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso per cassazione personale: la firma da soli costa cara
Un imputato, condannato per il reato di ricettazione, ha ottenuto una parziale riforma della pena in appello mediante concordato tra le parti. Ritenendo errato il calcolo finale della sanzione, l'uomo ha presentato un ricorso per cassazione personale, sottoscrivendo l'atto di proprio pugno senza l'assistenza di un legale abilitato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso radicalmente inammissibile. I giudici hanno chiarito che, a seguito della riforma del 2017, l'imputato non può più impugnare una sentenza di legittimità in prima persona. La legge impone tassativamente la sottoscrizione da parte di un avvocato cassazionista iscritto nell'albo speciale. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: inammissibile il ricorso dopo l’accordo
Due imputati hanno definito il giudizio di secondo grado stipulando un concordato in appello. Con questo accordo, le parti hanno concordato la determinazione della sanzione e hanno contestualmente rinunciato ai motivi di impugnazione. Successivamente, gli stessi imputati hanno proposto ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti. I giudici di legittimità hanno chiarito che la rinuncia ai motivi legata al concordato in appello produce un effetto preclusivo totale. Tale rinuncia impedisce di sollevare successive questioni davanti alla Suprema Corte, comprese quelle rilevabili d'ufficio. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di quattromila euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: validità del patto e rigetto della pena
La Corte d'appello accoglieva la richiesta di concordato in appello per due imputati e respingeva quella di un terzo coimputato, procedendo poi al giudizio ordinario e confermandone la condanna per spaccio non di lieve entità. I ricorrenti impugnavano la decisione lamentando la mancata motivazione sul proscioglimento immediato, l'incompatibilità del collegio giudicante dopo il rigetto dell'accordo e la mancata concessione della lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice non deve motivare il mancato proscioglimento in caso di accordo e non diventa incompatibile se rigetta l'intesa, potendo motivare il diniego direttamente nella sentenza finale.
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Concordato in appello: pena concordata e ricorso nullo
Due imputati condannati per reati fallimentari hanno concordato la pena in secondo grado. I difensori hanno rinunciato a tutti gli altri motivi di contestazione. Successivamente, entrambi i condannati hanno proposto ricorso per cassazione contro la sentenza. Il primo imputato ha eccepito la nullità dell'udienza per mancata partecipazione e ha contestato la sproporzione della sanzione. Il secondo imputato ha lamentato la mancata verifica di cause di non punibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Il concordato in appello vincola definitivamente le parti e impedisce di contestare l'entità della pena o i motivi rinunciati, salvo che la sanzione risulti del tutto illegale. I giudici hanno inoltre precisato che l'istanza difensiva inviata a un indirizzo PEC non abilitato non produce alcun effetto processuale.
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Concordato in Appello: Inammissibilità Ricorso Penale per Prescrizione
Un imputato, condannato per reati contro il patrimonio (rapina ed estorsione), ha raggiunto un concordato in appello per una riduzione della pena. Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando la mancata dichiarazione di prescrizione del reato e un'errata qualificazione giuridica dei fatti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha ribadito che, dopo un concordato in appello, non si possono sollevare questioni sulla prescrizione o sulla qualificazione del fatto, a meno che quest'ultima non sia palesemente eccentrica. L'imputato ha perso la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione.
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Concordato in appello: patto sulla pena e limiti del ricorso
Due imputati condannati per contrabbando hanno definito il giudizio di secondo grado tramite concordato in appello, concordando la pena con il procuratore generale. Successivamente, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata menzione della sospensione condizionale concessa in primo grado e l'omessa motivazione sulle cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che il beneficio della sospensione condizionale resta implicitamente confermato se il giudice d'appello ridetermina la sanzione senza revocarlo espressamente. Inoltre, l'adesione al concordato preclude qualsiasi successiva contestazione sui motivi rinunciati o sull'eventuale proscioglimento immediato. I ricorrenti hanno subito la condanna alle spese e al versamento di tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
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Accordo sulla pena: inammissibilità del ricorso per cassazione
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione dopo aver siglato un concordato in appello ai sensi dell'articolo 599-bis del codice di procedura penale. L'Imputato ha lamentato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e la presunta nullità della costituzione di parte civile. La Corte di Cassazione ha dichiarato la inammissibilità del ricorso per cassazione. Il primo motivo di ricorso è vietato per legge, poiché l'accordo sulla pena in appello comporta la rinuncia agli altri motivi. Il secondo motivo è inammissibile perché non era stato presentato al giudice di secondo grado. Di conseguenza, la Corte ha confermato la decisione precedente e ha condannato L'Imputato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Inammissibilità ricorso concordato in appello: l’accordo che chiude le porte
Due imputati sono stati condannati per reati legati alla droga (art. 73 d.P.R. 309/1990). In appello, hanno raggiunto un concordato in appello con il Pubblico Ministero, ottenendo una riduzione della pena a tre anni di reclusione e 16.000 euro di multa. Successivamente, hanno presentato ricorso per Cassazione, contestando rispettivamente l'omessa valutazione di cause di non punibilità e il mancato riconoscimento di una fattispecie meno grave. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso concordato in appello, ribadendo che l'accordo in appello implica la rinuncia a ulteriori doglianze, salvo casi di pena illegale.
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Inammissibilità ricorso in Cassazione: il patto premia, l’impugnazione no
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso in Cassazione presentato da un Lavoratore contro una sentenza d'appello che aveva applicato una pena concordata. Il Lavoratore aveva impugnato la decisione, ma la Suprema Corte ha stabilito che le sentenze emesse a seguito di un concordato in appello non sono ricorribili per i motivi dedotti dalla difesa, salvo specifiche eccezioni non riscontrate nel caso. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: la rinuncia ai motivi di merito costa cara
Un Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello. Questa sentenza era frutto di un 'concordato in appello', un accordo tra le parti per definire la pena, rinunciando ai 'motivi di merito' (le questioni sui fatti). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che chi accetta un 'concordato in appello' non può poi contestare in Cassazione le questioni a cui ha rinunciato. L'impugnazione è possibile solo per vizi specifici sull'accordo o per una pena illegale. Il Lavoratore ha perso e dovrà pagare le spese processuali.
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Concordato in appello: l’accordo che preclude il ricorso in Cassazione
Un imputato, già condannato per rapina e furto, ha ottenuto una riduzione della pena in appello grazie a un "concordato in appello". Questo accordo prevedeva la rinuncia a specifici motivi di ricorso. Successivamente, l'imputato ha presentato un ricorso per Cassazione, sollevando questioni già oggetto di rinuncia o comunque precluse dall'accordo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il "concordato in appello" limita la possibilità di impugnare questioni rinunciate, anche in Cassazione. Inoltre, il ricorso era stato depositato fuori termine. L'imputato deve pagare le spese processuali e una sanzione alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: nessun ricorso sulla pena
Due imputati hanno pattuito la rideterminazione della sanzione davanti ai giudici di secondo grado attraverso lo strumento del concordato in appello per reati inerenti alle sostanze stupefacenti. Successivamente, la difesa ha promosso ricorso per Cassazione contestando la congruità della sanzione e denunciando vizi di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, stabilendo che l'accordo liberamente concluso preclude qualsiasi successiva contestazione sulla misura della pena, a meno che essa non sia espressamente contraria alla legge. I ricorrenti hanno subito la condanna alle spese e a una sanzione di quattromila euro ciascuno.
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