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D.P.R. 633/1972 — Anno 2025

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839 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. 633/1972

Detraibilità IVA con contributi pubblici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detraibilità IVA è esclusa per gli acquisti di beni e servizi effettuati da un'associazione utilizzando contributi pubblici a fondo perduto. Se tali contributi finanziano attività istituzionali e non commerciali, gli acquisti non sono considerati imponibili ai fini IVA e, di conseguenza, l'imposta assolta non può essere detratta. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare il collegamento tra l'acquisto e un'attività commerciale imponibile spetta al contribuente.
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Rappresentante Fiscale e Fusione: la Cassazione decide
Una società, in qualità di rappresentante fiscale di un'entità estera incorporata da un'altra, ha richiesto un rimborso IVA. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo la mancanza di legittimazione a seguito della fusione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il mandato del rappresentante fiscale prosegue con la società incorporante e che un errore formale nell'istanza non può prevalere sul diritto sostanziale al rimborso, in virtù del principio di neutralità dell'IVA.
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Accertamento presso terzi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14997/2025, ha analizzato un caso di accertamento fiscale originato da una verifica presso un soggetto terzo. Il contribuente lamentava la violazione delle garanzie procedurali e l'omissione di pronuncia da parte del giudice di merito. La Corte ha chiarito che le garanzie previste per le verifiche dirette non si estendono automaticamente al terzo il cui coinvolgimento emerge solo in seguito. Tuttavia, ha accolto il ricorso per omessa pronuncia, cassando la sentenza e rinviando il caso alla corte di giustizia tributaria di secondo grado per un nuovo esame che tenga conto di tutti i motivi di appello.
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Accertamento induttivo: i poteri dell’Agenzia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di call-center contro un avviso di accertamento per IRES, IVA e IRAP. L'Agenzia delle Entrate aveva proceduto con un accertamento induttivo a seguito dell'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, rilevando operazioni inesistenti. La Corte ha confermato la legittimità dell'operato dell'Agenzia, respingendo tutte le undici eccezioni della società, relative a presunti vizi procedurali come l'incompetenza territoriale dell'ufficio verificatore e la violazione del contraddittorio.
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Costi fiscali indeducibili: la Cassazione decide
Una associazione sportiva dilettantistica, operante di fatto a scopo di lucro, si è vista negare la possibilità di dedurre l'IVA dal reddito imponibile in quanto mai versata. La Corte di Cassazione ha chiarito che i costi fiscali indeducibili includono le imposte non pagate, non potendo queste essere considerate un costo aziendale. La valutazione sulla buona fede del contribuente, che ha portato all'annullamento delle sanzioni, non è stata invece riesaminata dalla Suprema Corte.
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Agevolazione prima casa anche per immobili futuri
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'agevolazione prima casa si applica anche a contratti atipici, come la permuta di un bene presente con uno futuro. Nel caso specifico, l'Agenzia delle Entrate aveva revocato il beneficio a due contribuenti che avevano ceduto un immobile in cambio della costruzione di tre nuove unità abitative. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, affermando che ciò che conta è la finalità dell'operazione, ovvero assicurare un'abitazione principale al contribuente, e non la forma contrattuale utilizzata.
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Autorizzazione accesso fiscale: la Cassazione rinvia
Una società di produzione di calcestruzzo ha impugnato un avviso di accertamento che contestava la deducibilità di vari costi, in particolare per il carburante. La controversia è giunta in Cassazione, dove è emersa una questione sulla legittimità dell'accesso ispettivo nei locali aziendali. A seguito di una sentenza della CEDU e dell'entrata in vigore di una nuova legge sull'autorizzazione per l'accesso fiscale, la Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a nuovo ruolo per permettere alle parti di discutere le implicazioni della normativa sopravvenuta.
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Scissione effetti notifica: vale la data di spedizione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che il termine per l'accertamento della tassa automobilistica ha natura di decadenza e non di prescrizione. Di conseguenza, si applica il principio della scissione effetti notifica, per cui, ai fini del rispetto del termine, l'ente impositore deve considerare la data di spedizione dell'avviso di accertamento e non quella in cui il contribuente lo riceve.
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Utili extracontabili: la presunzione per soci di srl
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25691/2025, chiarisce i limiti della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili in società a ristretta base sociale. Il caso riguardava un contribuente, socio al 50% di una sola di tre società collegate, a cui il Fisco aveva attribuito l'intero reddito non dichiarato delle tre entità, basandosi su una delega ad operare sui conti correnti. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso, affermando che il giudice tributario non può attribuire l'intero importo ma deve rideterminare il reddito nei limiti della quota di partecipazione effettiva, fornendo un'analisi dettagliata sull'onere della prova e sul ruolo del giudice nel processo tributario.
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Socio occulto: delega bancaria e onere della prova
In un caso di accertamento fiscale, l'Agenzia delle Entrate aveva qualificato un contribuente come socio occulto di due società basandosi sulla sua delega a operare sui conti correnti. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sola delega bancaria è insufficiente a provare la qualifica di socio occulto, mancando altri elementi. Tuttavia, ha chiarito che per la società di cui il contribuente era socio ufficiale, il giudice di merito non avrebbe dovuto annullare l'intero accertamento, ma ricalcolare l'imposta dovuta sulla base della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili tipica delle società a ristretta base sociale.
