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Falsa residenza per assegno sociale: la Cassazione conferma l’indebita percezione

Due individui sono stati condannati per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Essi avevano ottenuto l’assegno sociale dall’INPS dichiarando falsamente la residenza in Italia, pur vivendo all’estero. La Corte d’Appello ha confermato la condanna. I ricorrenti hanno presentato ricorso in Cassazione, sollevando questioni sulla prescrizione del reato, sulla validità delle notifiche, sull’assenza di dolo (intenzione di commettere il reato) e sull’omessa istruttoria. La Suprema Corte ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili. Ha riconosciuto la prescrizione del reato, ma in un momento successivo alla sentenza d’appello. Ha respinto le altre argomentazioni, confermando la logicità e la fondatezza delle decisioni dei giudici di merito. I ricorrenti dovranno pagare le spese processuali e una sanzione.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 35639 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale

L’Indebita Percezione di Erogazioni Pubbliche: quando la falsa residenza costa cara

La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito un principio fondamentale in materia di indebita percezione di erogazioni pubbliche. La sentenza in esame chiarisce le conseguenze per chi dichiara il falso sulla propria residenza per ottenere benefici dallo Stato. Questo caso specifico riguarda l’assegno sociale, un aiuto economico destinato a chi si trova in condizioni di bisogno. La vicenda sottolinea l’importanza della veridicità delle dichiarazioni e le severe ripercussioni legali in caso di frode.

Il caso: assegno sociale e residenza fittizia

Due cittadini, un Uomo e una Donna, avevano ottenuto l’assegno sociale dall’INPS. Essi avevano presentato domande allegando false attestazioni di residenza in Italia. In realtà, i due vivevano stabilmente all’estero. I giudici di primo e secondo grado li hanno condannati per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, assorbendo in esso anche il reato di falsità ideologica. La condanna prevedeva anche la confisca delle somme indebitamente percepite, che ammontavano a decine di migliaia di euro.

La difesa: tra prescrizione e vizi procedurali

Gli imputati hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La loro difesa si è basata su diversi punti. Hanno sostenuto che il reato fosse ormai prescritto, cioè che fosse trascorso troppo tempo per poterli perseguire legalmente. Hanno anche eccepito vizi nella notifica degli atti giudiziari, affermando di non aver ricevuto correttamente gli avvisi. Un altro punto chiave della difesa riguardava l’assenza di dolo (l’intenzione di commettere il reato). Gli imputati sostenevano di aver agito in buona fede, credendo di avere diritto all’assegno sociale anche trascorrendo lunghi periodi in Italia. Infine, hanno lamentato l’omessa riapertura dell’istruttoria, che avrebbe potuto chiarire la loro posizione e l’eventuale negligenza dell’INPS.

Le motivazioni della Cassazione sull’indebita percezione

La Suprema Corte ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili. Per quanto riguarda la prescrizione, i giudici hanno riconosciuto che il reato era effettivamente prescritto, ma solo in un momento successivo alla sentenza di appello. Questo significa che, al momento della condanna in secondo grado, il reato non era ancora estinto. La Corte ha calcolato i termini di prescrizione tenendo conto delle sospensioni legali del processo. Sulle notifiche, la Cassazione ha chiarito che gli imputati avevano eletto domicilio all’estero e che le notifiche al difensore erano state eseguite correttamente, come previsto dalla legge per chi risiede fuori dal territorio italiano. La Corte ha respinto anche le argomentazioni sull’assenza di dolo e sull’omessa istruttoria. Ha ribadito che la valutazione dei giudici di merito sulla colpevolezza e sull’intenzione fraudolenta era logica e basata sulle prove acquisite. I giudici hanno ritenuto provato che la residenza abituale dei ricorrenti fosse all’estero, nonostante le loro affermazioni. L’errore sulla norma, anche se in buona fede, non esclude il dolo se riguarda un elemento essenziale della fattispecie di reato. La richiesta di riaprire l’istruttoria non è stata ritenuta decisiva per la risoluzione del caso.

Le conclusioni: la condanna definitiva per indebita percezione

La Corte di Cassazione ha quindi confermato la condanna degli imputati. La decisione finale ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Questo significa che le sentenze dei gradi precedenti sono diventate definitive. Gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. La sentenza ribadisce l’importanza della corretta dichiarazione della residenza per l’ottenimento di benefici pubblici e conferma la serietà con cui il sistema giudiziario affronta i casi di indebita percezione di erogazioni pubbliche. La decisione sottolinea come l’errore su un elemento normativo non escluda la responsabilità penale, specialmente quando la condotta è chiaramente volta a ottenere un vantaggio illecito.

Cosa si intende per indebita percezione di erogazioni pubbliche?
Si tratta di ottenere denaro o altri benefici dallo Stato o da enti pubblici, presentando dichiarazioni false o omettendo informazioni importanti, senza averne il diritto.

Quali sono le conseguenze di una falsa dichiarazione di residenza per ottenere un beneficio sociale?
Una falsa dichiarazione di residenza per ottenere un beneficio sociale può portare a una condanna penale per indebita percezione di erogazioni pubbliche, con la restituzione delle somme percepite e sanzioni aggiuntive.

Il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche può cadere in prescrizione?
Sì, come la maggior parte dei reati, anche l’indebita percezione di erogazioni pubbliche è soggetta a prescrizione, ma i termini possono essere sospesi o interrotti in base agli sviluppi del processo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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