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Indebita percezione di erogazioni pubbliche: prescritto ma paga

Un imprenditore, accusato di indebita percezione di erogazioni pubbliche per aver falsamente dichiarato all’Inps il pagamento di Tfr eccedenti per compensare i contributi dovuti, ha fatto ricorso in Cassazione. Il ricorrente contestava il calcolo della prescrizione, in particolare la sospensione di undici mesi dovuta a un rinvio d’udienza richiesto dal difensore e una sospensione legata all’emergenza Covid-19. La Suprema Corte ha stabilito che il rinvio non documentato dal difensore sospende interamente la prescrizione, senza il limite di sessanta giorni. Tuttavia, ha escluso la sospensione Covid-19 per mancanza di formale citazione. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato il reato estinto per prescrizione, annullando la condanna penale ma confermando l’obbligo di risarcire il danno all’istituto previdenziale.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 4202 Anno 2022
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Pubblicato il 10 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso della presunta indebita percezione di erogazioni pubbliche

Un imprenditore ha affrontato un processo penale con l’accusa di indebita percezione di erogazioni pubbliche (ottenimento ingiusto di denaro pubblico tramite dichiarazioni false). L’accusato aveva dichiarato falsamente all’Inps di aver pagato somme a titolo di trattamento di fine rapporto a trentasette lavoratori. Queste somme superavano l’importo reale degli accantonamenti. In questo modo, l’imprenditore compensava i contributi previdenziali dovuti all’istituto, causando un danno superiore a centomila euro. L’azienda si trovava in gravi difficoltà finanziarie e stava per cessare l’attività. L’imprenditore ha confessato i fatti durante il processo. I giudici di merito lo hanno condannato in primo e secondo grado. Successivamente, la difesa ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Il ricorso si basava principalmente sul calcolo errato del tempo necessario per la prescrizione (estinzione del reato per decorso del tempo).

Il nodo del rinvio d’udienza e la sospensione della prescrizione

La difesa ha contestato la decisione del Tribunale di sospendere il corso della prescrizione per ben undici mesi. In precedenza, il difensore dell’imputato aveva inviato un fax per chiedere il rinvio di un’udienza. Il difensore era impegnato in un altro processo concomitante e delicato presso un tribunale differente. Il Tribunale ha concesso il rinvio ma ha sospeso la prescrizione per l’intero periodo di differimento. La difesa sosteneva l’illegittimità di questa decisione. Secondo la tesi difensiva, la legge prevede un limite massimo di sessanta giorni per la sospensione della prescrizione in caso di legittimo impedimento (ostacolo documentato che impedisce la partecipazione) del difensore. Di conseguenza, la difesa chiedeva il ricalcolo del tempo e la dichiarazione di estinzione del reato.

L’impatto della normativa emergenziale Covid-19

Un secondo punto del ricorso riguardava l’applicazione della normativa speciale per l’emergenza pandemica. I giudici di secondo grado avevano calcolato un ulteriore periodo di sospensione della prescrizione di sessantaquattro giorni. Questa sospensione era legata a un’udienza teoricamente fissata nel periodo critico della pandemia. La difesa ha dimostrato che non esisteva alcun decreto di citazione per quella specifica data. Nessuna notifica era mai giunta al difensore o all’imputato. La Cassazione ha dovuto verificare se questa ulteriore sospensione fosse legittima o se fosse frutto di un errore di calcolo dei giudici di appello.

Le motivazioni della Cassazione sull’indebita percezione di erogazioni pubbliche

La Corte di Cassazione ha analizzato dettagliatamente le regole sulla sospensione della prescrizione nel reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. I giudici hanno chiarito che l’impedimento del difensore deve essere sempre documentato tempestivamente. Nel caso specifico, il difensore aveva solo dichiarato l’impegno concomitante senza allegare alcuna prova documentale. Per questo motivo, la richiesta non costituiva un legittimo impedimento, ma una semplice domanda di rinvio. Quando il giudice concede un rinvio ordinario su richiesta della difesa, la prescrizione si sospende per l’intero periodo di rinvio, senza il limite dei sessanta giorni. Sotto questo profilo, il calcolo degli undici mesi di sospensione era corretto. Tuttavia, la Cassazione ha accolto il secondo motivo di ricorso. La sospensione per l’emergenza Covid-19 non poteva essere applicata perché mancava un formale atto di citazione per l’udienza indicata. Senza questo presupposto, la sospensione di sessantaquattro giorni era illegittima. Ricalcolando i tempi senza la sospensione pandemica, il termine massimo di prescrizione era ormai decorso prima della decisione di legittimità.

Le conclusioni sul risarcimento del danno civile

La Corte di Cassazione ha pronunciato l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per quanto riguarda gli effetti penali. Il reato si è estinto per prescrizione. Tuttavia, questa decisione non cancella le responsabilità civili dell’imprenditore. La legge stabilisce che il giudice penale, anche quando dichiara la prescrizione, deve decidere sulle richieste di risarcimento della parte civile. Nel caso in esame, l’Inps ha ottenuto la conferma della condanna generica al risarcimento dei danni. Le prove raccolte, inclusa la confessione dell’imputato e le testimonianze, dimostrano chiaramente la condotta fraudolenta e il danno economico subito dall’ente pubblico. L’imprenditore evita la condanna penale a nove mesi di reclusione, ma resta obbligato a risarcire interamente il danno patrimoniale causato all’istituto previdenziale.

Cosa succede se il difensore chiede un rinvio senza allegare documenti?
Il rinvio viene considerato semplice e non per legittimo impedimento, sospendendo la prescrizione per l’intero periodo del differimento senza limiti di tempo.

La prescrizione del reato cancella anche l’obbligo di risarcire il danno?
No, il giudice penale deve comunque decidere sulle richieste della parte civile e può confermare la condanna al risarcimento dei danni.

Come influisce l’emergenza Covid-19 sulla sospensione della prescrizione?
La sospensione legata alla pandemia si applica solo se esiste un formale provvedimento di rinvio o citazione per le udienze fissate nel periodo emergenziale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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