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Pensione del defunto e Truffa aggravata: la delega che condanna

Due soggetti, tra cui la titolare di una procura speciale, hanno continuato a incassare la pensione di una parente deceduta dal 2002 al 2015, omettendo di comunicare il decesso all’Inps e alla banca. La donna ha continuato a movimentare il conto corrente della defunta simulando la sua esistenza in vita. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di Truffa aggravata. I giudici hanno chiarito che l’utilizzo di una procura ormai scaduta per la morte della titolare, unito al silenzio intenzionale, costituisce un vero e proprio raggiro. Non si tratta di una semplice ricezione indebita, ma di un comportamento attivo volto a ingannare l’ente pubblico, con conseguente obbligo di restituzione delle somme sottratte.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 24487 Anno 2023
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Pubblicato il 14 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale

Incassare la pensione del parente defunto fa scattare la Truffa aggravata

Continuare a ricevere mensilmente l’assegno pensionistico di un familiare ormai scomparso è un comportamento grave che supera i confini del semplice illecito amministrativo. Molti credono erroneamente che il silenzio verso l’ente previdenziale sia una condotta passiva non punibile severamente. Al contrario, la Corte di Cassazione ha stabilito che nascondere la morte di un pensionato per continuare a incassare i suoi soldi configura il reato di Truffa aggravata ai danni dello Stato. Questo accade soprattutto quando il silenzio si accompagna ad azioni concrete volte a ingannare l’amministrazione pubblica, come l’utilizzo di deleghe non più valide.

La vicenda analizzata dai giudici riguarda due persone che, per ben tredici anni, hanno nascosto il decesso di un’anziana parente. Una di loro, che possedeva una procura speciale per operare sul conto corrente della donna, ha continuato a prelevare e movimentare le somme accreditate dall’Inps. Complessivamente, i due soggetti sono riusciti a sottrarre oltre duecentoventimila euro prima che l’ente previdenziale si accorgesse dell’anomalia.

Il trucco della procura scaduta per svuotare il conto corrente

Il punto centrale della condotta fraudolenta risiede nell’uso illegittimo della delega bancaria. La legge italiana prevede che la procura speciale si estingua automaticamente con la morte del soggetto che l’ha concessa. Di conseguenza, qualsiasi operazione compiuta sul conto corrente dopo il decesso del titolare è priva di autorizzazione legale.

La Delegata ha invece continuato a presentarsi in banca e a disporre dei fondi come se la pensionata fosse ancora in vita. Questo comportamento attivo ha creato una falsa apparenza di normalità. La banca e l’ente previdenziale sono stati indotti a ritenere che la titolare del conto fosse ancora in vita e godesse regolarmente della propria pensione. La movimentazione costante del conto corrente ha quindi rappresentato lo strumento principale per mantenere in vita l’inganno.

Perché non si tratta di una semplice percezione indebita

La difesa dei due imputati ha tentato di derubricare il fatto in un reato meno grave, ovvero l’indebita percezione di erogazioni pubbliche. Secondo questa tesi, i soggetti si sarebbero limitati a non comunicare la morte della pensionata, senza mettere in atto veri e propri raggiri. La differenza tra le due fattispecie è fondamentale per determinare la gravità della pena.

La Cassazione ha respinto con fermezza questa ricostruzione. L’indebita percezione si configura quando manca una condotta ingannevole attiva e ci si limita a ricevere un beneficio non dovuto. Nel caso in esame, invece, la condotta non è stata puramente passiva. L’utilizzo sistematico della procura speciale scaduta per prelevare i ratei pensionistici ha costituito un vero e proprio artificio. Questo comportamento ha attivamente impedito all’Inps di scoprire la verità, consolidando l’errore dell’ente erogatore.

Le motivazioni della sentenza sulla Truffa aggravata

Nelle motivazioni della sentenza sulla Truffa aggravata, i giudici di legittimità hanno chiarito che il silenzio può integrare il reato quando viola un preciso obbligo di comunicazione. Sebbene non esista un dovere generale del cointestatario di informare l’Inps, la situazione cambia radicalmente per i congiunti e per chi esercita poteri di rappresentanza.

La Corte ha sottolineato che l’esercizio di poteri derivanti da una procura ormai priva di efficacia ha un valore causale decisivo. Tale azione ha determinato e mantenuto la difformità tra la realtà e la situazione apparente. Chi utilizza una delega sapendo che il titolare è deceduto compie un atto di disposizione patrimoniale abusivo. Questo comportamento induce in errore l’ente pubblico e gli arreca un danno economico diretto, realizzando perfettamente tutti gli elementi costitutivi del reato di truffa.

Le conclusioni sul caso della pensione indebita

Le conclusioni sul caso della pensione indebita confermano la linea dura della giurisprudenza contro le frodi assistenziali. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dai due imputati, rendendo definitiva la loro condanna penale. Oltre alle sanzioni detentive previste per il reato commesso, i colpevoli dovranno farsi carico di tutte le spese del processo.

Inoltre, i giudici hanno confermato l’obbligo di risarcire l’Inps, costituitosi parte civile nel processo. Gli imputati dovranno rimborsare le spese legali sostenute dall’ente pubblico, liquidate in tremilacinquecento euro, oltre al pagamento delle somme indebitamente percepite nel corso degli anni. Questa decisione lancia un messaggio chiaro: l’utilizzo di espedienti per incassare fondi pubblici destinati ai defunti viene punito severamente come un vero e proprio reato contro il patrimonio pubblico.

Cosa rischia chi continua a incassare la pensione di un parente deceduto?
Rischia una condanna per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, che comporta la reclusione e l’obbligo di restituire tutte le somme indebitamente percepite nel corso degli anni.

La delega sul conto corrente rimane valida dopo la morte del titolare?
No, la procura speciale e qualsiasi delega a operare sul conto corrente si estinguono automaticamente al momento del decesso del titolare del conto.

Qual è la differenza tra truffa e semplice indebita percezione di denaro pubblico?
La truffa richiede la presenza di artifici o raggiri, come l’uso di una delega scaduta per simulare che il pensionato sia ancora in vita, mentre l’indebita percezione si limita alla ricezione passiva di somme non dovute.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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