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Concordato In Appello — Anno 2024

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742 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Confisca per equivalente e limiti solidali: la Cassazione
Una sentenza della Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una condanna per truffa e altri reati, stabilendo principi chiave sulla confisca per equivalente. La Corte ha precisato che la confisca a carico di un concorrente non può superare il profitto dei reati a lui specificamente attribuiti. Inoltre, ha ribadito che gli aumenti di pena per la continuazione tra reati devono essere sempre adeguatamente motivati dal giudice, pena l'annullamento della sentenza sul punto.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14549/2024, ha dichiarato inammissibili due ricorsi. Il primo perché si limitava a ripetere le argomentazioni già respinte in appello. Il secondo perché, essendo stato definito con concordato (art. 599-bis c.p.p.), non poteva contestare la pena concordata. La decisione chiarisce i rigidi paletti per un ricorso in Cassazione inammissibile.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
Quattro imputati ricorrono contro una sentenza della Corte d'Appello di Bari, emessa a seguito di un 'concordato in appello', lamentando vizi nella determinazione della pena. La Corte di Cassazione dichiara i ricorsi inammissibili, ribadendo che l'impugnazione di tali sentenze è consentita solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o alla difformità della pronuncia rispetto all'accordo, e non per contestare la valutazione sulla pena, a meno che questa non sia palesemente illegale.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di patteggiamento in secondo grado (concordato in appello). L'imputato, dopo aver accettato una riduzione della pena, aveva impugnato la decisione per carenza di motivazione. La Suprema Corte ha chiarito che l'adesione al concordato in appello comporta una rinuncia implicita ai motivi relativi alla responsabilità, sui quali si forma il giudicato, rendendo inammissibile un successivo ricorso su tali punti.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13912/2024, dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'imputato aveva accettato l'accordo sulla pena, rinunciando implicitamente ad altri motivi, per poi contestare la mancata assoluzione. La Corte ha ribadito che, accettando il concordato in appello, la cognizione del giudice è limitata ai soli aspetti non rinunciati, escludendo la valutazione delle cause di proscioglimento.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di impugnare la sentenza. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena implica una rinuncia totale ai motivi di gravame, rendendo ogni successiva doglianza, anche su questioni di legittimità, proceduralmente inaccettabile.
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Sospensione condizionale pena: quando è negata?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la decisione della Corte d'Appello che aveva negato la sospensione condizionale pena, un concordato e le pene sostitutive. La decisione si fonda sui precedenti penali dell'imputato, che hanno portato a una prognosi negativa sulla sua futura condotta, giustificando pienamente il diniego dei benefici richiesti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato ha impugnato in Cassazione la sentenza di condanna emessa a seguito di un 'concordato in appello', lamentando la mancata verifica delle cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i motivi di ricorso contro tale accordo sono limitati a vizi procedurali o all'illegalità della pena, escludendo questioni di merito come la responsabilità penale, ormai cristallizzata dall'accordo stesso.
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Concordato in appello: limiti ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione delle condizioni per un proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che dopo un concordato in appello non è più possibile contestare la responsabilità o la qualificazione del reato, ma solo eccepire vizi legati alla formazione dell'accordo o all'illegalità della pena.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza emessa a seguito di un "concordato in appello". L'ordinanza ribadisce che tale accordo preclude la possibilità di contestare la responsabilità e la qualificazione del reato, limitando l'impugnazione a vizi specifici dell'accordo o all'illegalità della pena.
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Ricorso inammissibile post-concordato: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un'imputata contro una sentenza di condanna emessa a seguito di 'concordato in appello'. La decisione si basa sul fatto che i motivi di ricorso proposti (mancata concessione di un'attenuante e richiesta di proscioglimento) non rientrano tra quelli ammessi in questa specifica procedura, che limita l'impugnazione ai soli vizi della volontà o a difformità nell'accordo. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: i motivi validi di ricorso
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza per reati di droga, ottenuta tramite concordato in appello, sostenendo che il giudice non avesse valutato le sue esigenze di risocializzazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i motivi di impugnazione per un concordato in appello sono limitati a vizi nella formazione dell'accordo e non possono riguardare il merito della pena concordata, che è stata accettata dalle parti.
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Ricorso inammissibile: limiti al concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (patteggiamento in appello). La decisione chiarisce che l'impugnazione è possibile solo per vizi procedurali nella formazione dell'accordo e non per contestare il merito della causa, come la qualificazione giuridica dei fatti, poiché tali motivi si considerano rinunciati con l'accettazione del concordato stesso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti a seguito di un 'concordato in appello', ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il proscioglimento e la rideterminazione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione contro una sentenza patteggiata in appello è consentita solo per vizi procedurali specifici e non per riesaminare questioni di merito, considerate rinunciate con l'accordo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13595/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è possibile contestarne l'entità o il bilanciamento delle circostanze, poiché tali punti sono stati oggetto di rinuncia. Il ricorso è ammesso solo per vizi nella formazione della volontà, nel consenso del PM o per pene illegali, motivi non riscontrati nel caso di specie.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa con concordato in appello. La Corte ribadisce che non si possono contestare motivi rinunciati, come la mancata applicazione delle cause di proscioglimento dell'art. 129 c.p.p., confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che l'accordo tra le parti preclude la possibilità di contestare in Cassazione la qualificazione giuridica del fatto o la responsabilità penale, confermando la natura quasi definitiva di tale accordo.
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Ricorso in Cassazione: i limiti del concordato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.). L'imputato, condannato per tentato riciclaggio e ricettazione, aveva raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado, ma ha poi tentato di impugnare la decisione lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche e vizi nella determinazione della pena. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso in Cassazione in questi casi è possibile solo per motivi tassativi, come l'applicazione di una pena illegale, escludendo le doglianze relative alla motivazione che si intendono rinunciate con l'accordo stesso.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13489/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. Il caso verteva sul **concordato in appello**, un accordo tra le parti sulla pena. La Suprema Corte ha ribadito che, una volta raggiunto e formalizzato, tale accordo non può essere impugnato unilateralmente, salvo l'ipotesi di pena illegale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.). L'ordinanza chiarisce che l'accordo tra le parti implica una rinuncia a sollevare ulteriori motivi di impugnazione, salvo rare eccezioni non riscontrate nel caso di specie. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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