LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 129 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

Pagina 40 di 40

884 provvedimenti

Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un concordato in appello, ha tentato di impugnare la decisione in Cassazione lamentando la mancata assoluzione e vizi di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il concordato in appello limita fortemente le possibilità di un ulteriore ricorso, che è consentito solo per vizi procedurali specifici e non per riesaminare il merito della causa.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 1480/2024, ha ribadito i rigidi limiti all'impugnazione delle sentenze emesse a seguito di un concordato in appello. L'adesione a tale accordo comporta la rinuncia ai motivi di merito, rendendo inammissibile il ricorso basato su presunti errori nella determinazione della pena o sulla mancata valutazione di un proscioglimento. Il ricorso è ammesso solo per vizi procedurali specifici.
Continua »
Ricorso per saltum: quando si converte in appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ricorso per saltum, proposto dal Pubblico Ministero contro una sentenza di non doversi procedere per particolare tenuità del fatto, deve essere convertito in appello se i motivi non riguardano una violazione di legge, ma criticano la valutazione di merito del giudice. Nel caso specifico, le censure sulla logicità della motivazione con cui era stata riconosciuta la tenuità del fatto (resistenza a pubblico ufficiale con fuga pericolosa) sono state ricondotte a un vizio di motivazione, inammissibile per il ricorso immediato in Cassazione.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: quando si estingue?
Un cittadino era stato condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale per aver offeso alcuni funzionari durante un'operazione di sgombero. La Corte di Cassazione, analizzando il ricorso, ha dichiarato il reato estinto per prescrizione, annullando la condanna senza rinvio. La Corte ha chiarito che, non essendo tutti i motivi del ricorso palesemente infondati, è stato possibile dichiarare l'intervenuta causa di estinzione del reato.
Continua »
Patteggiamento: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1201/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. I giudici hanno chiarito che l'accordo tra le parti esonera dall'onere della prova e la sentenza è sufficientemente motivata con una succinta descrizione del fatto e la verifica sulla congruità della pena, rendendo non consentite censure di altro tipo in sede di legittimità.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1189/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da tre imputati avverso una sentenza della Corte di Appello. La decisione si fonda sul fatto che la sentenza impugnata era il risultato di un concordato in appello, un accordo con cui gli imputati avevano accettato la pena rinunciando ai motivi di ricorso sulla responsabilità. La Suprema Corte ha ribadito che tale accordo preclude la possibilità di contestare successivamente la condanna o la pena, salvo il raro caso di illegalità della pena stessa, non riscontrato nella fattispecie.
Continua »
Ricorso inammissibile: gli effetti del concordato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché l'imputato, avendo accettato un "concordato in appello", ha di fatto rinunciato a contestare la propria responsabilità, precludendo così ogni ulteriore esame nel successivo giudizio di legittimità, inclusa la valutazione delle condizioni per un proscioglimento.
Continua »
Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento contro una sentenza del Tribunale di Brescia. Il motivo è che le censure sollevate, relative alla mancata verifica di cause di proscioglimento, non rientrano tra quelle tassativamente previste dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. per l'impugnazione di sentenze di patteggiamento. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »
Ricorso cassazione patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione patteggiamento basato su un'erronea qualificazione giuridica è ammesso solo in presenza di un 'errore manifesto', palese e indiscutibile, non riscontrato nel caso di specie. La decisione conferma i rigidi limiti di impugnazione delle sentenze emesse a seguito di accordo tra le parti.
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce i limiti per l'impugnazione di una sentenza di patteggiamento. Il caso riguardava un ricorso per il reato di evasione, dichiarato inammissibile perché i motivi proposti non rientravano tra quelli consentiti dalla legge. In particolare, il vizio di motivazione e la mancata richiesta della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non costituiscono validi motivi per un ricorso patteggiamento, come specificato dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p.
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
Un soggetto ha impugnato una sentenza di patteggiamento sostenendo la mancata verifica delle cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che i motivi di impugnazione sono tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. e tra questi non rientra quello sollevato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento di una sanzione.
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea come, a seguito della riforma del 2017, i motivi di impugnazione siano tassativamente limitati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La presunta mancata verifica di cause di proscioglimento non rientra tra questi, rendendo il ricorso patteggiamento inammissibile se basato su tale vizio.
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato sosteneva che il giudice avrebbe dovuto assolverlo, ma la Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente previsti dalla legge, tra cui non rientra la mancata rilevazione di cause di proscioglimento.
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 618/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. L'imputato aveva contestato la sentenza per la presunta mancata verifica di cause di proscioglimento. La Corte ha ribadito che i motivi di ricorso avverso una sentenza di patteggiamento sono tassativamente limitati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., e non includono tale doglianza. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La Corte ha chiarito che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è possibile impugnare la decisione lamentando la mancata valutazione di un possibile proscioglimento nel merito, poiché tali motivi si considerano rinunciati. Il ricorso è ammesso solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà delle parti o al consenso del pubblico ministero.
Continua »
Giudicato parziale prescrizione: Cassazione chiarisce
Un automobilista, condannato per resistenza e oltraggio, ricorre in Cassazione chiedendo la declaratoria di prescrizione per un reato connesso. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che il giudicato parziale prescrizione non opera se il motivo d'appello relativo a un capo d'imputazione è inammissibile, consolidando la condanna e precludendo la successiva declaratoria di estinzione del reato.
Continua »
Impugnazione patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione ribadisce che l'impugnazione del patteggiamento è possibile solo per violazioni di legge tassativamente indicate, escludendo censure generiche.
Continua »
Inammissibilità ricorso patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione si basa sulla genericità dei motivi e sul fatto che l'impugnazione, in questi casi, è consentita solo per specifiche violazioni di legge, come previsto dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria, confermando la natura quasi definitiva dell'accordo di patteggiamento.
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 228/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento presentato da due imputati. La Suprema Corte ha ribadito che l'impugnazione di una sentenza di applicazione della pena su richiesta è consentita solo per i motivi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tra i quali non rientra la mancata verifica delle cause di proscioglimento. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso Patteggiamento: Limiti e Inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 227/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. Il motivo del ricorso, basato sulla mancata motivazione per un'eventuale assoluzione, non rientrava tra quelli tassativamente previsti dalla legge (art. 448, comma 2-bis, c.p.p.). Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »