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Concordato In Appello — Anno 2024

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742 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha stabilito che, aderendo all'accordo, l'imputato rinuncia a contestare la motivazione sulla pena e la mancata valutazione delle cause di proscioglimento, rendendo il successivo ricorso per tali motivi non consentito.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte ha ribadito che, in questi casi, il ricorso è consentito solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM o a una pronuncia difforme dall'accordo. Non è possibile contestare l'entità della pena, a meno che non sia illegale, poiché tale motivo si considera rinunciato con l'accordo stesso.
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Ricorso inammissibile: quando mancano i fatti
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti a seguito di un patteggiamento in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata verifica di cause di non punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che il motivo di appello era generico e privo di qualsiasi riferimento a elementi fattuali concreti che avrebbero giustificato tale verifica, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti del concordato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7655/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di concordato in appello. La Corte ha ribadito che l'accordo tra le parti sulla pena implica una rinuncia a sollevare successive doglianze, salvo i rari casi di pena illegale o vizi del consenso. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., aveva impugnato la sentenza per un presunto vizio di motivazione. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo tra le parti implica la rinuncia a sollevare in sede di legittimità ogni altra doglianza, salvo casi eccezionali come l'applicazione di una pena illegale, qui non riscontrati. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile post-concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per spaccio e contrabbando. Dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato), l'imputato ha contestato la pena pecuniaria e la mancata verifica di cause di assoluzione. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la pena concordata non può essere rinegoziata e che la censura sulla mancata assoluzione era troppo generica, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile post concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché l'imputato, dopo aver accettato un concordato in appello (patteggiamento in secondo grado), non può successivamente impugnare la sentenza per motivi diversi da quelli concordati. L'adesione all'accordo implica una rinuncia a future doglianze. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Concordato in appello: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva ratificato un accordo sulla pena (concordato in appello). L'imputato sosteneva un vizio procedurale legato al momento in cui il Pubblico Ministero aveva dato il suo consenso. La Suprema Corte ha stabilito che, una volta raggiunto l'accordo, la rinuncia ai motivi di appello diventa definitiva e non può essere revocata, rendendo il successivo ricorso inammissibile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il concordato in appello, aveva impugnato la sentenza per motivi legati alla sua responsabilità. La Corte ha stabilito che l'adesione al concordato in appello implica la rinuncia ai motivi relativi alla colpevolezza, precludendo un successivo ricorso su tali punti.
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Ricorso inammissibile: accordo sulla pena è sacro
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, stabilendo che non si possono contestare circostanze attenuanti a cui si è esplicitamente rinunciato in un concordato in appello. L'accordo sulla pena, una volta raggiunto, è irrevocabile e non può essere rimesso in discussione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza d'appello che aveva rideterminato la pena tramite 'concordato in appello' (ex art. 599 bis c.p.p.). La Corte chiarisce che l'accordo implica la rinuncia ai motivi di merito, i quali non possono essere riproposti come motivi di ricorso in Cassazione. L'impugnazione è consentita solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o a un'illegalità della pena.
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Omicidio stradale e parti civili: il risarcimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7216/2024, ha affrontato un caso di omicidio stradale, chiarendo due importanti principi. In primo luogo, il rigetto di un 'concordato in appello' può essere motivato implicitamente dalla gravità della colpa descritta nella sentenza. In secondo luogo, ha confermato la legittimità della costituzione come parte civile di nonni e zii della vittima per il risarcimento del danno morale, specificando che la prova del legame affettivo riguarda la quantificazione del danno e non il diritto ad agire in giudizio.
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Rinuncia prescrizione: non è implicita nel patteggiamento
Un imputato, condannato in appello per bancarotta tramite 'concordato', ricorre in Cassazione. Il motivo: la corte non ha dichiarato l'estinzione di un reato per prescrizione, considerandola implicitamente rinunciata con l'accordo sulla pena. La Suprema Corte accoglie il ricorso, stabilendo che la rinuncia prescrizione deve essere sempre espressa e personale, non potendosi desumere da un accordo. Di conseguenza, annulla la sentenza con rinvio per la rideterminazione della pena sui reati non prescritti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6882/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati che avevano precedentemente accettato un 'concordato in appello' sulla pena. La Suprema Corte ha ribadito che la scelta di questo rito speciale implica la rinuncia alla maggior parte dei motivi di impugnazione, inclusi quelli relativi alla qualificazione giuridica del fatto e alla sussistenza delle aggravanti. Il ricorso in Cassazione, in questi casi, è consentito solo per vizi specifici, come l'illegalità della pena, non presenti nella fattispecie.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: limiti e motivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre imputati. Per due di loro, il motivo è l'aver precedentemente siglato un accordo sulla pena in appello (patteggiamento), che limita le successive impugnazioni. Per il terzo, l'inammissibilità deriva da un vizio formale, ovvero la mancanza di un mandato specifico al difensore per proporre ricorso. La sentenza sottolinea il rigore procedurale e i limiti di un ricorso in Cassazione inammissibile.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite il cosiddetto 'concordato in appello' per reati legati agli stupefacenti, avevano comunque impugnato la decisione. La Suprema Corte ha ribadito che l'adesione a tale accordo implica una rinuncia a quasi tutti i motivi di gravame, salvo rarissime eccezioni non riscontrate nel caso di specie.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver beneficiato di una riduzione di pena grazie a un concordato in appello per tentata rapina, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione delle cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tali motivi, limitando drasticamente le possibilità di impugnazione successiva.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. L'accordo tra le parti sulla pena, previsto dall'art. 599-bis c.p.p., preclude la possibilità di sollevare in Cassazione motivi di ricorso precedentemente rinunciati, come il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La decisione ribadisce la natura vincolante dell'accordo e le sue conseguenze processuali.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento in appello. L'imputato sosteneva di non aver prestato il proprio consenso all'accordo, ma la Corte ha respinto il motivo per genericità, evidenziando la presenza agli atti di una procura speciale conferita al difensore. L'ordinanza ribadisce che il concordato in appello preclude la possibilità di sollevare ulteriori doglianze in sede di legittimità.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un individuo, condannato per furto e altri reati, ha impugnato in Cassazione la sentenza di secondo grado emessa a seguito di un "concordato in appello". Il motivo era la presunta mancata informazione su sanzioni sostitutive. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che le sentenze di concordato in appello possono essere impugnate solo per vizi procedurali specifici o per illegalità della pena, non per contestazioni sulla scelta della sanzione applicata.
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