LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Quinta Civile

Pagina 16 di 40

1123 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Onere della prova costi: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista negare la deducibilità di alcuni costi a causa di fatture generiche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'onere della prova costi spetta interamente al contribuente. È necessario fornire documentazione dettagliata che dimostri non solo l'esistenza del costo, ma soprattutto la sua inerenza all'attività d'impresa, un principio valido sia per le imposte dirette che per l'IVA.
Continua »
Prova notifica CAD: come si dimostra la notifica
Un contribuente ha impugnato una cartella esattoriale sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso di accertamento presupposto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la prova notifica CAD (Comunicazione di Avvenuto Deposito) è validamente fornita tramite la produzione in giudizio dell'avviso di ricevimento della seconda raccomandata informativa, anche se in copia fotostatica. La Corte ha inoltre precisato che il disconoscimento di tale copia, per essere efficace, deve essere specifico e non generico, e che la compiuta giacenza perfeziona la notifica.
Continua »
Esenzione accise energia: la rinuncia al ricorso
Una società energetica, a cui era stata negata l'esenzione accise energia per l'elettricità fornita ai propri soci consorziati, ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte, prendendo atto dell'orientamento consolidato sfavorevole alla tesi della società, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La vicenda chiarisce che il beneficio fiscale per l'autoconsumo non è estendibile a soggetti giuridici distinti dal produttore, anche se legati da un vincolo consortile.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: quando è legittimo?
Una società in liquidazione ha contestato un accertamento fiscale basato su costi fittizi. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento, che scatta con il solo obbligo di denuncia penale e non richiede l'effettiva presentazione della stessa. La Corte ha inoltre ribadito i principi sull'onere della prova a carico del contribuente in caso di fatture soggettivamente inesistenti, qualora il Fisco fornisca elementi presuntivi sulla sua consapevolezza della frode.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti: i costi deducibili
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società maggiori ricavi, costi indeducibili e IVA indetraibile per operazioni soggettivamente inesistenti. La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando che, in caso di operazioni soggettivamente inesistenti, i costi possono essere deducibili ai fini delle imposte dirette se effettivi e inerenti, mentre l'IVA resta indetraibile. La Corte ha anche chiarito la ripartizione dell'onere della prova e i limiti all'efficacia della sentenza penale di assoluzione nel processo tributario.
Continua »
Rimborso fiscale sisma: la residenza è decisiva
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale per le imposte versate, basandosi su agevolazioni previste a seguito di un evento sismico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il requisito fondamentale per ottenere il beneficio è la residenza in uno dei comuni specificamente elencati in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.). Poiché il contribuente non risiedeva in una delle aree designate, la richiesta di rimborso fiscale sisma è stata rigettata, confermando la validità del D.P.C.M. anche se il decreto-legge originario non era stato convertito.
Continua »
Fatture false: l’onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26326/2024, ha rigettato il ricorso di una società che aveva detratto l'IVA da fatture false emesse da società "cartiere". La Corte ha ribadito che, di fronte a un quadro indiziario fornito dall'Amministrazione Finanziaria che dimostra la natura fittizia dei fornitori, l'onere della prova si sposta sul contribuente. Quest'ultimo deve dimostrare la propria buona fede non solo con verifiche formali, ma provando di aver usato la massima diligenza per accertare l'effettiva operatività del fornitore, specialmente in caso di rapporti commerciali duraturi.
Continua »
Costi sponsorizzazione fittizia: quando sono indeducibili
Un imprenditore ha dedotto costi per una sponsorizzazione a un'associazione sportiva. Il Fisco ha contestato l'operazione come fittizia. La Cassazione ha confermato l'indeducibilità dei costi di sponsorizzazione fittizia, rigettando i motivi del contribuente sulla delega di firma, sulla motivazione dell'accertamento (anche se il verbale di verifica non era allegato) e sulla valutazione delle prove, ritenendola di competenza del giudice di merito.
Continua »
Sopravvenienza attiva: come si tassa? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26176/2024, ha chiarito la disciplina della sopravvenienza attiva. Nel caso specifico, una società cooperativa aveva stornato dal bilancio alcune passività, compensandole con la cancellazione di poste attive. L'Agenzia fiscale riteneva che la sola cancellazione delle passività costituisse una sopravvenienza attiva da tassare per intero. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che la società aveva fornito prove adeguate, tramite la documentazione contabile e la relazione sulla gestione, a giustificazione della complessa operazione di rettifica, che aveva portato a un minor reddito imponibile. Viene quindi sottolineata l'importanza della prova documentale completa per giustificare le operazioni contabili che impattano sulla determinazione del reddito.
Continua »
Motivazioni autonome: appello inammissibile se non tutte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un contribuente per redditi esteri. La decisione si basa su un principio processuale cruciale: se la sentenza di secondo grado si fonda su più motivazioni autonome, ciascuna sufficiente a sorreggere la decisione, il ricorrente deve impugnarle tutte. L'Agenzia, avendo omesso di contestare la motivazione relativa all'efficacia dello "scudo fiscale", ha visto il suo ricorso respinto per difetto di interesse, poiché la sentenza sarebbe rimasta valida anche accogliendo gli altri motivi.
