Un imputato, condannato per uso indebito di carte di credito, otteneva in appello una riduzione di pena tramite 'concordato in appello'. Successivamente, proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, secondo l'art. 610, comma 5 bis, c.p.p., le sentenze emesse a seguito di un concordato in appello non sono impugnabili. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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