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D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis — Anno 2022

4 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis

Contributo negato: Ricorso in Cassazione inammissibile per difetto di specificità
Una cittadina ha chiesto al Comune dell'Aquila il Contributo di autonoma sistemazione (CAS) per un periodo specifico, ma il Comune ha negato l'aiuto basandosi su una delibera comunale che introduceva requisiti aggiuntivi rispetto alle ordinanze di protezione civile. Dopo che la Corte d'Appello ha confermato il rigetto, la cittadina ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso per difetto di specificità. Il ricorso non aveva riassunto in modo puntuale il contenuto del provvedimento comunale contestato, impedendo alla Corte di verificarne la fondatezza. La cittadina ha perso e deve pagare le spese legali.
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Danno da perdita di chance: Cassazione respinge risarcimento per mancata prova
Dei dipendenti pubblici, trasferiti d'autorità e poi prosciolti da indagini penali, hanno ottenuto la riassegnazione alle loro funzioni originarie. Successivamente, hanno chiesto il risarcimento per il danno da perdita di chance retributiva (mancati compensi straordinari e indennità) e danni non patrimoniali subiti nel periodo di ritardo della reintegra. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo non provato il pregiudizio. La Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il danno deve essere provato concretamente, non solo come mera possibilità.
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Errore revocatorio: quando un giudizio non è un errore di fatto
Il Contribuente ha chiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione che aveva rigettato la sua eccezione di giudicato. Il Contribuente sosteneva che un precedente giudicato per l'anno 2006 dovesse estendersi anche all'anno 2005 e che la Cassazione avesse interpretato male il principio di abuso del diritto. La Corte ha ribadito che l'errore revocatorio, previsto dall'art. 395 n. 4 c.p.c., si configura solo come una falsa percezione della realtà, una svista obiettiva e immediatamente rilevabile. Non include errori di giudizio, come una sbagliata valutazione delle prove o un'errata interpretazione di norme o giurisprudenza. Pertanto, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Contribuente, poiché le sue censure riguardavano errori di giudizio e non di fatto.
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Prededucibilità del Credito nel Fallimento: Professionista Perde Privilegio
Un Professionista ha assistito un'Azienda in crisi per un concordato preventivo. La domanda di concordato è stata dichiarata inammissibile, e l'Azienda è poi fallita. Il Professionista ha chiesto che il suo credito per l'attività svolta fosse considerato prededucibile nel fallimento. La Corte di Cassazione ha negato la prededucibilità del credito, stabilendo che tale privilegio spetta solo se la procedura di concordato preventivo è stata effettivamente aperta. Se la domanda è inammissibile, il credito non gode di questo trattamento privilegiato.
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