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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

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Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati condannati per reati legati agli stupefacenti a seguito di patteggiamento. I ricorrenti contestavano la mancata verifica delle cause di proscioglimento previste dall'art. 129 c.p.p. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che, in caso di patteggiamento, l'impugnabilità è limitata esclusivamente alle ipotesi tassative indicate dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., rendendo non deducibile il vizio di mancata assoluzione nel merito.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello, contestava l'illegalità della pena e l'omessa motivazione sul proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena comporta una rinuncia ai motivi di gravame che limita la cognizione del giudice e produce effetti preclusivi su tutto il procedimento, impedendo nuove contestazioni in sede di legittimità.
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Impugnabilità patteggiamento: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti. Il ricorrente contestava il mancato proscioglimento immediato, lamentando un vizio di motivazione circa la sussistenza di prove a suo carico per reati legati agli stupefacenti. La Suprema Corte ha ribadito che l'**impugnabilità patteggiamento** è soggetta a limiti rigorosi stabiliti dal codice di procedura penale, i quali escludono la possibilità di ricorrere per vizi di motivazione riguardanti il merito della responsabilità penale o l'assenza di cause di proscioglimento.
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Concordato in appello e limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'omessa valutazione delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. dopo aver stipulato un concordato in appello. La Suprema Corte ha stabilito che il concordato in appello produce effetti preclusivi che limitano la cognizione del giudice di secondo grado e si estendono al giudizio di legittimità, rendendo non più proponibili questioni oggetto di rinuncia implicita o esplicita legata all'accordo sulla pena.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'omessa motivazione circa le cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. in una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di gravame, precludendo ulteriori contestazioni anche in sede di legittimità.
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Patteggiamento: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento emessa dal Tribunale di Alessandria. Il ricorrente lamentava un vizio di motivazione riguardante l'obbligo di proscioglimento immediato previsto dall'art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di patteggiamento, l'impugnabilità è limitata esclusivamente alle ipotesi di violazione di legge tassativamente indicate dall'art. 448 c.p.p., escludendo la possibilità di sindacare la motivazione sulla mancata assoluzione.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava un vizio di motivazione, sostenendo che il giudice non avesse approfondito la sussistenza di elementi per un proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di patteggiamento, l'impugnazione è limitata a casi tassativi di violazione di legge, escludendo la possibilità di contestare la motivazione sulla ricostruzione dei fatti.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione del proscioglimento immediato e contestava il calcolo della pena. La Suprema Corte ha chiarito che, dopo la riforma del 2017, il ricorso contro il patteggiamento è limitato a casi tassativi, come vizi della volontà o illegalità della pena, escludendo censure generiche sulla motivazione o sul merito della decisione.
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Patteggiamento: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento relativa a reati in materia di stupefacenti. Il ricorrente contestava la motivazione del giudice in merito alla mancata assoluzione e alla congruità della pena. La Suprema Corte ha chiarito che, nel rito del patteggiamento, i motivi di ricorso sono limitati per legge e non possono riguardare vizi generici della motivazione o valutazioni sul merito della sanzione concordata.
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Responsabilità amministrativa enti: guida al patteggiamento
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di diverse società in merito alla responsabilità amministrativa enti derivante da reati di corruzione e frode fiscale. I giudici hanno stabilito che l'accordo raggiunto in sede di patteggiamento sulla confisca è vincolante e non può essere contestato nel merito, salvo casi di pena illegale. È stata inoltre confermata l'incompatibilità del legale rappresentante che sia contemporaneamente imputato del reato presupposto, invalidando la nomina del difensore. Infine, la Corte ha ribadito l'autonomia della responsabilità dell'ente anche in caso di assoluzione della persona fisica per mancata identificazione dell'autore, purché il reato sia stato effettivamente commesso.
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Ricorso straordinario: errore nel calcolo della pena
La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente un ricorso straordinario presentato per correggere un errore materiale nel calcolo della pena residua. Inizialmente, la Corte aveva dichiarato la prescrizione di diversi reati, ma aveva ridotto la sanzione finale basandosi su una lettura errata degli aumenti per la continuazione applicati nei gradi precedenti. La decisione chiarisce che l'errore di percezione sugli atti processuali legittima la revoca parziale della sentenza per rideterminare correttamente la durata della detenzione, pur confermando l'inammissibilità degli altri motivi di ricorso non specifici o non sollevati in appello.
