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Controricorrente — Anno 2023

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864 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Prescrizione lettori universitari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione per le differenze retributive degli ex lettori universitari decorre non dalla cessazione del rapporto, ma dall'entrata in vigore della normativa che ha definito il loro diritto. Nel caso esaminato, un ex lettore aveva citato in giudizio un'università per ottenere un trattamento economico superiore. La Corte d'Appello aveva applicato la prescrizione quinquennale a ritroso dalla data delle dimissioni. La Cassazione, accogliendo il ricorso su questo punto, ha chiarito che il diritto non poteva essere esercitato prima della nuova legge, annullando così la precedente decorrenza della prescrizione per i lettori universitari.
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Segnalazione Centrale Rischi: il danno non è automatico
Una cittadina ha citato in giudizio un istituto di credito per un'illegittima segnalazione alla Centrale Rischi. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento per mancanza di prove concrete del danno. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato questa decisione, ribadendo un principio fondamentale: il danno derivante da una Segnalazione Centrale Rischi non è mai automatico o presunto ('in re ipsa'), ma deve essere specificamente allegato e dimostrato da chi lo subisce. L'appello della cittadina è stato quindi respinto perché considerato un tentativo di riesaminare nel merito i fatti, attività non consentita in sede di legittimità.
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Silenzio-rifiuto: istanza di rimborso fiscale generica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30238/2023, ha stabilito che un'istanza di rimborso fiscale priva della quantificazione degli importi e degli estremi di versamento è inidonea a formare il silenzio-rifiuto. Di conseguenza, l'eventuale azione legale del contribuente è inammissibile. Il caso riguardava la richiesta di rimborso IRPEF di un pensionato, ma la Corte, pur dichiarando la cessazione della materia del contendere per rinuncia, ha chiarito questo importante principio procedurale decidendo sulle spese secondo la soccombenza virtuale.
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Definizione agevolata canoni demaniali: la Cassazione
Una società di gestione balneare contesta l'aumento dei canoni demaniali. La controversia verte sulla corretta modalità di calcolo per la definizione agevolata prevista dalla legge. La Cassazione dichiara il ricorso dell'ente pubblico inammissibile per difetto di interesse sopravvenuto, a seguito di una nuova normativa che ha permesso alla società di sanare la propria posizione, rendendo di fatto inutile la prosecuzione del giudizio.
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Estinzione giudizio tributario: il caso di definizione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario relativo a sanzioni antiriciclaggio. La decisione deriva dalla richiesta di definizione agevolata presentata dalla contribuente e dal successivo pagamento. L'Amministrazione Finanziaria non ha negato la definizione entro i termini, portando alla cessazione della materia del contendere e alla conseguente conclusione del processo.
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Responsabilità amministratori: doveri e sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30233/2023, ha confermato la sanzione irrogata dalla CONSOB a un amministratore senza deleghe di un istituto di credito. La decisione ribadisce la piena responsabilità degli amministratori non esecutivi, i quali hanno il dovere di agire informati, ovvero di attivarsi per vigilare sulla gestione, specialmente in relazione a operazioni strategiche e sistemiche. L'ignoranza dei fatti non costituisce una scusante quando deriva dalla violazione di questo preciso obbligo di vigilanza attiva.
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Prescrizione crediti lavoro: quando decorre il termine?
Un lavoratore ha richiesto differenze retributive per mansioni superiori. La società ha eccepito la prescrizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a seguito delle riforme dal 2012, il rapporto di lavoro non è più considerato stabile. Pertanto, la prescrizione dei crediti lavoro decorre solo dalla cessazione del rapporto, per tutelare il lavoratore dal timore di ritorsioni. Il ricorso dell'azienda è stato respinto.
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Prescrizione crediti lavoro: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30193/2023, ha stabilito che la prescrizione crediti lavoro, come le differenze retributive, non decorre in costanza di rapporto. A seguito delle riforme del 2012 e 2015, il lavoro a tempo indeterminato non gode più di un regime di stabilità reale, pertanto il termine di prescrizione inizia a correre solo dalla cessazione del rapporto per tutelare il lavoratore dal timore di ritorsioni. La Corte ha così rigettato il ricorso di un'azienda, confermando il diritto di un dipendente a ricevere le differenze retributive maturate dal 2007.
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Definizione agevolata liti: processo estinto
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario riguardante l'accertamento di un maggior reddito IRPEF a carico di una socia di una società a ristretta base. La decisione segue l'adesione della contribuente alla definizione agevolata delle liti pendenti, con la presentazione della domanda e il pagamento della prima rata. La Corte ha applicato la normativa specifica che impone l'estinzione in tali casi, chiarendo anche che le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Notifica a società cancellata: il caso in Cassazione
Una società ottiene un rimborso IRAP ma viene cancellata dal registro imprese durante il contenzioso. L'Agenzia delle Entrate appella notificando l'atto alla società ormai estinta, e l'appello viene dichiarato inammissibile. In Cassazione, la Corte rileva la mancanza di atti processuali fondamentali (i verbali d'udienza) e, prima di decidere sulla corretta procedura di notifica a società cancellata, rinvia la causa ordinando l'acquisizione dei documenti mancanti.
