LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2932 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Pagina 14 di 32

626 provvedimenti

Altri anni per Art. 2932 Codice Civile

Patto commissorio: nullità dei contratti preliminari
La Suprema Corte ha confermato la nullità di due contratti preliminari di compravendita immobiliare poiché dissimulavano un patto commissorio vietato dall'ordinamento. La vicenda nasce dalla richiesta di esecuzione specifica ex art. 2932 c.c. avanzata da una parte contro l'altra. Tuttavia, i giudici di merito hanno accertato che tali contratti non miravano al trasferimento della proprietà per compravendita, ma servivano come garanzia impropria per la restituzione di somme legate ad attività usuraria. La Cassazione ha ribadito l'autonomia del giudice civile nell'utilizzare prove provenienti da procedimenti penali per formare il proprio convincimento sulla reale natura dell'accordo.
Continua »
Occupazione senza titolo: risarcimento e diritti
La Corte di Cassazione ha stabilito che il risarcimento per occupazione senza titolo non può essere ridotto d'ufficio dal giudice per presunta inerzia del proprietario. La sentenza chiarisce che l'eccezione di aggravamento del danno deve essere sollevata dalle parti e che la nomina a custode non compensa automaticamente il danno subito per la mancata disponibilità del bene.
Continua »
Usucapione e mancata trascrizione della sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di una domanda di usucapione proposta da un soggetto che rivendicava la proprietà di un immobile basandosi su una sentenza del 1985 mai trascritta. Il ricorrente non è riuscito a fornire la prova del possesso ultraventennale necessario per l'**usucapione**, mentre la controparte ha opposto un decreto di trasferimento regolarmente trascritto nel 2013. La Corte ha chiarito che la mancata trascrizione del titolo originario rende quest'ultimo soccombente rispetto agli acquisti trascritti successivamente e che esiste un'incompatibilità logica tra il vantare un titolo di proprietà e il richiedere l'accertamento dell'acquisto per possesso prolungato.
Continua »
Risarcimento danni in appello: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una promissaria acquirente che, dopo aver ottenuto il trasferimento di un immobile ex art. 2932 c.c. e il ristoro dei danni per i canoni di locazione pagati, ha richiesto in secondo grado il risarcimento danni in appello per le mensilità maturate dopo la prima sentenza. La Corte d'Appello aveva dichiarato la domanda inammissibile perché ritenuta nuova. Gli Ermellini hanno invece cassato la decisione, stabilendo che l'art. 345 c.p.c. consente espressamente di domandare i danni sofferti dopo la sentenza impugnata, purché derivanti dalla persistenza del medesimo fatto lesivo già accertato, al fine di evitare un inutile frazionamento dei processi.
Continua »
Lesione ultra dimidium: guida alla rescissione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di rescissione per lesione ultra dimidium proposta da una venditrice in merito a due immobili oggetto di un contratto preliminare. La ricorrente lamentava che il valore dei beni fosse stato determinato sulla base di perizie risalenti a uno o tre anni prima della firma, senza considerare i rialzi del mercato. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione del valore di mercato è un'indagine di fatto riservata al giudice di merito, il quale può legittimamente basarsi su consulenze tecniche precedenti se adeguatamente motivate. È stato inoltre confermato il risarcimento del danno a favore della società acquirente per la perdita di opportunità di locazione, causata dall'incertezza sulla titolarità del bene durante la lite giudiziaria.
Continua »
Compenso CTU: solidarietà e criteri di liquidazione
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per determinare il compenso CTU in una causa di responsabilità contro organi sociali. Se l'incarico peritale è finalizzato a un risultato unitario, come la quantificazione del danno complessivo, il compenso deve essere liquidato globalmente e non per singole operazioni. La Corte ha inoltre ribadito che tutte le parti del giudizio sono obbligate in solido al pagamento del consulente, anche se il processo si estingue per transazione, purché l'attività sia iniziata. Nel giudizio di opposizione alla liquidazione, tutte le parti originarie devono essere coinvolte come litisconsorti necessari.