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Concordato in appello e rinuncia ai motivi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato a carico di un amministratore di sostegno che aveva sottratto ingenti somme di denaro e beni mobili al soggetto amministrato. Nonostante la difesa avesse tentato di far valere una sentenza civile favorevole come prova decisiva, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La decisione si fonda sulla natura del concordato in appello: avendo le parti concordato la pena e rinunciato ai motivi di gravame, non è possibile riproporre in sede di legittimità questioni di merito precedentemente abbandonate.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo che i motivi di impugnazione sono limitati dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p. Il ricorrente lamentava la mancanza di motivazione circa l'omesso proscioglimento ex art. 129 c.p.p., ma la Corte ha chiarito che il vizio di motivazione non rientra tra i casi tassativi di ricorso previsti per il patteggiamento. La natura dell'accordo esonera l'accusa dall'onere probatorio, rendendo sufficiente una motivazione sintetica basata sulla congruità della pena e sulla descrizione del fatto.
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Istigazione alla corruzione: i limiti dell’assoluzione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione relativa a un caso di istigazione alla corruzione. La vicenda riguardava il tentativo di ottenere informazioni riservate su indagini penali tramite l'offerta di utilità a un pubblico ufficiale. La Suprema Corte ha censurato la decisione del giudice d'appello per non aver motivato adeguatamente il ribaltamento della condanna di primo grado, ignorando prove fondamentali come le intercettazioni ambientali. Mentre per il mandante il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, per gli altri soggetti coinvolti è stato disposto un nuovo giudizio.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due soggetti contro una sentenza di patteggiamento. I ricorrenti lamentavano la violazione di legge per la mancata verifica delle cause di proscioglimento immediato previste dall'art. 129 c.p.p. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 448 comma 2-bis c.p.p., il ricorso contro il patteggiamento è limitato a ipotesi tassative che non includono la generica mancata verifica del proscioglimento. Di conseguenza, i ricorsi sono stati rigettati con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava la violazione di legge per la mancata verifica delle cause di proscioglimento immediato previste dall'articolo 129 c.p.p. La Suprema Corte ha chiarito che, a seguito delle riforme legislative, i motivi di impugnazione contro il patteggiamento sono tassativi e non includono la generica doglianza sulla mancata verifica dell'insussistenza di cause di proscioglimento, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: limiti alle sanzioni sostitutive
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena tramite patteggiamento per reati legati agli stupefacenti, contestava il mancato proscioglimento e l'omessa applicazione delle sanzioni sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice non può applicare d'ufficio le sanzioni sostitutive se queste non sono state oggetto dell'accordo tra le parti, specialmente quando la riforma era già in vigore al momento della proposta di pena.
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Patteggiamento e confisca: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una sentenza di patteggiamento riguardante diversi imputati accusati di vari reati, tra cui associazione a delinquere e riciclaggio. Il fulcro della decisione riguarda l'applicazione di misure di confisca non concordate tra le parti e prive di adeguata motivazione da parte del Giudice per le indagini preliminari. La Corte ha chiarito che, se la confisca non è oggetto dell'accordo di patteggiamento, il giudice ha l'obbligo di motivare rigorosamente la natura della misura e il rapporto di pertinenzialità tra i beni e il reato. Inoltre, è stata eliminata una pena accessoria di interdizione dai pubblici uffici applicata illegalmente, poiché la pena base era inferiore ai tre anni.
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Concordato in appello: limiti alla motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'omessa motivazione in una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Suprema Corte ha ribadito che, quando le parti raggiungono un accordo sulla pena, il giudice non ha l'obbligo di motivare il mancato proscioglimento d'ufficio o l'assenza di nullità, poiché la rinuncia ai motivi d'appello limita la cognizione del tribunale ai soli punti concordati. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento relativa al reato di evasione. Il ricorrente aveva contestato genericamente la qualificazione giuridica del fatto e la mancata applicazione di cause di non punibilità. La Suprema Corte ha rilevato che, in caso di patteggiamento, i motivi di ricorso sono limitati per legge e non possono riguardare vizi generici o di merito già definiti dall'accordo tra le parti. La decisione è stata assunta con procedura semplificata, comportando la condanna del ricorrente al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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