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D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis — Anno 2019

5 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis

Produttori di assicurazioni: no obbligo Gestione Commercianti
La Corte di Cassazione ha chiarito gli obblighi previdenziali per i produttori di assicurazioni. Con l'ordinanza n. 33127/2019, ha stabilito che un produttore che lavora direttamente per una compagnia assicurativa, senza l'intermediazione di un'agenzia, non è tenuto all'iscrizione nella Gestione Commercianti dell'ente previdenziale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando che tale obbligo sussiste solo per i produttori collegati ad agenzie o sub-agenzie, come specificato dalla normativa di riferimento.
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Limite contratti a termine: come si calcola la base?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9264/2019, ha stabilito che il limite contratti a termine, fissato al 15% per le imprese concessionarie del servizio postale, deve essere calcolato sull'intero organico aziendale a livello nazionale. La Corte ha respinto il ricorso di alcuni lavoratori che sostenevano la necessità di un calcolo su base provinciale, affermando che la normativa intende favorire la flessibilità dell'intero complesso aziendale per garantire il servizio universale, senza distinzioni tra mansioni o aree territoriali.
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Calcolo pensione pro rata: no a nuove censure in Cassazione
Una cassa di previdenza ha impugnato una sentenza che garantiva a una pensionata il ricalcolo della sua pensione secondo il principio del calcolo pensione pro rata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché un motivo era stato ritirato e l'altro rappresentava una questione nuova, mai sollevata nei precedenti gradi di giudizio, confermando così la decisione a favore della pensionata.
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Contratto a termine acausale: legittimo per i postali
Un lavoratore ha impugnato un contratto a termine acausale stipulato con un'azienda di servizi postali, contestandone la validità e l'errato calcolo del limite di assunzioni del 15%. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando la legittimità del contratto a termine acausale per questo specifico settore, in virtù di una scelta precisa del legislatore. Inoltre, ha chiarito che il limite percentuale del 15% va calcolato sull'intero organico aziendale e non solo su una parte di esso.
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Omessa comunicazione condanna: licenziamento legittimo
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del licenziamento di un lavoratore che ha omesso di comunicare al datore di lavoro una condanna penale definitiva per un grave reato. Tale omissione, secondo la Corte, costituisce una violazione degli obblighi di buona fede e correttezza, tale da ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario e giustificare il recesso per giusta causa, a prescindere da specifiche previsioni del CCNL.
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