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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

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Confisca e prescrizione: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una statuizione di confisca relativa a un orologio di lusso, originariamente disposto in un caso di corruzione. Il tema centrale riguarda il rapporto tra confisca e prescrizione: la Suprema Corte ha chiarito che, se il reato si estingue per prescrizione già nel giudizio di primo grado, il giudice non può disporre la confisca del prezzo del reato. Mancando una precedente sentenza di condanna, l'accertamento della responsabilità penale non può avvenire in via incidentale solo per colpire il patrimonio dell'imputato, nel rispetto del principio di economia processuale e del diritto al giusto processo.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di Patteggiamento emessa dal Tribunale. Il ricorrente aveva contestato la mancata verifica di cause di non punibilità e la qualificazione del reato di resistenza a pubblico ufficiale. La Suprema Corte ha stabilito che tali doglianze non rientrano nei limiti tassativi previsti per l'impugnazione dei riti speciali, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: il consenso è irrevocabile
La Corte di Cassazione ha stabilito che il consenso prestato per il patteggiamento è irrevocabile una volta che l'accordo tra le parti è stato raggiunto. Nel caso analizzato, un imputato ha tentato di revocare unilateralmente la propria volontà durante l'udienza, ma i giudici hanno confermato che tale scelta processuale, essendo un negozio giuridico perfezionato, non consente ripensamenti unilaterali.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento. La difesa lamentava la mancata verifica, da parte del giudice di merito, dell'assenza di cause di proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha tuttavia ribadito che, a seguito delle riforme legislative, i motivi per impugnare il patteggiamento sono estremamente limitati e tassativi, escludendo la possibilità di dedurre vizi relativi alla mancata applicazione dell'articolo 129 del codice di procedura penale.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento emessa dal Tribunale. Il ricorrente contestava la mancata verifica, da parte del giudice di merito, dell'insussistenza di cause di proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha ribadito che, in caso di patteggiamento, il ricorso per Cassazione è limitato esclusivamente ai motivi tassativamente indicati dalla legge, tra i quali non rientra la censura relativa alla mancata applicazione dell'articolo 129 del codice di procedura penale.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava un vizio di motivazione, ma la Suprema Corte ha chiarito che, ai sensi dell'art. 448 c.p.p., il ricorso contro il patteggiamento è limitato a motivi tassativi, tra i quali non rientra la carenza motivazionale ordinaria. La sentenza di applicazione della pena richiede infatti solo una motivazione succinta sulla congruità dell'accordo e sulla qualificazione del fatto.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava la mancata verifica delle cause di proscioglimento previste dall'art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha chiarito che, in seguito alle riforme legislative, l'impugnabilità della sentenza di patteggiamento è limitata a casi tassativi. Poiché nel caso di specie esistevano prove evidenti come sequestri e ammissioni, il ricorso è stato ritenuto privo di fondamento e il ricorrente condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Falsa testimonianza: i limiti della non punibilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falsa testimonianza a carico di un soggetto che aveva reso dichiarazioni mendaci durante un processo per rapina. L'imputato invocava la causa di non punibilità prevista dall'art. 384 c.p., sostenendo di aver mentito per il timore di essere coinvolto nel reato, avendo partecipato alla fase ideativa del colpo. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il semplice timore soggettivo o la mera supposizione di un danno non bastano a escludere la colpevolezza, specialmente quando mancano elementi oggettivi di reità a carico del testimone sin dall'inizio delle indagini.
