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D.P.R. 633/1972 — Anno 2025

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839 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. 633/1972

Agevolazione prima casa: la Cassazione e la retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica dei criteri per l'agevolazione prima casa ai fini IVA, introdotta dal D.Lgs. 175/2014, non ha efficacia retroattiva. Per un acquisto immobiliare avvenuto nell'ottobre 2014, si applicano ancora i vecchi criteri basati sulla superficie (D.M. 1969), che definivano "di lusso" un'abitazione superiore a 240 mq, escludendola dal beneficio. La Corte ha quindi confermato la richiesta di maggiore imposta da parte dell'Agenzia delle Entrate, respingendo l'applicazione delle nuove e più favorevoli norme basate sulla categoria catastale.
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Interessi moratori e imposta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito, confermando che gli interessi moratori, avendo natura risarcitoria e non corrispettiva, sono esclusi dal campo di applicazione dell'IVA. Di conseguenza, il decreto ingiuntivo che li liquida deve essere assoggettato a imposta di registro in misura proporzionale, senza che operi il principio di alternatività IVA/registro.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla nuova normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio concreto, non dimostrati dal ricorrente. Inoltre, l'appello non aveva contestato tutte le autonome motivazioni della sentenza di secondo grado, rendendo il ricorso comunque inammissibile.
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Rimborso credito IVA: senza limiti di tempo per il Fisco
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria può contestare una richiesta di rimborso credito IVA anche dopo la scadenza dei termini ordinari di accertamento. In un caso riguardante una società in fallimento, i giudici di merito avevano accolto la richiesta di rimborso, ritenendo decaduto il potere di controllo del Fisco. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, affermando che il diritto di verificare la fondatezza di una richiesta di rimborso non è soggetto agli stessi termini di decadenza previsti per l'attività di accertamento, garantendo così al Fisco un potere di controllo senza limiti temporali su tali istanze.
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Fideiussione confidi minore: valida anche per i terzi
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che una fideiussione rilasciata da un "confidi minore" è valida anche se posta a garanzia di crediti non bancari, come i debiti tributari. La decisione ribalta un precedente verdetto di un tribunale di merito, specificando che l'attività di rilascio di garanzie non è riservata in via esclusiva agli intermediari finanziari autorizzati. La Suprema Corte ha cassato la decisione impugnata, rinviando la causa al tribunale per un nuovo esame alla luce di questo fondamentale principio.
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Società non operative: la Cassazione e il credito IVA
Una società è stata oggetto di accertamenti fiscali per Ires, Irap e Iva, venendo classificata come 'società non operativa' a causa di una prolungata inattività e di un'unica fattura ritenuta inesistente. La Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso della società, ha stabilito, in linea con una recente sentenza della Corte di Giustizia UE, che la qualifica di società non operativa, basata sul mancato raggiungimento di soglie di ricavi, non può comportare l'automatica perdita del diritto alla detrazione del credito IVA. Tale diritto può essere negato solo in presenza di frode o abuso, che devono essere provati dall'amministrazione finanziaria. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame sulla questione IVA.
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Detrazione IVA immobili: decide la strumentalità
Una società di gestione immobiliare si è vista negare la detrazione IVA per l'acquisto di unità abitative pertinenti a un complesso agricolo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che per la detrazione IVA immobili non conta la classificazione catastale ma la concreta strumentalità del bene all'attività d'impresa. La Corte ha inoltre disapplicato la normativa sulle società non operative, ritenendola in contrasto con il diritto dell'Unione Europea.
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Collaborazione volontaria: errore del Fisco e sanzioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente non può essere penalizzato con sanzioni maggiori a causa di un errore commesso dall'Agenzia delle Entrate durante una procedura di collaborazione volontaria. Se l'amministrazione finanziaria calcola erroneamente le imposte dovute (in questo caso, includendo IVA non applicabile), e ciò impedisce al contribuente di perfezionare la procedura, prevale il principio di tutela della buona fede. Di conseguenza, il contribuente ha diritto a beneficiare della massima riduzione sanzionatoria prevista dalla procedura, come se l'errore non fosse mai avvenuto.
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Regime fiscale agevolato: quando è escluso?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omessa dichiarazione a carico del legale rappresentante di una società sportiva dilettantistica. La sentenza chiarisce che il mancato rispetto dei requisiti formali, come la tempestiva presentazione del modello EAS, e lo svolgimento di attività prettamente commerciali precludono l'accesso al regime fiscale agevolato, rendendo penalmente rilevante l'omissione della dichiarazione IVA.
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Frode carburanti: la Cassazione sulla prova indiziaria
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato coinvolto in una vasta frode carburanti. La sentenza conferma la validità delle misure cautelari basate su gravi indizi di colpevolezza, anche se di natura indiziaria, e chiarisce il concetto di "attualità" del pericolo di reiterazione del reato. Il caso riguardava un'associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione di prodotti petroliferi al pagamento delle accise e dell'IVA, attraverso l'uso di una società "cartiera" e documentazione di trasporto fittizia. La Corte ha ritenuto che la sistematicità delle condotte e la professionalità dimostrata giustificassero il mantenimento delle misure.