Continua »
Contratto preliminare: la valutazione degli inadempimenti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza relativa all'esecuzione specifica di un contratto preliminare di vendita immobiliare. Il contenzioso nasceva dal reciproco addebito di inadempimento: la promissaria acquirente lamentava il rifiuto alla stipula, mentre la venditrice eccepiva il mancato accollo del mutuo e delle spese condominiali. La Suprema Corte ha chiarito che, in presenza di inadempienze reciproche, il giudice non può limitarsi a verificare la volontà di concludere l'atto, ma deve compiere una valutazione comparativa dei comportamenti delle parti per stabilire quale inadempimento sia prevalente e idoneo a giustificare la risoluzione o l'esecuzione del contratto.
Continua »
Pactum fiduciae: validità e obbligo di trasferimento
La controversia nasce da un **Pactum fiduciae** relativo all'acquisto di una villetta. Un cittadino residente all'estero ha fornito i fondi per l'acquisto dell'immobile, intestandolo formalmente a un parente per ragioni fiscali. Alla morte del fiduciario, gli eredi hanno rifiutato il ritrasferimento, sostenendo la mancanza di un accordo scritto. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'accordo fiduciario verbale, supportato da dichiarazioni scritte ricognitive, e ha dichiarato nullo un successivo contratto preliminare 'abnorme' che prevedeva la vendita del bene dal proprietario reale al fiduciario (già intestatario formale), in quanto giuridicamente impossibile.
Continua »
**Contratto preliminare**: rischi e abusi edilizi
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un contratto preliminare relativo a un immobile abusivo a causa del mancato avveramento di una condizione risolutiva legata al rilascio della sanatoria edilizia. Il promittente acquirente, che aveva eseguito lavori di ristrutturazione non autorizzati su un bene non condonato, si è visto negare il diritto al rimborso delle spese sostenute. La Corte ha stabilito che l'esecuzione di opere illecite su un immobile abusivo non genera indennizzi ex art. 936 c.c., confermando inoltre l'obbligo di corrispondere un'indennità di occupazione per il periodo successivo alla risoluzione del contratto preliminare.
Continua »
Buona fede del terzo: validità vendita immobiliare
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso della vendita di un immobile sociale effettuata da un liquidatore giudiziale la cui nomina è stata successivamente revocata. Il socio di maggioranza contestava la validità dell'alienazione, sostenendo che la revoca del decreto di nomina travolgesse anche gli atti compiuti. La Suprema Corte ha invece confermato la validità del trasferimento, ponendo al centro la buona fede del terzo acquirente. Ai sensi dell'art. 742 c.p.c., i diritti acquistati dai terzi in buona fede prima della revoca di un provvedimento di volontaria giurisdizione restano salvi. La Corte ha chiarito che la buona fede va valutata al momento del contratto preliminare e che le semplici contestazioni personali di un socio non sono sufficienti a scalfire l'affidamento del terzo verso un incarico giudiziale formalmente valido.
Continua »
Certificato di agibilità e validità del preliminare
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un contratto preliminare di compravendita immobiliare contestato per la mancanza del certificato di agibilità. Mentre i giudici di merito avevano inizialmente confermato l'obbligo di acquisto ritenendo che l'acquirente fosse consapevole della mancanza del documento, la Suprema Corte ha ribaltato tale visione. Il certificato di agibilità è considerato un requisito essenziale per la funzione economico-sociale del bene. La sua assenza configura un inadempimento del venditore, a meno che non vi sia una rinuncia espressa dell'acquirente, non bastando la mera conoscenza pregressa dello stato dell'immobile.
Continua »
Ius variandi: cambiare domanda in appello è lecito
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dello **Ius variandi** in un contenzioso relativo a contratti preliminari di compravendita. Un promissario acquirente, dopo aver ottenuto in primo grado l'esecuzione in forma specifica, ha richiesto in appello la risoluzione del contratto e il risarcimento danni a causa della vendita all'asta degli immobili. La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibili tali richieste considerandole domande nuove. La Suprema Corte ha invece cassato la sentenza, ribadendo che l'art. 1453 c.c. consente di mutare la domanda di adempimento in quella di risoluzione in ogni stato e grado del giudizio, includendo le domande accessorie di restituzione e risarcimento.
Continua »
Revocazione: quando l’errore del giudice è di giudizio
Un privato ha proposto ricorso per revocazione contro una precedente ordinanza della Corte di Cassazione, lamentando un errore di fatto. Secondo il ricorrente, la Corte avrebbe omesso di esaminare un'eccezione di inammissibilità riguardante la qualificazione di un contratto di permuta di beni futuri. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'omesso esame di un'eccezione, qualora il giudice decida comunque nel merito, non costituisce un errore revocatorio ma un eventuale errore di giudizio, non censurabile tramite questo strumento straordinario.