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Trattenimento stranieri: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la convalida di un decreto di trattenimento. Il ricorso era basato su argomentazioni relative alla proroga del trattenimento, mentre il caso concreto riguardava un nuovo e autonomo provvedimento restrittivo emesso a seguito di un nuovo decreto di espulsione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso devono essere aderenti alla situazione di fatto accertata, rendendo le doglianze sul tema della proroga non pertinenti e quindi inammissibili per il caso di un nuovo provvedimento di trattenimento stranieri.
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Revoca finanziamento pubblico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di un finanziamento pubblico concesso a una società. La decisione si fonda su gravi irregolarità, tra cui la rendicontazione di spese da una società collegata attraverso una fattura con data alterata e la mancata adozione di un sistema di contabilità separata. La Corte ha ritenuto che queste inadempienze, violando il principio di sostanza e le norme del bando, giustificassero pienamente il provvedimento di revoca, poiché impedivano la corretta verifica dell'impiego dei fondi e compromettevano il raggiungimento degli obiettivi del progetto finanziato.
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Onere della prova nel lavoro: la badante deve provare
Una lavoratrice domestica ha citato in giudizio il nipote della persona assistita per ottenere differenze retributive, sostenendo che fosse il suo datore di lavoro o erede. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il motivo principale è che la lavoratrice non ha soddisfatto l'onere della prova, non riuscendo a dimostrare che il convenuto fosse effettivamente il soggetto obbligato al pagamento, al di là della semplice prestazione lavorativa.
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Notificazione ricorso: errore? La Cassazione ordina
Una società, in qualità di custode giudiziario, ha proposto ricorso in Cassazione per ottenere un compenso maggiore. Tuttavia, ha commesso un errore nella notificazione del ricorso, non notificandolo alla Procura della Repubblica, parte necessaria del processo. La Corte di Cassazione, anziché dichiarare inammissibile il ricorso, ha ordinato alla società di sanare il vizio entro 60 giorni, garantendo così il diritto di difesa di tutte le parti.
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Giudizio di ottemperanza: vietato il bis per lo stesso
Un contribuente, dopo la chiusura di un primo procedimento di esecuzione forzata, ne ha avviato un secondo per ottenere il pagamento di un rimborso fiscale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile questa seconda azione, stabilendo che un giudizio di ottemperanza non può essere ripetuto per lo stesso titolo esecutivo, in applicazione del principio del 'ne bis in idem'. La conclusione del primo procedimento esaurisce la possibilità di agire nuovamente.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario relativo a un rimborso IRPEF. La causa, giunta in Cassazione dopo due sentenze favorevoli al contribuente, si è conclusa non con una decisione di merito, ma a seguito della richiesta di definizione agevolata della controversia presentata dall'Amministrazione Finanziaria, che ha saldato la pendenza secondo la normativa vigente.
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Trasferimento ramo d’azienda: quando è legittimo?
Un gruppo di dipendenti ha contestato la cessione del loro contratto di lavoro da una società di telecomunicazioni a una di servizi tecnologici, considerandola un illegittimo trasferimento ramo d'azienda. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che la valutazione dell'autonomia funzionale e della preesistenza del ramo ceduto è un accertamento di fatto riservato ai giudici dei gradi inferiori, non riesaminabile in sede di legittimità se non per vizi specifici. La decisione è stata ritenuta ben motivata e coerente con la normativa vigente.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Un lavoratore ha citato in giudizio un'azienda di trasporti per ottenere il riconoscimento del periodo di apprendistato ai fini dell'anzianità di servizio. L'azienda si è difesa sostenendo che il diritto fosse estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione crediti di lavoro rimane sospesa per tutta la durata del rapporto, in quanto anche dopo le riforme del 2012 e 2015 il lavoratore non gode di una stabilità reale che lo metta al riparo dal timore di ritorsioni. Di conseguenza, il diritto del lavoratore è stato pienamente riconosciuto.
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Licenza NCC e accesso ZTL: la Cassazione chiarisce
Un consorzio di servizi di trasporto privato ha ricevuto sanzioni per accesso non autorizzato a zone a traffico limitato (ZTL). La società ha contestato le multe, sostenendo di avere diritto al transito grazie alla sua attività. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la validità della licenza NCC deve essere verificata al momento esatto dell'infrazione. Nel caso specifico, la licenza non solo è stata rilasciata mesi dopo i fatti, ma era anche intestata a un soggetto diverso dal consorzio. La Corte ha inoltre rigettato le eccezioni procedurali relative alla firma e alla delega del viceprefetto.
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Estinzione processo: rinuncia al ricorso in Cassazione
In un caso di differenze retributive, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte della parte ricorrente, accettata dalla controparte. La Corte ha chiarito che in caso di estinzione del processo non sono dovute né le spese legali né il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
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