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Presunzione distribuzione utili: il socio può contestarla
La Corte di Cassazione ha stabilito che il socio di una società a ristretta base partecipativa può contestare nel proprio giudizio le fondamenta dell'accertamento fiscale mosso alla società. L'Amministrazione finanziaria aveva notificato un avviso di accertamento a un socio per maggior reddito da partecipazione, basandosi sulla presunzione di distribuzione degli utili extra-contabili della società. La Corte ha chiarito che il giudice del socio deve esaminare le critiche relative alla reale esistenza del maggior reddito societario, poiché se la società non ha percepito utili, non può averli distribuiti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Spese di rappresentanza: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla distinzione tra spese di pubblicità e spese di rappresentanza, chiarendo i criteri per la loro deducibilità. Il caso riguardava una società che aveva dedotto integralmente costi di sponsorizzazione, riqualificati dall'Agenzia delle Entrate come spese di rappresentanza parzialmente deducibili. La Corte ha stabilito che la distinzione si basa sulla finalità della spesa e non sulla sua efficacia. Ha inoltre confermato che il raddoppio dei termini di accertamento non si applica all'IRAP.
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Agevolazione accise gasolio: la forma non prevale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25570/2025, ha stabilito che un'azienda fornitrice di prodotti petroliferi ha diritto all'agevolazione sulle accise per il gasolio da riscaldamento anche se non ha istituito un "deposito contabile", considerato un adempimento formale. L'Agenzia delle Dogane aveva negato il beneficio, ma la Corte ha dato ragione all'azienda, affermando che la violazione di un requisito formale non può annullare il diritto al rimborso quando le condizioni sostanziali (l'effettiva fornitura del gasolio a clienti in zone svantaggiate) sono pienamente dimostrate. La decisione si fonda sui principi di proporzionalità ed effettività del diritto dell'Unione Europea, secondo cui la sostanza deve prevalere sulla forma.
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Alternatività IVA-registro: quando si applica?
La Cassazione chiarisce che una sentenza di condanna basata sull'esercizio del diritto di regresso del fideiussore non beneficia del principio di alternatività IVA-registro. Tale azione, fiscalmente autonoma, è soggetta a imposta di registro proporzionale e non a IVA, rendendo inapplicabile il regime di tassazione fissa.
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Imposta di registro su fideiussione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24303/2025, ha stabilito che l'imposta di registro su fideiussione è dovuta in misura proporzionale anche se il contratto non è stato registrato, qualora venga menzionato in un atto giudiziario come un decreto ingiuntivo. La decisione si fonda sulla funzione antielusiva della normativa fiscale. La Corte ha inoltre chiarito che anche gli interessi moratori, essendo esclusi dalla base imponibile IVA, sono soggetti a imposta di registro proporzionale.
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Pro rata IVA: quando si applica a gruppi societari?
Una società holding, che fungeva da centrale acquisti per il proprio gruppo, ha visto ridotta la sua detrazione IVA a causa dell'applicazione del meccanismo del pro rata. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che le fatture emesse come "acconto per trading" verso una controllata non erano operazioni commerciali, bensì operazioni finanziarie esenti da IVA. Tali operazioni, legate a un sistema di cash pooling e negoziazione di crediti, non essendo meramente occasionali ma strumentali all'attività principale, dovevano essere incluse nel calcolo del pro rata IVA, limitando così il diritto alla detrazione dell'imposta sugli acquisti.
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Compenso onnicomprensivo: l’IVA è inclusa? Analisi
Una società concessionaria e un ente comunale erano in disaccordo sulla debenza dell'IVA relativa a un contratto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola contrattuale che definiva il compenso onnicomprensivo includeva anche l'IVA, non essendo dovuta alcuna somma aggiuntiva. La Corte ha chiarito che l'interpretazione del contratto è di competenza dei giudici di merito e ha respinto la richiesta sussidiaria di ingiusto arricchimento, data la presenza di un valido accordo tra le parti.
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Accesso domiciliare: la Cassazione fissa i limiti
Un professionista è stato oggetto di un accertamento fiscale scaturito da una verifica che includeva un accesso domiciliare. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che il giudice tributario non può limitarsi a un controllo formale dell'autorizzazione del Pubblico Ministero. È necessario, invece, un esame sostanziale per verificare la reale esistenza di 'gravi indizi' di violazione fiscale che giustifichino una misura così invasiva. La sentenza rafforza le tutele del contribuente, affermando che le prove raccolte tramite un accesso domiciliare illegittimo sono inutilizzabili.
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Motivazione per relationem: quando è valida la sentenza?
Una contribuente impugna un accertamento fiscale, sostenendo la nullità della sentenza d'appello per 'motivazione per relationem', ovvero perché si limitava a richiamare la decisione di primo grado. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che tale tecnica è valida se il giudice d'appello non si limita a una mera adesione ma esprime anche una valutazione autonoma e indipendente sui motivi di gravame, come avvenuto nel caso specifico. La Corte ha quindi confermato la legittimità dell'accertamento basato su presunzioni gravi, precise e concordanti.
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Detrazione IVA leasing: quando è equiparato a acquisto
Una società ha richiesto un rimborso IVA per il leasing e la ristrutturazione di un capannone industriale. La Corte di Cassazione ha stabilito che per la detrazione IVA leasing, il contratto deve trasferire di fatto la proprietà economica, non solo l'uso formale. Il caso è stato rinviato al giudice di merito perché non aveva verificato se il contratto specifico soddisfacesse queste rigide condizioni, come il trasferimento dei rischi e benefici e un'opzione di acquisto economicamente vantaggiosa.
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