LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Concordato In Appello — Anno 2024

Pagina 29 di 38

742 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione chiarisce che l'accordo sulla pena, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., comporta la rinuncia a tutti gli altri motivi, inclusi quelli sulla responsabilità, creando una preclusione processuale che impedisce di sollevare tali questioni in Cassazione.
Continua »
Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5914/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza emessa a seguito di concordato in appello (art. 599 bis c.p.p.). La Corte ha ribadito che l'impugnazione è consentita solo per vizi relativi alla formazione della volontà delle parti o per una decisione difforme dall'accordo, e non per contestare la misura della pena concordata, qualora questa non sia illegale.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5892/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza basata su un concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.). L'imputato lamentava una carenza di motivazione, ma la Corte ha ribadito che l'impugnazione è consentita solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo, e non per motivi di merito rinunciati. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso in cassazione concordato: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in cassazione concordato presentato da un imputato. L'appello contestava la mancata riqualificazione di un reato in materia di stupefacenti in un'ipotesi meno grave, ma tale motivo era stato oggetto di rinuncia durante l'accordo in appello. La Corte ribadisce che l'impugnazione contro sentenze di concordato è limitata ai vizi nella formazione dell'accordo o all'illegalità della pena, escludendo i motivi precedentemente rinunciati.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.). L'ordinanza chiarisce che il ricorso è possibile solo per vizi nella formazione della volontà delle parti o per una decisione del giudice non conforme all'accordo, ma non per contestare la congruità della pena concordata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per aver proposto un ricorso con motivi non consentiti.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza d'appello basata su un accordo tra le parti (concordato in appello). Il ricorso, che lamentava una motivazione carente sulla rideterminazione della pena, è stato giudicato generico e aspecifico. La Corte ha ribadito che l'impugnazione di tali sentenze è possibile solo per motivi tassativi, come l'illegalità della pena, e non per una generica contestazione della motivazione.
Continua »
Concordato in appello: annullata sentenza che lo ignora
Un imputato, dopo la condanna in primo grado, raggiungeva un accordo con la Procura Generale per un concordato in appello, rinunciando ai motivi di impugnazione per una rideterminazione della pena. La Corte d'Appello, tuttavia, emetteva la sua sentenza ignorando completamente tale richiesta. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il giudice d'appello ha l'obbligo di valutare la richiesta di concordato. Se intende rigettarla, deve darne comunicazione alle parti e fissare un'udienza. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
Continua »
Reformatio in peius e pene accessorie a durata fissa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi per violazione del divieto di reformatio in peius. La sentenza chiarisce che un diverso calcolo della pena in appello non viola il divieto se il risultato è più favorevole. Inoltre, conferma che alcune pene accessorie, come l'interdizione dai pubblici uffici, hanno una durata fissa per legge (art. 29 c.p.) che prevale sulla regola generale di commisurazione alla pena principale (art. 37 c.p.).
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5392/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La Corte ha ribadito che, una volta accettato il patteggiamento in secondo grado, non è possibile impugnare la decisione per motivi che sono stati oggetto di rinuncia, come l'erronea qualificazione giuridica del fatto. Il ricorso è ammesso solo per un numero chiuso di vizi specifici, legati alla formazione della volontà delle parti.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi presentati da imputati che avevano precedentemente stipulato un concordato in appello. La Corte chiarisce che la rinuncia ai motivi di appello, effettuata per ottenere l'accordo sulla pena, ha un effetto preclusivo che impedisce di sollevare le stesse questioni (come la richiesta di proscioglimento o la motivazione delle pene accessorie) nel successivo giudizio di legittimità.
Continua »
Competenza esecuzione pena: la decisione in appello
La Corte di Cassazione chiarisce la competenza per l'esecuzione della pena in caso di patteggiamento in appello. Se l'accordo modifica il bilanciamento delle circostanze, la competenza è del giudice d'appello. Viene inoltre confermato che un reato ostativo impedisce la sospensione dell'ordine di esecuzione, anche se le attenuanti prevalgono, poiché il giudizio di comparazione rileva solo 'quoad poenam', ovvero ai fini della determinazione della pena.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato dopo un 'concordato in appello'. La decisione si basa sul principio che l'accordo sulla pena, con la conseguente rinuncia agli altri motivi di impugnazione, crea una preclusione processuale che limita la possibilità di ulteriori ricorsi, salvo casi eccezionali non riscontrati nella fattispecie. La Corte sottolinea che la scelta del concordato in appello preclude la discussione di questioni a cui si è rinunciato.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (cd. 'concordato in appello') per truffa aggravata, aveva impugnato la sentenza lamentando l'errata qualificazione giuridica del fatto e la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità. La Corte ribadisce che il ricorso avverso tali sentenze è consentito solo in casi limitati e non può rimettere in discussione punti (come la qualificazione del reato) che si considerano rinunciati con l'accordo, salvo un errore palese e manifesto.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5187/2024, dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di concordato in appello. L'imputato lamentava l'omessa motivazione su cause di proscioglimento e sulla quantificazione della pena, ma la Corte ha ribadito che tali motivi, essendo stati rinunciati con l'accordo, non possono essere riproposti in Cassazione, salvo vizi specifici dell'accordo stesso o illegalità della pena.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la congruità della pena definita tramite concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.). La Corte ribadisce che, accettando l'accordo, si rinuncia a contestare l'entità della pena, salvo che questa sia illegale. Il ricorso è stato giudicato inammissibile anche per genericità, con condanna del ricorrente alle spese e a un'ammenda.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati che, dopo aver raggiunto un concordato in appello sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., avevano impugnato la sentenza contestando il trattamento sanzionatorio. La Corte ribadisce che l'accordo preclude la possibilità di sollevare doglianze sui punti concordati, limitando drasticamente i motivi di un successivo ricorso.
Continua »
Concordato in appello: sentenza annullata per vizio
Un imputato, condannato per aver falsamente dichiarato la propria data di nascita, aveva raggiunto un accordo con la Procura per una pena sostitutiva (il cosiddetto concordato in appello). La Corte d'Appello ha rigettato l'accordo senza riconvocare le parti per una nuova udienza, violando il diritto al contraddittorio. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che in caso di rigetto di un concordato in appello, il giudice ha l'obbligo di disporre un'udienza con la partecipazione delle parti, pena la nullità della decisione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Concordato in appello: stop al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che aveva precedentemente definito il processo tramite un concordato in appello. La Suprema Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena in secondo grado ha un effetto preclusivo, equivalente a una rinuncia all'impugnazione, che impedisce di accedere al successivo giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La Corte ha ribadito che, una volta accettato l'accordo sulla pena, non è più possibile contestare in Cassazione la valutazione della responsabilità o la motivazione, ma solo vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso o all'illegalità della pena.
Continua »
Concordato in appello: limiti all’impugnazione
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello per furto e resistenza, ricorre in Cassazione lamentando la mancata applicazione di una pena sostitutiva, definendo la condanna "illegale". La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che il concordato in appello preclude la possibilità di sollevare doglianze relative al merito o alla legittimità della pena, a meno che questa non sia "illegale" in senso tecnico, ovvero non prevista dall'ordinamento per specie o quantità. La mancata concessione di una misura alternativa non rientra in tale categoria.
Continua »