LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Quinta Civile

Pagina 19 di 40

1123 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
L'Agenzia delle Entrate ha accertato a un socio un maggior reddito basato sulla presunzione di distribuzione utili da parte di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. L'accertamento a carico della società per una cospicua plusvalenza era già divenuto definitivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del socio, statuendo che la definitività dell'accertamento societario preclude al socio la possibilità di contestare l'esistenza di tali utili. La Corte ha inoltre ribadito la piena legittimità della presunzione di distribuzione utili in questi contesti.
Continua »
Agevolazioni piccola proprietà: stop se non si coltiva
Una società agricola ha perso le agevolazioni fiscali ottenute per l'acquisto di un terreno poiché non ha mai avviato l'attività di coltivazione. La Corte di Cassazione ha confermato la revoca, stabilendo che la mancata coltivazione equivale alla cessazione della stessa, facendo venire meno il presupposto delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina. La finalità della legge è infatti sostenere l'agricoltura attiva e non la semplice proprietà terriera.
Continua »
Revocazione ordinanza Cassazione: limiti e motivi
Un professionista ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione relativa a un rimborso IRAP, sostenendo un errore di fatto. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che la revocazione ordinanza cassazione non costituisce un ulteriore grado di giudizio per riesaminare il merito della causa, ma serve solo a correggere specifici errori percettivi. Nel caso di specie, la Corte ha stabilito che la precedente ordinanza aveva correttamente valutato tutti gli elementi di fatto, respingendo l'appello come un tentativo inammissibile di rivalutazione.
Continua »
Definizione agevolata: come estingue il processo
A seguito di avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate verso una società di costruzioni e i suoi soci per presunte irregolarità fiscali, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di tutti i giudizi. La decisione si basa sull'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata controversie, una procedura che permette di chiudere le pendenze con il fisco. Avendo presentato istanza e prova dei pagamenti, i giudizi sono stati terminati, con spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Notifica via PEC: quando è inesistente nel processo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21594/2024, ha stabilito che la notifica via PEC di un atto di appello in un processo tributario è giuridicamente inesistente se effettuata prima dell'entrata in vigore del Processo Tributario Telematico (PTT) nella regione di competenza. Nel caso specifico, un contribuente aveva impugnato un avviso di pagamento per la tassa automobilistica, ma la notifica via PEC del 2015 è stata dichiarata inammissibile perché il PTT nel Lazio è stato attivato solo nel 2017. La Corte ha chiarito che tale vizio è insanabile e non può essere sanato nemmeno dalla costituzione in giudizio della controparte.
Continua »
Responsabilità del commercialista e onere della prova
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale, adducendo errori del proprio commercialista. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per escludere la propria responsabilità, il contribuente deve fornire un rigoroso onere della prova, dimostrando non solo la condotta fraudolenta del professionista, ma anche di aver esercitato un'adeguata e costante vigilanza sul suo operato. La sentenza ribadisce che le presunzioni dell'Agenzia delle Entrate, se gravi, precise e concordanti, sono sufficienti a legittimare l'accertamento, specialmente in presenza di comportamenti antieconomici non giustificati.
Continua »
Redditometro: quando l’accertamento è legittimo
Un contribuente impugnava avvisi di accertamento basati sul redditometro. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il redditometro costituisce una presunzione legale e spetta al cittadino fornire prova contraria idonea a superarla. La Corte ha anche chiarito che l'obbligo del contraddittorio preventivo non si applicava ai fatti di causa.
Continua »
Rendita catastale impianti: i pozzi sono esclusi?
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito che i pozzi geotermici, in quanto elementi funzionali allo specifico processo produttivo, non devono essere inclusi nel calcolo della rendita catastale impianti. La decisione si basa sulla legge del 2015 che esclude dalla stima catastale i cosiddetti 'imbullonati', privilegiando il criterio della funzionalità produttiva rispetto a quello della stabilità fisica dell'impianto.
Continua »
Motivazione sentenza: quando il minimo è sufficiente
Una società impugnava un avviso di accertamento per la tassa rifiuti, lamentando in Cassazione la nullità della sentenza d'appello per difetto di motivazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la motivazione della sentenza, seppur sintetica, raggiunge il "minimo costituzionale" necessario, soprattutto se letta insieme alla pronuncia di primo grado. La Corte ha inoltre sottolineato che spetta al contribuente specificare quali atti richiamati "per relationem" gli fossero ignoti e provare adeguatamente il diritto a riduzioni fiscali.
