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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

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884 provvedimenti

Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Sottrazione beni pignorati: la vendita è reato?
La Corte di Cassazione ha annullato, ai soli fini civili, una sentenza di assoluzione per il reato di sottrazione beni pignorati. Il caso riguardava la vendita di un immobile gravato da sequestro conservativo. La Corte ha stabilito che la prova della conoscenza del vincolo da parte dell'imputata era palese, avendo ella stessa impugnato il provvedimento di sequestro. Tale condotta, unita alla vendita, rende più difficoltosa la realizzazione del credito e giustifica il rinvio al giudice civile per la valutazione del danno.
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Inammissibilità del ricorso e art. 599-bis: Analisi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso proposto contro una sentenza emessa ai sensi dell'art. 599-bis del codice di procedura penale. L'ordinanza stabilisce che non sono ammissibili motivi legati alla mancata valutazione di un possibile proscioglimento o a vizi nella determinazione della pena, a meno che non si tratti di una sanzione illegale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso patteggiamento inammissibile: limiti e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso patteggiamento inammissibile. L'imputato, condannato per reati legati agli stupefacenti, aveva impugnato la sentenza, ma i motivi addotti non rientravano tra quelli tassativamente previsti dalla legge (art. 448, c. 2-bis c.p.p.), determinando così l'inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione reato: quando è impugnabile la sentenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4002/2024, chiarisce i limiti di impugnazione delle sentenze emesse a seguito di concordato in appello. La Corte ha stabilito che è ammissibile il ricorso per cassazione se si deduce la mancata dichiarazione della prescrizione del reato, maturata prima della pronuncia di appello. Per altri motivi, come la valutazione della colpevolezza, il ricorso è inammissibile. La sentenza affronta il tema della prescrizione reato e della continuazione, annullando parzialmente la condanna per alcuni imputati e confermandola per altri.
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Prescrizione reati: annullata condanna parzialmente
Un automobilista, condannato per rifiuto di sottoporsi all'alcoltest, porto di oggetti atti ad offendere e oltraggio a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la condanna per i primi due capi d'accusa a causa dell'intervenuta prescrizione dei reati, ricalcolando i termini e includendo i periodi di sospensione. Ha invece confermato la condanna per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, rideterminando la pena finale.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea che, in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti, le censure sono limitate e non possono riguardare una rivalutazione del merito. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché i motivi erano generici e non consentiti, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Errore di fatto: quando è inammissibile il ricorso?
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto. I ricorrenti, condannati per ricettazione, contestavano un presunto errore nel calcolo della prescrizione. La Corte ha stabilito che non si trattava di un errore percettivo, ma di un'errata valutazione giuridica, non ammissibile con questo strumento processuale.
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Concordato motivi appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da alcuni imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione d'appello era stata emessa all'esito di un concordato sui motivi di appello, un accordo processuale che, secondo i giudici, implica la rinuncia a presentare ulteriori doglianze in sede di legittimità. L'ordinanza ribadisce che tale rinuncia è superabile solo in caso di applicazione di una pena illegale, circostanza non verificatasi nel caso di specie. I ricorrenti sono stati quindi condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento inammissibile: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per traffico di stupefacenti. I motivi, relativi a vizi di motivazione, non rientrano tra quelli consentiti dall'art. 448, co. 2-bis c.p.p. Questo conferma i rigidi limiti all'impugnazione del ricorso patteggiamento e comporta la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: limiti dopo il patteggiamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto da un imputato condannato con patteggiamento per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che, in caso di accordo tra le parti, l'impugnazione è limitata a casi specifici, escludendo la possibilità di lamentare un'omessa assoluzione. Inoltre, la contestazione sulla qualificazione giuridica del fatto è ammessa solo in presenza di un errore manifesto e palese, non quando richiede un'analisi approfondita non immediatamente evidente dagli atti.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3353/2024, dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento. L'imputato contestava la mancata verifica delle cause di proscioglimento da parte del giudice di merito. La Corte ha ribadito che i motivi di appello contro la sentenza di applicazione della pena su richiesta sono tassativamente previsti dalla legge e non includono tale doglianza, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Atto abnorme: no se il GIP archivia per prescrizione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di archiviazione per abuso d'ufficio. La Corte ha stabilito che la decisione del giudice di archiviare per prescrizione del reato, senza disporre nuove indagini, non costituisce un atto abnorme, in quanto la causa di estinzione del reato rende superflua ogni ulteriore attività investigativa.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento contro una condanna per reati di droga. La sentenza chiarisce che, in base all'art. 448, comma 2-bis c.p.p., non è possibile impugnare una sentenza di patteggiamento lamentando un vizio di motivazione o la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. (proscioglimento). L'appello è stato giudicato generico e al di fuori dei motivi consentiti.
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Estensione impugnazione: limiti per il coimputato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati. Per il primo, un accordo in appello limita la revisione del giudice. Per il secondo, che beneficiava dell'estensione impugnazione, la Corte chiarisce che tale istituto non gli conferisce il diritto di proporre un ricorso autonomo su nuove questioni una volta che il motivo estensibile è venuto meno.
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Prescrizione reato continuato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per detenzione e spaccio di stupefacenti, dichiarando l'estinzione del reato. La decisione si fonda sul principio della prescrizione reato continuato, chiarendo che il termine di prescrizione deve essere calcolato autonomamente per ogni singolo episodio criminoso, a partire dalla data in cui ciascuno è stato commesso, e non dalla cessazione dell'intera condotta.
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Giudicato progressivo: No prescrizione nel rinvio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'imputata che chiedeva la declaratoria di prescrizione per il reato di truffa. La Corte ha applicato il principio del giudicato progressivo, stabilendo che, essendo la responsabilità penale già passata in giudicato, il giudice del rinvio, investito solo della rideterminazione della pena e della confisca, non può dichiarare l'estinzione del reato.
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Ricorso Patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, sottolineando che i motivi di impugnazione sono limitati a quelli tassativamente previsti dalla legge. La presunta mancata verifica delle cause di proscioglimento non rientra tra i motivi validi, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1488/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso patteggiamento presentato da un imputato. L'appello si basava su una richiesta di riqualificazione del reato e su un presunto vizio di motivazione, motivi che non rientrano tra quelli tassativamente previsti dalla legge per l'impugnazione di una sentenza di applicazione della pena su richiesta.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, basato sulla mancata verifica di cause di proscioglimento. La decisione ribadisce che il ricorso patteggiamento è limitato ai soli motivi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., escludendo il vizio dedotto dall'imputato. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea che il ricorso patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente previsti dalla legge, escludendo censure generiche sulla motivazione della pena o sulla mancata assoluzione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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