Continua »
Preliminare di preliminare: quando non è vincolante
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che qualificava una proposta d'acquisto come contratto preliminare vincolante. Il caso riguardava un accordo che rimandava la stipula di un contratto più dettagliato a una data successiva, legando a quel momento anche il versamento della caparra. La Suprema Corte ha stabilito che tale atto costituisce un **preliminare di preliminare**, il quale non consente l'esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c., mancando la volontà definitiva di trasferimento e la completezza degli elementi essenziali come i dati catastali e le verifiche urbanistiche.
Continua »
Esecuzione in forma specifica e rinuncia
Una struttura sanitaria si era impegnata contrattualmente a rinunciare a 42 posti letto in favore di un'altra clinica. A seguito dell'inadempimento, la clinica beneficiaria ha richiesto l'**esecuzione in forma specifica** ex art. 2932 c.c. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale rimedio non è applicabile agli obblighi di rinuncia abdicativa, poiché questi estinguono un diritto senza trasferirlo direttamente, rendendo impossibile per il giudice sostituirsi a un atto che non produce un effetto traslativo immediato.
Continua »
Esecuzione in forma specifica e beni mutati
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'**esecuzione in forma specifica** per un terreno su cui era stato realizzato un impianto fotovoltaico dopo la firma del preliminare. I venditori contestavano il trasferimento coattivo a causa del mutamento della natura del bene, passato da agricolo a industriale. La Corte ha stabilito che, se la trasformazione era prevista dal programma negoziale e autorizzata dai venditori, il trasferimento della proprietà include per accessione anche le opere realizzate e le relative autorizzazioni amministrative.
Continua »
Evizione: quando la notifica nulla annulla tutto
La Corte di Cassazione ha esaminato un complesso caso di evizione subito da un acquirente di immobili. La perdita della proprietà era derivata dal mancato adempimento di una società costruttrice, che non aveva provveduto alla cancellazione di un'ipoteca bancaria nonostante una precedente sentenza di trasferimento coattivo. Sebbene il merito riguardasse il risarcimento del danno da evizione, la Suprema Corte ha accolto il ricorso incidentale di un ex socio della società estinta. La decisione si fonda sulla nullità della notifica dell'atto di riassunzione del giudizio, effettuata presso un indirizzo non più attuale e perfezionata per compiuta giacenza senza prova della residenza effettiva, violando così il principio del contraddittorio.
Continua »
Contratto preliminare: clausole e restituzioni
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza relativa a un contratto preliminare di compravendita di un terreno. Il punto centrale riguardava l'interpretazione di una clausola sulle opere di urbanizzazione e il diritto alla restituzione degli acconti. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice non può limitarsi al senso letterale delle parole ma deve valutare il comportamento complessivo delle parti, anche successivo alla firma. Inoltre, ha chiarito che se il contratto preliminare si scioglie, gli acconti versati devono essere sempre restituiti poiché viene meno la causa del pagamento, indipendentemente dalla colpa nella risoluzione.
Continua »
Cooperativa edilizia: trasferimento proprietà eredi
Un erede ha citato una cooperativa edilizia per ottenere il trasferimento di proprietà di un alloggio, invocando l'esecuzione specifica dell'obbligo di contrarre. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il diritto al trasferimento in una cooperativa edilizia richiede non solo lo status di socio ma anche la formale prenotazione dell'immobile. Inoltre, la partecipazione sociale si estingue con la morte del socio, salvo diverse previsioni statutarie, rendendo impossibile il subentro automatico degli eredi nel diritto alla proprietà.
Continua »
Provvigione mediatore: quando sorge il diritto?
Una mediatrice immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il pagamento della provvigione a seguito dell'attività svolta per la vendita di un immobile. Nonostante la formulazione di una proposta d'acquisto, il proprietario aveva deciso di non procedere alla stipula del contratto preliminare. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che il diritto alla provvigione sorge solo quando l'affare è concluso in modo da creare un vincolo giuridico che permetta alle parti di agire per l'esecuzione del contratto. La semplice proposta o un accordo parziale non sono sufficienti a far maturare il compenso.
Continua »