LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2932 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Pagina 19 di 32

626 provvedimenti

Altri anni per Art. 2932 Codice Civile

Subentro incarico professionale: le regole deontologiche
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione disciplinare a carico di due ingegneri, accusati di aver accettato un incarico professionale precedentemente promesso a un'altra collega. La Corte ha chiarito che le norme deontologiche sul subentro incarico professionale si applicano solo quando un incarico è stato già formalmente conferito, non quando vi era solo una promessa o un'aspettativa. L'assenza di un incarico preesistente esclude la violazione disciplinare.
Continua »
Falsus procurator: contratto inefficace, non nullo
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del contratto stipulato dal 'falsus procurator' (rappresentante senza poteri). Il contratto non è nullo, ma solo temporaneamente inefficace e può essere sanato con la ratifica del vero proprietario. In caso di successiva risoluzione per inadempimento del promissario acquirente, quest'ultimo, avendo avuto la detenzione anticipata del bene, è tenuto alla restituzione e al pagamento di un'indennità per l'occupazione. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la detenzione non si era mai trasformata in possesso utile per l'usucapione.
Continua »
Provvigione mediatore: quando è dovuta? Analisi Cass.
La Corte di Cassazione ha confermato che la provvigione del mediatore immobiliare è dovuta nel momento in cui le parti concludono un accordo vincolante, come un contratto preliminare di vendita completo di tutti gli elementi essenziali. La Corte ha respinto il ricorso di una promissaria acquirente che si rifiutava di pagare la commissione, sostenendo che l'affare non si fosse concluso. Secondo i giudici, il diritto alla provvigione nasce con la creazione del vincolo giuridico tra le parti, a prescindere dagli eventi successivi come l'inadempimento di una di esse.
Continua »
Conformità catastale: stop alla divisione ereditaria
In una causa di divisione ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione sospende il giudizio. Emerge una potenziale nullità non rilevata in precedenza: la mancata conformità catastale di una porzione dell'immobile. La Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria per consentire alle parti di discutere questo nuovo, decisivo aspetto, sottolineando che la regolarità catastale è un requisito imprescindibile per la divisione giudiziale dei beni.
Continua »
Difformità parziale: si può vendere un immobile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19552/2024, ha stabilito che un immobile con abusi edilizi minori, qualificabili come 'difformità parziale', può essere legittimamente venduto. Anche se l'abuso non è sanabile, la commerciabilità del bene non è compromessa, a patto che nell'atto di vendita sia menzionato il titolo abilitativo originario. La Corte ha rigettato il ricorso dei venditori che si opponevano al trasferimento coattivo di un immobile a causa dell'ampliamento di un bagno, confermando che la nullità prevista dalla legge è solo 'testuale' e non 'sostanziale'.
Continua »
Immobili di pregio: decade il diritto d’acquisto?
L'ordinanza analizza il caso di alcuni conduttori che, dopo aver manifestato la volontà di acquistare gli immobili pubblici da loro locati, si sono visti negare le condizioni agevolate a seguito della successiva classificazione degli stessi come 'immobili di pregio'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la qualifica di 'pregio' esclude l'applicabilità delle normative di favore, anche se la manifestazione di interesse all'acquisto da parte del conduttore è antecedente alla classificazione stessa.
Continua »
Preliminare di preliminare: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di compravendita immobiliare basata su una scrittura privata del 1997. L'accordo, qualificato dalla Corte d'Appello come una mera 'puntuazione', è stato riesaminato alla luce del principio del 'preliminare di preliminare'. La Suprema Corte ha cassato la sentenza precedente, stabilendo che anche un accordo iniziale può generare responsabilità contrattuale, e non solo precontrattuale, se una delle parti si ritira ingiustificatamente. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione dell'accordo e la quantificazione del danno, che potrebbe includere il mancato guadagno.
Continua »
Patto commissorio: nullo il preliminare di vendita
Un finanziatore erogava una somma per consentire a due fratelli di acquistare all'asta un immobile del loro genitore. Il contratto preliminare, che prevedeva il trasferimento di parte dell'immobile al finanziatore, è stato dichiarato nullo. La Cassazione ha confermato che l'operazione mascherava un patto commissorio, in quanto la vendita non era il fine reale, ma una garanzia per la restituzione del prestito, vietata dalla legge.
Continua »
Termine essenziale: quando il ritardo non scioglie il contratto
Una società immobiliare ricorre in Cassazione sostenendo la violazione del termine essenziale per il pagamento di un acconto in un preliminare di vendita. La Corte rigetta il ricorso, confermando che il termine non era essenziale e che, in ogni caso, la sospensione del pagamento da parte del promissario acquirente era giustificata dalle gravi difficoltà economiche del venditore, escludendo così la risoluzione automatica del contratto.
Continua »
Risarcimento danni immobile: sì dopo sentenza 2932 c.c.
La Corte di Cassazione chiarisce che il promissario acquirente, divenuto proprietario tramite sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c., ha diritto a un successivo risarcimento danni immobile per vizi e difetti. L'azione è ammissibile anche se non proposta nel primo giudizio, poiché il precedente giudicato sul trasferimento non copre la questione dei danni, se non decisa nel merito. La titolarità ad agire sussiste anche se il saldo del prezzo non è stato ancora corrisposto, in quanto la proprietà si trasferisce con il passaggio in giudicato della sentenza.
Continua »
Esecuzione specifica contratto: l’offerta non formale