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Raddoppio termini: Cassazione chiarisce la disciplina
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6192/2025, si è pronunciata sulla complessa questione del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale in presenza di reati tributari. Il caso riguardava un amministratore sanzionato per false fatturazioni che contestava la legittimità dell'atto per superamento dei termini di decadenza. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che per gli atti impositivi notificati prima del 2 settembre 2015, la disciplina sul raddoppio dei termini si applica sulla base della sussistenza di seri indizi di reato, a prescindere dalla data in cui viene presentata la denuncia penale. La decisione sottolinea la prevalenza della normativa vigente al momento della notifica dell'atto.
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Controllo automatizzato: quando non serve preavviso
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per IVA non versata, emessa a seguito di un controllo automatizzato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che in caso di semplice discrepanza tra dichiarato e versato, l'Agenzia delle Entrate non ha l'obbligo di inviare una comunicazione preventiva di irregolarità. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili altri motivi del ricorso per difetti processuali, come la mancata riproposizione delle domande in appello e la non conformità ai nuovi limiti del vizio di motivazione.
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Detrazione IVA: quando il Fisco può negarla?
Una società si è vista negare la detrazione IVA relativa a un credito maturato anni prima, a causa dell'omessa presentazione di alcune dichiarazioni annuali e della mancata esibizione di documentazione contabile adeguata. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso della società. La Corte ha stabilito che, sebbene il diritto alla detrazione IVA possa sussistere anche in assenza di dichiarazione, il contribuente ha l'onere di provare i requisiti sostanziali del credito con documentazione idonea. I vizi formali della cartella di pagamento sono stati ritenuti irrilevanti, poiché l'atto aveva comunque raggiunto il suo scopo.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: onere prova
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una società immobiliare, confermando l'indetraibilità dell'IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. L'Agenzia delle Entrate aveva fornito prove che il fornitore era una società fittizia. La Corte ha stabilito che, di fronte a tali indizi, spetta all'acquirente dimostrare di aver agito con la massima diligenza e di essere in buona fede, prova che in questo caso non è stata fornita.
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Dichiarazione di intenti: IVA non imponibile anche se tardiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6258/2025, si è pronunciata su un caso di accertamento fiscale. Ha respinto i motivi di ricorso relativi alla deducibilità dei costi e all'uso di presunzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, ma ha accolto quello sull'imponibilità IVA. La Corte ha stabilito che la ricezione tardiva della dichiarazione di intenti da parte del fornitore non preclude l'applicazione del regime di non imponibilità IVA, a condizione che sussistano tutti i presupposti sostanziali che caratterizzano la cessione all'esportazione.
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Deducibilità dei costi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6426/2025, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ribadendo un principio fondamentale sulla deducibilità dei costi. Anche se un investimento si rivela antieconomico e non produce ricavi immediati, i costi relativi sono deducibili se connessi all'attività d'impresa. La Corte ha sottolineato che l'inerenza ha una valenza qualitativa (costo-attività) e non quantitativa (costo-ricavo), rafforzando la certezza giuridica per le imprese che effettuano investimenti a lungo termine.
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Rimborso IVA agenzie viaggi: no se extra-UE
Un'agenzia di viaggi statunitense si è vista negare il rimborso dell'IVA assolta in Italia. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, applicando il regime speciale IVA (art. 74-ter D.P.R. 633/72) che non ammette detrazione o rimborso per i tour operator. La società non ha fornito la prova di aver venduto servizi singoli anziché pacchetti turistici, rendendo impossibile ottenere il rimborso IVA agenzie viaggi.
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Definizione agevolata cartella: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento, chiedendo in appello la definizione agevolata della lite. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la definizione agevolata cartella è ammissibile anche se l'atto deriva da un controllo automatizzato, qualora rappresenti il primo atto con cui la pretesa fiscale viene comunicata al contribuente. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Confisca per contrabbando: non basta la sanzione
Un automobilista è stato fermato per contrabbando a causa dell'uso irregolare di un'auto di lusso con targa non comunitaria. Nonostante il pagamento di una sanzione ridotta, la Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca per contrabbando del veicolo è obbligatoria. La Corte ha chiarito che si tratta di una misura di sicurezza, non di una sanzione accessoria, e pertanto non viene annullata dalla definizione agevolata della sanzione pecuniaria. La confisca del veicolo è stata quindi confermata.
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Rimborso IRBA: la Cassazione decide su chi deve pagare
Una società fornitrice di carburante ha richiesto il rimborso dell'IRBA (Imposta Regionale sulla Benzina per Autotrazione) versata, sostenendone l'illegittimità secondo il diritto UE. La Corte di Cassazione, con la sentenza 6619/2025, ha accolto il ricorso, stabilendo principi fondamentali sul rimborso IRBA. Ha chiarito che l'imposta è incompatibile con le direttive europee per mancanza di una 'finalità specifica'. Inoltre, ha identificato l'Agenzia delle Dogane come l'unico soggetto tenuto alla restituzione (legittimazione passiva) e ha posto a carico dell'Amministrazione finanziaria l'onere di provare l'avvenuta traslazione del costo sul consumatore finale.
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