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D.P.R. 633/1972 — Anno 2019

6 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. 633/1972

Accertamenti bancari: come difendersi in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una decisione favorevole a un contribuente in un caso di accertamenti bancari, sostenendo l'inadeguatezza delle prove fornite. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il giudice di merito ha correttamente valutato le prove documentali che giustificavano i movimenti sui conti. La Corte ha ribadito il proprio ruolo di giudice di legittimità, che non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Imposta complementare: quando si applica la proroga
La Corte di Cassazione chiarisce la natura dell'imposta dovuta per la revoca dei benefici 'prima casa', definendola imposta complementare. Questa qualificazione comporta l'applicabilità della proroga biennale dei termini di accertamento previsti dalle norme sul condono fiscale. Il caso riguardava dei contribuenti che si erano visti revocare le agevolazioni fiscali su un immobile venduto, con l'Ufficio che richiedeva il pagamento dell'imposta piena. La Corte ha respinto il ricorso dei contribuenti, confermando la legittimità dell'atto di liquidazione emesso dall'Agenzia delle Entrate, in quanto notificato entro i termini prorogati.
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Accertamento Induttivo: Antieconomicità e onere probatorio
La Suprema Corte ha stabilito importanti principi sull'accertamento induttivo. Quando l'Amministrazione Finanziaria rileva un comportamento antieconomico, come una significativa discrepanza tra il consumo di carburante e i servizi dichiarati da un'azienda di trasporti, l'onere di dimostrare la regolarità delle proprie operazioni ricade sul contribuente. La decisione sottolinea che l'Amministrazione può legittimamente basarsi su forti presunzioni, anche derivanti da un singolo elemento, per procedere con l'accertamento.
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Scudo Fiscale: Limiti per IVA e Prova Contraria
La Cassazione Civile, Sez. V, con sentenza n. 34577 del 30/12/2019, ha chiarito i limiti applicativi dello "scudo fiscale". La Corte ha stabilito che l'adesione allo scudo fiscale non preclude automaticamente gli accertamenti tributari, specialmente se basati su movimenti bancari. L'onere di provare la correlazione tra le somme rimpatriate e i redditi accertati spetta al contribuente. Inoltre, la sentenza ha sancito la totale inapplicabilità della preclusione agli accertamenti in materia di IVA, in conformità con il diritto dell'Unione Europea.
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Motivazione per relationem: quando la sentenza è nulla
Con la sentenza n. 34615/2019, la Cassazione Civile, Sez. 5, ha annullato una decisione di merito perché basata su una motivazione per relationem illegittima. Il caso riguardava l'impugnazione di un avviso di accertamento da parte di una socia di una S.r.l. La Corte ha stabilito che una sentenza non può limitarsi a richiamare un altro provvedimento, ma deve riprodurne il contenuto e sottoporlo a una valutazione critica autonoma, pena la nullità per vizio di motivazione.
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Rappresentante fiscale: giurisdizione e contratto
Con la sentenza Cass. Civ., Sez. U, n. 7620 del 18/03/2019, la Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia tra una società estera e il suo rappresentante fiscale italiano, relativa a un rimborso per sanzioni fiscali pagate, rientra nella giurisdizione italiana. La Corte ha chiarito che, sebbene l'obbligazione tributaria verso lo Stato sia di natura legale, il rapporto tra la società e il suo rappresentante fiscale è di natura contrattuale (mandato). Pertanto, si applica il foro speciale previsto dall'art. 5 della Convenzione di Lugano per le obbligazioni contrattuali, radicando la competenza nel luogo di esecuzione della prestazione, cioè l'Italia.
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