Continua »
Accertamento misto: quando è legittimo per la Cassazione
Una società manifatturiera contesta un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate. L'accertamento, fondato su una discrepanza rispetto agli studi di settore e su ulteriori elementi indiziari (come le spese immobiliari dei soci), è stato qualificato come "accertamento misto" e ritenuto legittimo dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che quando un accertamento non si basa esclusivamente sugli studi di settore, ma è corroborato da una pluralità di indizi gravi, precisi e concordanti, esso è valido, rigettando così il ricorso della società.
Continua »
Rationes decidendi: appello inammissibile se parziale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'appello dell'Agenzia delle Dogane in un caso di dazi antidumping. La sentenza di merito si fondava su due distinte 'rationes decidendi' (mancata allegazione di documenti e violazione del contraddittorio). L'Agenzia non le ha impugnate entrambe, rendendo il ricorso inammissibile poiché la motivazione non contestata era sufficiente a sorreggere la decisione. Anche il ricorso incidentale della società è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Perequazione urbanistica: quando scatta l’IMU?
Una contribuente ha contestato un avviso di accertamento IMU relativo a un terreno inserito in un piano di perequazione urbanistica, sostenendo che l'imposta non fosse dovuta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che, a differenza della compensazione urbanistica, nella perequazione il diritto edificatorio è una qualità intrinseca del suolo che ne determina l'immediata tassabilità, anche se il terreno è destinato alla cessione al Comune.
Continua »
Esenzione IMU culto: dichiarazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU culto, non è sufficiente l'effettivo utilizzo dell'immobile per attività religiose. È indispensabile presentare una tempestiva dichiarazione al Comune competente. La mancata presentazione di tale dichiarazione preclude il diritto all'agevolazione, anche se la destinazione a culto viene provata in giudizio. La Corte ha rigettato il ricorso di un ente ecclesiastico che aveva omesso questo adempimento formale, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento del Comune.
Continua »
Accertamento studi di settore: onere della prova
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che se il contribuente, pur invitato, non partecipa al contraddittorio preventivo, l'onere di provare l'infondatezza della pretesa fiscale grava interamente su di lui. L'accertamento studi di settore è legittimo se il contribuente non fornisce prove concrete a sua discolpa.
Continua »
Ricorso per cassazione: il principio di autosufficienza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente contro un accertamento fiscale induttivo. La decisione si fonda sul mancato rispetto del principio di autosufficienza, poiché il ricorrente non ha trascritto integralmente nel ricorso per cassazione il contenuto dell'avviso di accertamento e dei relativi allegati, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza delle censure.
Continua »
Classamento immobile: quando la motivazione è valida?
Una contribuente contesta il classamento immobile di lusso (A1) attribuito dall'Agenzia delle Entrate dopo la presentazione di una pratica DOCFA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che quando l'accertamento si basa sui dati forniti dallo stesso contribuente, l'obbligo di motivazione dell'Ufficio è attenuato. La decisione del giudice di merito, basata su prove documentali come planimetrie e foto, è stata ritenuta legittima e insindacabile in sede di legittimità.
Continua »
Estinzione del giudizio per definizione della lite fiscale
Un contribuente aveva impugnato in Cassazione una decisione della Commissione Tributaria Regionale. Durante il procedimento, un coobbligato ha saldato il debito fiscale avvalendosi di una definizione agevolata. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, compensando le spese legali tra le parti.
Continua »
Ruralità immobili: onere della prova e diniego
Una società immobiliare si è vista respingere il ricorso contro il diniego di un'agevolazione fiscale legata alla ruralità immobili. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che l'onere di provare la sussistenza di tutti i requisiti, come la qualifica di imprenditore agricolo professionale, spetta interamente al contribuente. La Corte ha inoltre chiarito che la mancata contestazione di un'autocertificazione non equivale a prova nel processo tributario e che il contraddittorio preventivo non è sempre obbligatorio nei dinieghi di agevolazioni.
Continua »
Fatture soggettivamente inesistenti: onere prova
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20710/2024, ha stabilito che in caso di fatture soggettivamente inesistenti, spetta al contribuente l'onere di provare la reale effettività e inerenza dei costi per poterli dedurre. La Corte ha inoltre confermato che per la detrazione dell'IVA, il contribuente deve dimostrare la propria buona fede, superando la presunzione contraria derivante dall'uso di tali fatture.
Continua »
Rendita catastale impianti: quali componenti contano?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per il calcolo della rendita catastale impianti antecedente al 1° gennaio 2016, devono essere inclusi tutti i componenti strutturali e impiantistici essenziali per la funzionalità della centrale, come pozzi geotermici, vapordotti, alternatori e trasformatori. La controversia nasceva da un accertamento della Agenzia delle Entrate che aveva aumentato la rendita di una centrale geotermica. La Corte ha chiarito che la normativa successiva (L. 208/2015), che esclude i cosiddetti 'imbullonati', non ha efficacia retroattiva.
Continua »