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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

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884 provvedimenti

Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Prescrizione del reato: stop alla condanna penale
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per resistenza a pubblico ufficiale a causa della prescrizione del reato. Nonostante la Corte d'Appello avesse escluso la recidiva qualificata, non aveva considerato che, senza tale aggravante, i termini massimi di custodia legale erano già decorsi prima della sentenza di secondo grado.
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Ricorso inammissibile: limiti e termini per l’appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili tre ricorsi contro una sentenza della Corte d'Appello di Firenze. La decisione evidenzia come un ricorso inammissibile possa derivare sia da motivi non consentiti dalla legge, come nel caso del concordato in appello, sia dal mancato rispetto dei termini perentori per la presentazione dell'impugnazione. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti da due imputati avverso una sentenza di "concordato in appello". L'ordinanza ribadisce che tale sentenza è impugnabile solo per vizi del consenso o per difformità rispetto all'accordo, escludendo doglianze sui motivi rinunciati. La decisione, basata su giurisprudenza consolidata, sottolinea i rigidi limiti di ammissibilità del ricorso in questi casi.
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Ricorso per cassazione patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale, che elenca tassativamente i motivi per cui è possibile impugnare. Il caso in oggetto dimostra come un ricorso per cassazione patteggiamento basato su motivi diversi da quelli consentiti venga rigettato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione reato stupefacenti: la Cassazione annulla
Due soggetti, condannati in appello per detenzione di circa 458 grammi di marijuana, hanno ottenuto l'annullamento della sentenza dalla Corte di Cassazione. Il motivo risiede nella intervenuta prescrizione del reato stupefacenti, ricalcolata a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che ha modificato retroattivamente il trattamento sanzionatorio per le droghe leggere, rendendolo più favorevole e accorciando di conseguenza i termini per l'estinzione del reato.
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Ricorso per cassazione patteggiamento: i motivi validi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. Il motivo del ricorso, basato sulla mancata verifica delle cause di proscioglimento, non rientra tra i casi tassativamente previsti dalla legge. Questa ordinanza ribadisce i limiti stringenti del ricorso per cassazione patteggiamento, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso 599-bis: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 47788/2023, dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza di concordato in appello. L'ordinanza ribadisce che il ricorso 599-bis è consentito solo per vizi del consenso o difformità della pronuncia, non per contestare la misura della pena concordata, che si considera rinunciata con l'accordo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 47387/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da tre imputati avverso una sentenza di condanna basata su un concordato in appello. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni relative alla motivazione, alla sussistenza di cause di proscioglimento o all'entità della sanzione, salvo il caso di pena palesemente illegale.
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Impugnazione patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47383/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato sosteneva che il giudice avrebbe dovuto proscioglierlo ai sensi dell'art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha chiarito che l'impugnazione del patteggiamento è limitata ai soli casi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tra i quali non rientra la mancata verifica delle cause di proscioglimento. Questa decisione rafforza la stabilità delle sentenze concordate tra le parti.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava la mancata valutazione delle cause di proscioglimento, ma la Suprema Corte ha chiarito che tale motivo non rientra tra quelli, tassativamente indicati dalla legge, per cui è possibile impugnare una sentenza di applicazione della pena su richiesta. Il ricorso patteggiamento ha quindi limiti specifici che non possono essere superati.
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Ricorso per cassazione: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili due ricorsi presentati contro una sentenza di patteggiamento. L'ordinanza chiarisce che il ricorso per cassazione in questi casi è limitato a motivi specifici e non può contestare la valutazione delle prove, la colpevolezza o la comparazione delle circostanze, poiché tali aspetti sono implicitamente accettati con l'accordo sulla pena.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso patteggiamento. L'appello è stato dichiarato inammissibile perché basato su motivi non consentiti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., che elenca tassativamente le ipotesi di impugnazione. La Corte ha ribadito che la presunta mancata verifica delle cause di proscioglimento non rientra tra i motivi validi, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Impugnazione patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 46668/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La Corte ha ribadito che, a seguito della Riforma Orlando (legge n. 103/2017), l'impugnazione patteggiamento è consentita solo per motivi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La contestazione sulla mancata declaratoria di cause di proscioglimento (ex art. 129 c.p.p.) non rientra tra questi motivi, rendendo il ricorso non valido.
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Concordato in appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che aveva precedentemente stipulato un concordato in appello. La Corte chiarisce che tale accordo sulla pena implica una rinuncia ai motivi di impugnazione, precludendo di fatto ogni ulteriore esame del caso nel giudizio di legittimità, anche per questioni rilevabili d'ufficio come la responsabilità e la colpevolezza.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
Un individuo, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha ottenuto una riduzione di pena tramite patteggiamento in appello. Successivamente ha presentato ricorso in Cassazione contestando la colpevolezza e la misura di sicurezza dell'espulsione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo per il patteggiamento in appello comporta la rinuncia alla maggior parte dei motivi di ricorso, salvo vizi specifici legati alla formazione della volontà di accordo.
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Ricorso per saltum: quando si converte in appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ricorso per saltum, proposto dal Procuratore Generale contro una sentenza che aveva escluso la recidiva senza alcuna motivazione, deve essere convertito in appello. La Corte ha chiarito che l'omessa motivazione costituisce un vizio di motivazione e non una violazione di legge, presupposto indispensabile per l'accesso diretto al giudizio di legittimità.
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Calunnia e tenuità del fatto: la Cassazione decide
Un uomo denuncia falsamente il furto della sua auto, accusando le persone a cui l'aveva prestata. La Cassazione ha confermato la condanna per calunnia, escludendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della gravità delle conseguenze per le vittime, sottoposte a lunghe indagini.
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Ricorso cassazione patteggiamento: motivi ammessi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi contro una sentenza di patteggiamento. La decisione ribadisce che il ricorso per cassazione patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., escludendo la mancata verifica delle cause di assoluzione o generiche critiche alla pena concordata.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, poiché basato su un motivo non consentito. L'imputato lamentava la mancata verifica di cause di proscioglimento, ma la legge (art. 448 co. 2-bis c.p.p.) elenca tassativamente i motivi ammessi per un ricorso patteggiamento, escludendo quello sollevato. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sul principio che il ricorso per cassazione patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. I motivi sollevati dal ricorrente, relativi alla mancata verifica delle cause di proscioglimento e alla non applicazione della particolare tenuità del fatto, non rientrano in tale elenco, comportando l'inevitabile inammissibilità e la condanna alle spese.
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