Due soggetti, tra cui la titolare di una procura speciale, hanno continuato a incassare la pensione di una parente deceduta dal 2002 al 2015, omettendo di comunicare il decesso all'Inps e alla banca. La donna ha continuato a movimentare il conto corrente della defunta simulando la sua esistenza in vita. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di Truffa aggravata. I giudici hanno chiarito che l'utilizzo di una procura ormai scaduta per la morte della titolare, unito al silenzio intenzionale, costituisce un vero e proprio raggiro. Non si tratta di una semplice ricezione indebita, ma di un comportamento attivo volto a ingannare l'ente pubblico, con conseguente obbligo di restituzione delle somme sottratte.
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