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Patteggiamento: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava un vizio di motivazione riguardo alla mancata verifica dell'insussistenza di cause di proscioglimento previste dall'art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha stabilito che, ai sensi dell'art. 448 comma 2-bis c.p.p., l'impugnabilità della sentenza di patteggiamento è limitata a casi tassativi di violazione di legge, escludendo la possibilità di censurare la motivazione relativa al mancato proscioglimento.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento emessa dal G.U.P. territoriale. Il ricorrente contestava la mancata valutazione delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. e l'errata qualificazione giuridica dei fatti contestati. La Suprema Corte ha ribadito che, a seguito della riforma introdotta dalla Legge 103/2017, il ricorso contro il patteggiamento è limitato a motivi tassativi, tra cui non rientra la generica valutazione del proscioglimento. Inoltre, la riqualificazione del fatto è ammessa solo in presenza di un errore manifesto, non riscontrato nel caso in esame.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità dei ricorsi presentati contro una sentenza di patteggiamento riguardante i reati di omicidio colposo e frode processuale. Gli imputati contestavano la carenza di motivazione in merito alla mancata applicazione del proscioglimento immediato e ai criteri di determinazione della pena. La Suprema Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per Cassazione contro il patteggiamento è limitato a casi tassativi, escludendo la possibilità di sindacare la motivazione sulla colpevolezza, poiché l'accordo tra le parti implica una rinuncia implicita a tali contestazioni.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello per reati di droga. Il ricorrente lamentava la mancanza di motivazione sul proscioglimento immediato, ma la Corte ha stabilito che tale doglianza non è ammessa dopo un accordo sulla pena. Il concordato in appello comporta infatti la rinuncia ai motivi non concordati, rendendo impugnabile la sentenza solo per illegalità della pena o vizi di volontà.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'imputata condannata per il delitto di evasione a seguito di concordato in appello. La ricorrente contestava la mancata valutazione dei presupposti per il proscioglimento immediato ex art. 129 c.p.p. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che, una volta perfezionato il concordato in appello, non è possibile sollevare doglianze su motivi rinunciati o sulla mancata applicazione del proscioglimento d'ufficio, salvo il caso di illegalità della pena. Il ricorso è stato dunque rigettato con condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava la mancata verifica, da parte del giudice di merito, dell'insussistenza di cause di proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha chiarito che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso contro il patteggiamento è limitato a motivi tassativi che non includono la censura relativa all'obbligo di proscioglimento ex art. 129 c.p.p.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo che la mancata verifica delle cause di proscioglimento non rientra tra i motivi di impugnazione tassativamente previsti dalla legge. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente contestava la mancata verifica delle cause di proscioglimento, ma la Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 448 c.p.p., i motivi di impugnazione per il patteggiamento sono tassativi e non includono tale censura.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello per reati legati agli stupefacenti, contestava la validità del proprio consenso. Il ricorrente sosteneva che la sua volontà fosse viziata dalla mancata conoscenza dell'impossibilità di accedere alle sanzioni sostitutive. La Suprema Corte ha stabilito che la semplice ignoranza delle conseguenze giuridiche derivanti da una scelta processuale non configura un vizio della volontà, confermando la definitività dell'accordo sulla pena.
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Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il ricorrente lamentava la mancanza di motivazione circa l'assenza di cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che il concordato in appello limita i motivi di impugnazione, escludendo doglianze sulla valutazione dei presupposti di proscioglimento o sulla misura della pena, a meno che quest'ultima non sia illegale. L'inammissibilità ha comportato anche la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Simulazione di reato e rinnovo prove in appello
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato in appello per simulazione di reato dopo un'iniziale assoluzione. Il ribaltamento della sentenza era avvenuto senza la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, necessaria per rivalutare le testimonianze. La Suprema Corte ha stabilito che, qualora il giudice d'appello intenda riformare un'assoluzione basandosi su una diversa interpretazione delle prove orali, deve obbligatoriamente risentire i testimoni. Tuttavia, essendo decorso il termine massimo di prescrizione, la condanna è stata annullata senza rinvio.
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Patteggiamento: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Il ricorrente lamentava la mancata valutazione delle cause di proscioglimento e la mancata conversione della pena detentiva in pecuniaria. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di patteggiamento, l'impugnabilità è limitata per legge a vizi tassativi, escludendo la possibilità di dedurre violazioni generiche relative all'art. 129 c.p.p. o benefici non inclusi nell'accordo originale tra le parti.
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