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Concordato In Appello — Anno 2024

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742 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti del ricorso per cassazione
Un imputato, dopo aver stipulato un concordato in appello per il reato di rapina aggravata, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione delle cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo ex art. 599-bis c.p.p. limita la cognizione del giudice ai soli motivi non rinunciati, escludendo la possibilità di sollevare in Cassazione questioni relative a motivi oggetto di rinuncia, come l'applicazione dell'art. 129 c.p.p.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19088/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza di concordato in appello. La Corte ha ribadito che, in tali casi, non è possibile contestare motivi rinunciati o la determinazione della pena, a meno che questa non sia palesemente illegale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19019/2024, chiarisce i limiti di ammissibilità del ricorso avverso una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'ordinanza dichiara inammissibili due ricorsi: il primo perché riproponeva motivi già valutati per un'altra attenuante, il secondo perché le doglianze sul calcolo della pena non rientravano tra i vizi deducibili in sede di legittimità dopo un accordo sulla pena.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18857/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza che applicava un concordato in appello. La Corte ha ribadito che l'accordo processuale limita drasticamente i motivi di impugnazione, escludendo doglianze sulla mancata valutazione delle cause di proscioglimento o sulla congruità della pena pattuita, a meno che questa non sia illegale. La decisione sottolinea la natura negoziale del concordato in appello e le conseguenze della rinuncia ai motivi di gravame.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'impugnazione, basata su un presunto vizio di motivazione sulla congruità della pena, non è consentita quando il giudice di merito ha già effettuato la propria valutazione di congruità, come richiesto dalla procedura.
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Concordato in Appello: Limiti del Ricorso Cassazione
Un imputato, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. L'imputato lamentava l'illegalità della pena e sollevava questioni di costituzionalità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo processuale limita drasticamente i motivi di impugnazione. È possibile ricorrere solo per vizi nella formazione della volontà delle parti o per una pena palesemente illegale, escludendo i motivi a cui si è rinunciato con l'accordo, comprese le questioni di legittimità costituzionale.
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Concordato in appello: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. e rinunciato agli altri motivi, aveva impugnato la sentenza per la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ribadisce che la rinuncia ai motivi preclude la loro riproposizione in sede di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18593/2024, dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza emessa con concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.). L'accordo sulla pena implica la rinuncia a tutti gli altri motivi di merito, inclusi quelli sul tempus commissi delicti e il bilanciamento delle circostanze, che non possono essere riesaminati in sede di legittimità.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da alcuni imputati contro una sentenza della Corte d'Appello emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La Suprema Corte ha ribadito che, in questi casi, il ricorso è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà delle parti o a un contenuto difforme della pronuncia rispetto all'accordo, escludendo censure su motivi rinunciati o sulla determinazione della pena. Questa decisione rafforza la natura definitiva del 'concordato in appello' come strumento processuale.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La decisione sottolinea che l'impugnazione è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà delle parti o a una pronuncia difforme dall'accordo, motivi assenti nel caso di specie dove la pena corrispondeva a quanto pattuito.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza di 'concordato in appello'. La Corte ribadisce che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, il ricorso è possibile solo per vizi di legalità e non per contestare la congruità della sanzione o il bilanciamento delle circostanze, in quanto elementi che rientrano nel patto processuale tra le parti.
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Ricorso inammissibile in Cassazione: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte chiarisce che la determinazione della pena non può essere contestata, a meno che non sia illegale. L'impugnazione è consentita solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo, al consenso del PM o a una decisione difforme dal patto.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e concordato appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena per evasione sulla base di un accordo tra le parti (concordato in appello). La Suprema Corte ha chiarito che le sentenze emesse ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. non sono ulteriormente impugnabili, rendendo il ricorso inammissibile e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15165/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di Appello emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha ribadito che l'accordo tra le parti sui motivi di appello, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., implica una rinuncia a sollevare in sede di legittimità ulteriori doglianze, come la qualificazione giuridica del fatto, salvo il caso di pena illegale.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ha chiarito che, aderendo al concordato, l'imputato rinuncia ai motivi di appello, inclusa la possibilità di far valere in Cassazione la mancata valutazione delle condizioni per il proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
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Prescrizione con aggravante mafiosa: i termini doppi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che chiedeva di dichiarare la prescrizione per i reati di favoreggiamento e spaccio. Il punto centrale della decisione è che la contestata e ritenuta prescrizione con aggravante mafiosa (art. 416-bis.1 c.p.) impone il raddoppio dei termini ordinari e rende inapplicabile il limite massimo di interruzione, rendendo errato il calcolo su cui si fondava il ricorso dell'imputato.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che aveva stipulato un concordato in appello. La rinuncia ai motivi di appello in cambio di una riduzione di pena preclude il successivo ricorso per cassazione su quegli stessi punti, rendendolo inammissibile. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti e rinunce implicite
Due imputati per reati di droga, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello, hanno impugnato la sentenza in Cassazione lamentando la mancata riduzione di una pena accessoria e il mancato riconoscimento di attenuanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'accordo in appello implica una rinuncia a tutti i motivi non espressamente inclusi, comprese le pene accessorie e le circostanze non oggetto di pattuizione.
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Concordato in appello: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15026/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (cosiddetto "concordato in appello"), aveva comunque impugnato la decisione. La Corte ha stabilito che l'accettazione del concordato comporta una rinuncia implicita agli altri motivi di doglianza, con un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità, rendendo impossibile un successivo ricorso.
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Ricorso inammissibile dopo concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché ripropone motivi che erano già stati oggetto di rinuncia nell'ambito di un concordato in appello. L'accordo, finalizzato alla rideterminazione della pena, preclude la possibilità di contestare nuovamente gli stessi punti. La Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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