Una società acquirente ha richiesto l'esecuzione specifica di contratti preliminari immobiliari dopo il fallimento della società venditrice. L'acquirente sosteneva di aver pagato parte del prezzo tramite compensazione con crediti preesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'offerta della controprestazione deve essere seria e concreta. Le fatture unilaterali non sono state ritenute prova sufficiente del credito, rendendo l'offerta inidonea e impedendo l'accoglimento della domanda di esecuzione specifica contratto preliminare.
Continua »
Esecuzione in forma specifica: no se il bene è diverso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28613/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di esecuzione in forma specifica del contratto preliminare. Se il bene oggetto del contratto viene sostanzialmente modificato (in questo caso, con la costruzione di edifici su un terreno), non è più possibile per il promissario acquirente ottenere una sentenza che trasferisca la proprietà del bene trasformato. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva disposto il trasferimento del terreno comprensivo dei fabbricati, sottolineando che la sentenza ex art. 2932 c.c. deve rispecchiare fedelmente l'oggetto del preliminare, che era il solo terreno.
Continua »
Compensazione prezzo vendita: la guida completa
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della compensazione del prezzo di vendita da parte del promissario acquirente. In caso di inadempimento del venditore, che non libera l'immobile da un pignoramento, l'acquirente può pagare il creditore e scalare la somma dal saldo dovuto per l'acquisto. La Corte ha rigettato il ricorso della società venditrice, che pretendeva il pagamento integrale del prezzo, oltre a spese e interessi, affermando che nessun ritardo era imputabile agli acquirenti.
Continua »
Abuso edilizio secondario: sì al trasferimento coattivo
La Corte di Cassazione, correggendo un proprio precedente errore di fatto, ha stabilito che un immobile affetto da abuso edilizio secondario, ovvero difformità rispetto a un permesso di costruire regolarmente rilasciato, può essere oggetto di trasferimento coattivo tramite sentenza. La Corte ha distinto tale ipotesi dall'abuso primario (costruzione senza titolo), che invece impedisce il trasferimento. È stato inoltre riconosciuto il diritto del promissario acquirente di procedere alla regolarizzazione catastale in caso di inerzia del venditore.
Continua »
Fatti sopravvenuti: la Cassazione e la risoluzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un giudizio per la risoluzione di un contratto, il giudice deve tenere conto dei fatti sopravvenuti durante il processo. Nel caso specifico, una società acquirente non aveva saldato il prezzo di un immobile. Un creditore del venditore agiva in surrogatoria per la risoluzione del contratto. Durante la causa, un'altra sentenza accertava una compensazione che riduceva notevolmente il debito originario. La Cassazione ha annullato la decisione di merito che non aveva considerato questo fatto sopravvenuto, affermando che la valutazione della gravità dell'inadempimento deve basarsi sulla situazione aggiornata al momento della decisione e non cristallizzata all'inizio della causa.
Continua »
Compensazione credito appalto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28115/2024, ha stabilito che la compensazione del credito derivante da un contratto di appalto come pagamento per l'acquisto di un immobile è vincolata ai termini specifici dell'accordo. Crediti per lavori extra-contratto o fatture contestate non possono essere unilateralmente inclusi nella compensazione se il contratto prevede modalità di pagamento diverse, come l'accollo di un mutuo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di un'impresa costruttrice, confermando che l'applicazione delle clausole contrattuali non costituisce un'errata distribuzione dell'onere della prova.
Continua »
Contratto preliminare: requisiti e validità catastale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28099/2024, ha chiarito la distinzione tra i requisiti di validità del contratto preliminare e quelli del contratto definitivo di compravendita immobiliare. Nel caso di specie, una promittente venditrice si opponeva al trasferimento forzoso di un immobile, lamentando sia l'indeterminatezza dell'oggetto nel preliminare sia la mancata dichiarazione di conformità catastale nella sentenza che ne disponeva il trasferimento. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che per la validità del contratto preliminare è sufficiente che l'immobile sia determinabile, anche senza dati catastali espliciti. Ha inoltre ribadito che i requisiti di conformità catastale, pur essendo necessari per il trasferimento della proprietà, devono emergere dagli atti del giudizio di merito e non possono essere oggetto di un nuovo accertamento di fatto in sede di legittimità.
Continua »
Appello e domande assorbite: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28078/2024, stabilisce un importante principio in materia di appello e domande assorbite. Se una causa viene respinta in primo grado per motivi puramente procedurali, la parte che impugna la decisione non ha l'onere di riproporre esplicitamente le proprie domande di merito. L'atto stesso di appellare la decisione processuale è sufficiente a trasferire l'intera controversia, inclusi i suoi aspetti sostanziali, al giudice di secondo grado, che dovrà esaminarli se l'appello viene accolto.
Continua »
Conformità catastale: un requisito per la sentenza
Una promissaria acquirente ha richiesto il trasferimento forzato di un immobile tramite un contratto preliminare. La Cassazione ha stabilito che, per emettere la sentenza, è indispensabile la prova della conformità catastale oggettiva, ossia la corrispondenza tra lo stato di fatto e i dati catastali. La Corte d'Appello non aveva motivato adeguatamente su quale documento si basasse tale verifica, portando all'annullamento della sua decisione.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso in un caso di compravendita immobiliare. La decisione si fonda sul mancato deposito, da parte del ricorrente, della copia della sentenza impugnata munita di relata di notifica, un requisito formale inderogabile previsto dal codice di procedura civile. Questa omissione ha impedito alla Corte di verificare la tempestività dell'impugnazione, rendendo l'esame del merito impossibile.
Continua »