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Concordato In Appello — Anno 2024

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742 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Redazione motivazione sentenza: valida se scritta dopo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso che contestava la legittimità dei giudici autori della motivazione di una sentenza. L'ordinanza chiarisce che la redazione della motivazione sentenza, anche se successiva a un annullamento per sua assenza, spetta allo stesso collegio che ha emesso la decisione, poiché la capacità del giudice si valuta al momento della deliberazione e non della stesura.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25305/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di condanna riformata in appello solo sulla pena a seguito di un 'concordato in appello'. La Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi relativi all'affermazione di responsabilità, creando una preclusione processuale che impedisce di sollevare tali questioni nel successivo giudizio di legittimità.
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Ricorso inammissibile concordato appello: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile proposto dopo un concordato in appello. La ricorrente, dopo aver patteggiato la pena in secondo grado per furto aggravato, ha impugnato la sentenza lamentando la mancata valutazione di una possibile assoluzione. La Corte ha ribadito che l'accordo preclude la discussione su motivi di merito rinunciati, rendendo l'impugnazione inammissibile.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena per un reato di furto attraverso il concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di possibili cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'adesione al concordato in appello implica la rinuncia a sollevare questioni relative alla valutazione delle cause di assoluzione, che non possono quindi essere oggetto di un successivo ricorso per legittimità.
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Sanzioni sostitutive: no se non incluse nell’accordo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. La richiesta di sanzioni sostitutive alla detenzione era stata respinta in appello. La Suprema Corte conferma che tali sanzioni devono essere parte integrante dell'accordo sulla pena (c.d. concordato in appello) e che il diniego era comunque ben motivato dalla gravità dei fatti e dall'assenza di risarcimento ai creditori.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello per reati di ricettazione, truffa e appropriazione indebita, ha tentato di sollevare questioni relative alla sua responsabilità. La Corte stabilisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tali motivi, rendendo il successivo ricorso non consentito.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La decisione sottolinea che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare successivamente il bilanciamento delle circostanze, a meno che la sanzione concordata non sia illegale. Questo principio rafforza la natura dispositiva dell'accordo processuale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un concordato in appello sulla pena, aveva impugnato la sentenza lamentando la mancata valutazione di cause di proscioglimento. La Corte ha stabilito che la rinuncia ai motivi di appello, funzionale all'accordo, crea una preclusione processuale che impedisce al giudice di Cassazione di esaminare questioni a cui la parte ha implicitamente rinunciato, anche se rilevabili d'ufficio.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ribadisce che l'accordo sulla pena, con rinuncia ai motivi di appello, preclude la possibilità di sollevare questioni in Cassazione, anche quelle relative a cause di proscioglimento.
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Concordato in appello: rinuncia ai motivi di ricorso
Un imputato, dopo aver ottenuto una rideterminazione della pena tramite un concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione per altri motivi. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la scelta del concordato in appello implica la rinuncia a tutte le altre doglianze non collegate all'accordo sulla pena.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Tre imputati, dopo aver ottenuto una rideterminazione della pena tramite un concordato in appello per reati quali rapina ed estorsione, hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ribadendo che l'accordo sulle pene implica la rinuncia a contestare i motivi d'appello, salvo il caso di pena illegale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati avverso una sentenza di "concordato in appello". I ricorrenti lamentavano una mancata motivazione sulla quantificazione della pena, ma la Corte ha ribadito che, in caso di accordo tra le parti, non si può contestare la misura della sanzione, a meno che questa non sia palesemente illegale. La decisione sottolinea i limiti stringenti all'impugnazione delle sentenze emesse ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p.
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Ricorso inammissibile: limiti dell’appello concordato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di patteggiamento in appello per rapina aggravata. La Corte ribadisce che tale sentenza può essere impugnata solo per vizi del consenso o difformità rispetto all'accordo, non per contestare nel merito la sussistenza di un'aggravante. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti alla pena sostitutiva
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso su un concordato in appello. La Corte di Appello aveva rideterminato la pena come da accordo, ma rigettato la richiesta di sostituzione con l'affidamento in prova. La Suprema Corte conferma che l'affidamento in prova non è una pena sostitutiva e che la richiesta, avanzata solo dal difensore, esulava dall'accordo.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27682/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da un gruppo di imputati condannati per associazione mafiosa, estorsione e narcotraffico. La maggior parte di essi aveva stipulato un concordato in appello, rinunciando ai motivi di impugnazione, per poi tentare di ridiscuterli in Cassazione. La Corte ha ribadito che, dopo un accordo sulla pena, il ricorso è possibile solo per vizi specifici, come problemi nella formazione della volontà, e non per rimettere in discussione il merito. Anche il ricorso di un altro imputato, che non aveva aderito all'accordo, è stato respinto poiché mirava a una rivalutazione delle prove, compito precluso alla Corte di legittimità.
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Ricorso inammissibile: quando è necessario un avvocato?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato senza l'assistenza di un difensore abilitato e perché relativo a una sentenza di 'patteggiamento in appello', che preclude ulteriori impugnazioni. La decisione sottolinea la necessità della rappresentanza tecnica e le conseguenze della rinuncia implicita nel concordato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado per reati di spaccio, presenta ricorso in Cassazione lamentando diversi vizi della sentenza. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che il concordato in appello preclude la possibilità di contestare nel merito le accuse o la congruità della pena, salvo casi eccezionali come l'illegalità della sanzione. Viene chiarito che l'accettazione dell'accordo implica la rinuncia ai motivi di appello originari.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.). L'imputato aveva lamentato la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. per una possibile assoluzione. La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo, i motivi di ricorso sono limitati ai vizi di volontà o procedurali dell'accordo stesso, escludendo doglianze sui motivi di appello a cui si è rinunciato.
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Ricorso inammissibile: i limiti del concordato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento in appello. La decisione sottolinea che, una volta accettato il concordato, non è più possibile contestare la valutazione di merito sulla colpevolezza o la mancata applicazione del proscioglimento, essendo tali doglianze implicitamente rinunciate. L'appello è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o a un'illegalità della pena.
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Concordato in Appello: Limiti e Pene Sostitutive
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27468/2024, ha chiarito i limiti del potere del giudice nell'ambito del concordato in appello. Un imputato aveva raggiunto un accordo sulla pena, chiedendo anche la sua sostituzione con il lavoro di pubblica utilità. La Corte d'Appello aveva accettato la pena ma negato la sostituzione. La Cassazione ha confermato la decisione, specificando che se la richiesta di pena sostitutiva è formulata come una mera speranza e non come condizione vincolante dell'accordo, il giudice può legittimamente negarla esercitando la propria discrezionalità, senza dover rigettare l'intero patto.
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