La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un giovane per il reato di rissa aggravata dalla morte di una vittima, avvenuta all'esterno di una discoteca. Inizialmente assolto in primo grado, l'imputato è stato condannato in appello grazie all'analisi a velocità ridotta dei video di sorveglianza e alla testimonianza decisiva di un testimone oculare. I filmati hanno dimostrato che, sebbene l'imputato fosse inizialmente intervenuto per separare i contendenti, ha poi partecipato attivamente alla violenza colpendo ripetutamente la vittima. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della difesa, confermando la validità della motivazione d'appello e negando le attenuanti generiche, poiché l'imputato, dopo i fatti, aveva aiutato i responsabili dell'omicidio a nascondersi.
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