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D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis — Sezione Lavoro Civile

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357 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis

Benefici contributivi pensionati: no a contratti ad hoc
La Corte di Cassazione ha stabilito che non spettano i benefici contributivi ai datori di lavoro che assumono pensionati tramite contratti di inserimento. Questa tipologia contrattuale è riservata a categorie svantaggiate che necessitano di reinserirsi nel mondo del lavoro, condizione non riscontrabile nei percettori di pensione. L'utilizzo improprio di tali contratti per ottenere sgravi è stato qualificato come evasione contributiva, e non semplice omissione, in quanto finalizzato ad occultare la reale natura del rapporto per conseguire un indebito vantaggio.
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Prescrizione decennale pensione: la Cassazione decide
Un ente previdenziale ha contestato il diritto di un pensionato al rimborso di un contributo di solidarietà illegittimo, invocando una prescrizione di cinque anni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per la restituzione di somme indebitamente trattenute si applica la prescrizione decennale pensione. La Corte ha specificato che il termine breve vale solo per le rate di pensione esigibili, non per importi mai messi a disposizione del pensionato.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28714/2024, ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La Corte ha stabilito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno dell'ente, in virtù della riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite con interessi decorrenti da ogni singolo prelievo.
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Retribuzione convenzionale: legittimo il calcolo pensione
Un ex dipendente di un Ministero, che aveva lavorato presso una sede diplomatica all'estero, ha contestato il calcolo della sua pensione, basato su una retribuzione convenzionale inferiore a quella effettivamente percepita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per questa specifica categoria di lavoratori si applica un regime legale speciale che deroga legittimamente alla regola generale. La Corte ha ritenuto tale disciplina speciale non discriminatoria e costituzionalmente legittima.
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Lavoro extra: quando si converte in tempo indeterminato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28571/2024, ha stabilito che una serie di contratti di lavoro extra può essere considerata un unico rapporto a tempo indeterminato sin dall'inizio. Il termine per l'impugnazione decorre dall'ultima prestazione e spetta al datore di lavoro dimostrare il nesso causale tra l'assunzione e uno specifico evento speciale. In mancanza di tale prova, e se il lavoratore svolge mansioni ordinarie, il rapporto viene convertito.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
Una cassa di previdenza ha imposto un "contributo di solidarietà" sulla pensione di un professionista. Il pensionato ha contestato con successo questa trattenuta nei primi due gradi di giudizio. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni precedenti, ha dichiarato inammissibile il ricorso della cassa. La Suprema Corte ha ribadito che un simile contributo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto da un regolamento interno dell'ente ma necessita di una legge specifica, rendendo le trattenute illegittime.
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Classificazione INPS: vincolante per l’assicuratore?
Un'associazione di volontariato ha contestato la rettifica della propria classificazione contributiva operata dall'istituto assicurativo nazionale. La rettifica era basata su un precedente inquadramento effettuato dall'istituto previdenziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la classificazione INPS ha efficacia erga omnes per tutti gli aspetti previdenziali e assistenziali, vincolando quindi anche le decisioni dell'altro istituto.
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Clausola di salvaguardia pensione: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex dirigente industriale che chiedeva il ricalcolo della pensione invocando la clausola di salvaguardia. La Corte ha stabilito che, per ottenere il trattamento più favorevole, spetta al ricorrente l'onere della prova di dimostrare, tramite un'analisi comparativa dettagliata, che a parità di condizioni la sua pensione sarebbe risultata inferiore a quella garantita dal regime generale. La mancata fornitura di tale prova specifica ha determinato l'infondatezza della domanda.
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Agevolazione contributiva: onere della prova e soccida
Una cooperativa agricola si è vista negare un'agevolazione contributiva per attività in zone svantaggiate. La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso della cooperativa che quello dell'ente previdenziale, chiarendo i principi chiave: l'agevolazione si basa unicamente sulla provenienza del prodotto da zone svantaggiate e sul suo conferimento alla cooperativa. La modalità di remunerazione dell'agricoltore, come la soccida monetizzata, è irrilevante. L'onere di provare la provenienza del prodotto spetta interamente all'impresa che richiede il beneficio.
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Indennità di trasferta: quando è fittizia?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda logistica. Viene confermato che l'indennità di trasferta corrisposta ai dipendenti era una retribuzione mascherata, in assenza di effettivi spostamenti. Gli accordi sindacali non sono sufficienti a giustificare le agevolazioni contributive se non corrispondono a una realtà fattuale.