Continua »
Estinzione del processo: rinuncia e carenza di interesse
Un contribuente impugna diverse cartelle di pagamento. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce a una definizione agevolata e rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo per sopravvenuta carenza di interesse, specificando che la rinuncia unilaterale non necessita di accettazione e che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Cessazione materia del contendere: accordo e spese
Una società alberghiera e un Comune erano in lite riguardo il pagamento dell'IMU per l'anno 2013, a causa di disaccordi sulla corretta rendita catastale da applicare. Durante il giudizio in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale. La Corte Suprema ha quindi dichiarato la cessazione materia del contendere, estinguendo il giudizio e compensando le spese legali. La decisione chiarisce che in caso di estinzione del giudizio non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Notifica morte procuratore: le regole della Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per una plusvalenza non dichiarata. Dopo aver vinto in primo grado, l'Amministrazione Finanziaria ha proposto appello. Nel frattempo, l'unico difensore del contribuente è deceduto. La notifica dell'appello è stata quindi effettuata direttamente alla residenza del contribuente. Quest'ultimo ha contestato la validità della notifica sostenendo che doveva avvenire presso il domicilio eletto. La Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica morte procuratore rende inefficace l'elezione di domicilio, legittimando la notifica eseguita personalmente alla parte.
Continua »
Tassazione previdenza integrativa: la riliquidazione
Un contribuente ha richiesto il rimborso dell'Irpef versata su una prestazione di previdenza integrativa, contestando la riliquidazione dell'imposta da parte dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per i cosiddetti "vecchi iscritti" a fondi pensione, la cui posizione è cessata prima del 1° gennaio 2007, si applica il regime di tassazione della previdenza integrativa vigente al momento della maturazione dei montanti (ante 2007) e non le normative successive. La riliquidazione è stata quindi ritenuta un atto legittimo.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per somme percepite dall'ex-coniuge, ha impugnato la decisione fino in Cassazione. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese e chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, in quanto misura sanzionatoria non applicabile estensivamente.
Continua »
Nullità notifica atto: quando è sanata dal ricorso?
Una contribuente contesta un avviso di accertamento per plusvalenza immobiliare, eccependo la nullità della notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: se il destinatario impugna l'atto nel merito, qualsiasi vizio di notifica si considera sanato per raggiungimento dello scopo. La Corte ha chiarito che tale vizio non integra una "inesistenza" giuridica, ma una mera "nullità", superabile dimostrando di aver potuto esercitare il proprio diritto di difesa. Respinte anche le censure su una presunta motivazione apparente e sulla richiesta di riesame dei fatti, preclusa in sede di legittimità.
Continua »
Tassazione Enti Caritatevoli: redditi da immobili
Un'istituzione pubblica di assistenza e beneficenza (IPAB) ha ricevuto una cartella esattoriale per non aver dichiarato i redditi derivanti dai suoi immobili. L'ente sosteneva di essere esente da imposte data la sua finalità caritatevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassazione enti caritatevoli si applica ai redditi immobiliari non direttamente strumentali all'attività istituzionale. La Corte ha chiarito che la locazione di immobili costituisce un'attività che genera reddito fondiario imponibile, anche se i proventi vengono reinvestiti nella missione dell'ente.
Continua »
Robin Hood Tax: nessun rimborso per il passato
Una società del settore energetico ha richiesto il rimborso della cosiddetta Robin Hood Tax per gli anni 2011-2014, a seguito della dichiarazione di incostituzionalità della norma da parte della Corte Costituzionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che gli effetti della sentenza di incostituzionalità non sono retroattivi. La decisione mira a salvaguardare gli equilibri di bilancio dello Stato, stabilendo che la norma illegittima cessa di avere efficacia solo per i periodi d'imposta successivi al 12 febbraio 2015.
Continua »
Rimborso Robin tax: la Cassazione nega la retroattività
Una società del settore energetico ha richiesto il rimborso della cosiddetta Robin tax per gli anni d'imposta dal 2011 al 2014, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che l'aveva dichiarata illegittima. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25637/2024, ha respinto il ricorso, confermando che la dichiarazione di incostituzionalità ha efficacia solo per il futuro (dal 12 febbraio 2015 in poi). Di conseguenza, non è dovuto alcun rimborso Robin tax per i periodi d'imposta precedenti a tale data, in quanto le obbligazioni tributarie sorte in passato restano valide.
Continua »
Credito d’imposta trasporti: no aiuti de minimis
Una società cooperativa si è vista negare il credito d'imposta per investimenti in aree svantaggiate poiché svolgeva, seppur in via accessoria, attività di trasporto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, chiarendo che la normativa successiva ha escluso dal beneficio tutte le imprese del settore trasporti, a prescindere dalla prevalenza dell'attività. Inoltre, ha stabilito l'inapplicabilità del regime "de minimis" a questa specifica agevolazione e ha sottolineato che l'onere di provare il rispetto dei limiti di aiuto ricade sul contribuente, prova che in questo caso non è stata fornita.
Continua »