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Evasione contributiva: quando il superminimo è reddito
Una società ha impugnato un avviso di addebito dell'ente previdenziale per contributi non versati su un 'superminimo' erogato ai dipendenti. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso. Secondo la Corte, il 'superminimo' non era un risarcimento, ma una componente della retribuzione, soggetta a contribuzione. La mancata corresponsione dei contributi su tale somma configura evasione contributiva.
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Minimale contributivo: CIG e ferie non cumulabili
Una società edile ha impugnato un accertamento INPS relativo all'indebito utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni (CIG) in luogo della fruizione di ferie da parte dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il datore di lavoro non può accedere alla CIG se esistono ferie residue. La decisione si fonda sul principio che il minimale contributivo non può essere ridotto da sospensioni lavorative non giustificate, evitando così un doppio beneficio per lo stesso periodo.
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Indennità Covid operai agricoli: no al cumulo
Un lavoratore agricolo a tempo determinato ha richiesto le indennità Covid-19 previste per i lavoratori stagionali di altri settori, in aggiunta a quelle specifiche per l'agricoltura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il legislatore ha creato due sistemi di sostegno distinti e non cumulabili. Le indennità Covid operai agricoli sono regolate da norme specifiche, con requisiti diversi da quelle per gli altri lavoratori stagionali. La Corte ha stabilito che il silenzio della legge non autorizza il cumulo dei benefici.
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Acquisizione officiosa della prova: la Cassazione decide
Un lavoratore fa causa a un Comune per una mancata assunzione. La Cassazione chiarisce i poteri del giudice sull'acquisizione officiosa della prova, confermando che può essere disposta anche se la parte è decaduta, a patto che esista una 'pista probatoria' negli atti di causa. Il ricorso del Comune è stato rigettato.
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Sgravi contributivi: quando è vera nuova impresa?
L'Ente Previdenziale nega gli sgravi contributivi a una società, sostenendo fosse la continuazione di un'altra. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito: la società era una nuova impresa, distinta dalla precedente. La valutazione si basa su elementi di fatto come l'oggetto dell'attività e l'assenza di assetti proprietari comuni.
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Obbligo solidale appalti: la decisione della Cassazione
Un consorzio è stato ritenuto responsabile per i contributi previdenziali non versati da due cooperative subappaltatrici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del consorzio, confermando che l'obbligo solidale appalti è una forma di responsabilità oggettiva che prescinde dalla colpa del committente. La Corte ha inoltre ribadito che i contributi sono dovuti anche sulle ore non retribuite, in base al minimale contributivo, e su indennità di trasferta illegittime.
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Esecuzione forzata abusiva: onere della prova creditore
Un ente creditore avviava una seconda esecuzione forzata per un credito già oggetto di una precedente procedura conclusasi con ordinanza di assegnazione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni di merito, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente. La decisione stabilisce che si configura una esecuzione forzata abusiva se il creditore, prima di avviare una nuova azione, non allega specificamente che la precedente ordinanza di assegnazione non ha portato alla soddisfazione del credito. L'onere di tale allegazione ricade interamente sul creditore.
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Rimborso spese legali dipendente: no se c’è conflitto
La Corte di Cassazione ha negato il rimborso spese legali a un dipendente pubblico, un ex dirigente comunale, a causa di un conflitto di interessi. Il dirigente, coinvolto in un procedimento penale per abusi edilizi, aveva agito in violazione dei suoi doveri d'ufficio. La Corte ha stabilito che l'assenza di conflitto di interessi è una condizione essenziale per ottenere il rimborso, come previsto dalla contrattazione collettiva.
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Transazione novativa: cosa succede ai contributi?
Un lavoratore, dopo aver stipulato una transazione novativa con il datore di lavoro per la riassunzione, ha chiesto la restituzione di una parte della somma pattuita, sostenendo che corrispondesse a contributi previdenziali mai versati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la transazione novativa sostituisce integralmente i precedenti rapporti, creando una nuova obbligazione indivisibile. Pertanto, la questione del versamento o meno dei contributi originari diventa irrilevante.
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Termine impugnazione: quando non si applica la sosta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché tardivo. Il caso chiarisce che per le controversie in materia di previdenza, il termine impugnazione di sei mesi non è soggetto alla sospensione feriale, decorrendo ininterrottamente dalla pubblicazione della sentenza.
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