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Controricorrente — Anno 2025

5384 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Fondo di Garanzia TFR: quando non interviene?
Un lavoratore, a seguito del trasferimento della sua azienda ad un nuovo datore di lavoro, chiedeva l'intervento del Fondo di Garanzia TFR gestito dall'INPS per il TFR maturato con la vecchia società, divenuta insolvente solo dopo la cessione. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il Fondo non interviene se il rapporto di lavoro prosegue con un'azienda cessionaria solvibile. Il credito per TFR, infatti, non era ancora esigibile al momento dell'insolvenza del cedente, e gli accordi privati tra le aziende non possono vincolare l'ente previdenziale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di cassazione
Una lavoratrice, dopo aver perso in appello una causa contro l'Ente Previdenziale per il pagamento del TFR a seguito di un trasferimento d'azienda, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, decide per la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del giudizio. Le spese legali vengono compensate tra le parti a causa della particolare complessità delle questioni legali trattate, chiarite solo da successiva giurisprudenza.
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Rinvio a nuovo ruolo: udienza non notificata
La Corte di Cassazione ha ordinato il rinvio a nuovo ruolo di un ricorso a causa di un vizio procedurale. L'avviso di fissazione dell'udienza non era stato comunicato alle parti nei termini di legge, e queste non vi avevano rinunciato. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei termini processuali per la tutela del diritto di difesa.
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Giurisdizione Corte dei Conti: pensione e lavoro nullo
Un lavoratore, il cui rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione è stato dichiarato nullo dopo vent'anni, si è visto sospendere la pensione dall'Ente Previdenziale. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha confermato la giurisdizione della Corte dei Conti per decidere sul suo diritto alla pensione. La decisione si fonda sul principio del 'petitum sostanziale': la controversia riguarda il diritto a una pensione pubblica, basata sui contributi effettivamente versati, e non la validità del rapporto di lavoro originario.
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Giurisdizione Corte dei conti: il ruolo del privato
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha confermato la giurisdizione della Corte dei conti nei confronti di un professionista privato. Sebbene incaricato da una società privata, il suo operato è risultato indispensabile per l'ottenimento illecito di fondi pubblici, creando così un "rapporto di servizio di fatto" con la Pubblica Amministrazione e giustificando la sua responsabilità per danno erariale. Il criterio decisivo, secondo la Corte, non è la natura del soggetto ma la sua funzione nella gestione di denaro pubblico.
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Valutazione delle prove: limiti del ricorso in Cassazione
Un acquirente cita in giudizio un notaio per negligenza a seguito di un acquisto immobiliare basato su una procura falsa, ma la sua richiesta di risarcimento viene respinta per mancanza di prova del danno. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'acquirente, ribadendo che non è possibile contestare in sede di legittimità la valutazione delle prove effettuata dal giudice di merito, ma solo denunciare specifiche violazioni di legge. L'inammissibilità del ricorso comporta pesanti condanne economiche per il ricorrente.
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Errore materiale: la Cassazione corregge le spese legali
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di errore materiale su una propria precedente ordinanza. Aveva erroneamente omesso di condannare la parte soccombente al pagamento delle spese legali in favore dei controricorrenti, nonostante questi avessero svolto piena attività difensiva. La Corte accoglie l'istanza, modifica la precedente decisione e liquida le spese secondo il principio della soccombenza.
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Violazioni formali: la Cassazione rinvia la decisione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su una sanzione per omessa trasmissione telematica di una dichiarazione d'intento. La questione centrale riguarda la qualificazione dell'inadempimento come una delle violazioni formali, non punibile, o sostanziale. Il rinvio è stato causato dalla necessità di chiarire se la contribuente avesse già estinto la lite tramite una definizione agevolata, avendo prodotto prove di pagamento non chiaramente collegate al contenzioso in atto.
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Esterovestizione: la Cassazione sui criteri di prova
L'Agenzia delle Entrate ha accusato una società con sede all'estero di esterovestizione, sostenendo che la sua gestione effettiva fosse in Italia. Dopo due decisioni favorevoli alla società nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia. La Corte ha chiarito che, sebbene le prove provenienti da procedimenti penali (come le intercettazioni) siano ammissibili, l'amministrazione finanziaria deve fornire prove concrete e sufficienti per dimostrare che la direzione effettiva della società si trovi in Italia, un onere che in questo caso non è stato soddisfatto.
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Sentenza penale assolutoria e contenzioso tributario
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso un giudizio fiscale in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite. Il caso verte sulla rilevanza di una sentenza penale assolutoria, ottenuta dal legale rappresentante di una società per l'accusa di utilizzo di fatture inesistenti, nel parallelo contenzioso con l'Amministrazione Finanziaria. La decisione di rinvio mira a garantire l'uniformità interpretativa su questa complessa questione.
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Eccezione di prescrizione: come formularla in giudizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che per sollevare una valida eccezione di prescrizione è sufficiente manifestare in modo inequivocabile la volontà di avvalersi dell'estinzione del diritto per il decorso del tempo. Non è necessario specificare il termine esatto (es. decennale) o il momento iniziale. La Corte ha ritenuto sufficiente la dicitura "ampia prescrizione" usata da un locatore per limitare la richiesta di restituzione di canoni versati in eccesso, confermando la decisione della Corte d'Appello e dichiarando inammissibile il ricorso del conduttore.
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Azione surrogatoria in Cassazione: i limiti di ammissibilità
Un creditore, il cui debitore (una società in liquidazione giudiziale) non aveva impugnato una sentenza sfavorevole, ha proposto ricorso direttamente in Corte di Cassazione tramite un'azione surrogatoria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'azione surrogatoria in Cassazione non può essere esercitata per la prima volta in quella sede, in quanto richiede accertamenti di fatto preclusi al giudice di legittimità.
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Risarcimento Danno Volo: non basta la cancellazione
Un passeggero ha citato in giudizio una compagnia aerea per la cancellazione di un volo, chiedendo il rimborso del biglietto e un ulteriore risarcimento danno. I giudici hanno concesso solo il rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso del passeggero perché non aveva adeguatamente provato né argomentato in appello la richiesta di danni aggiuntivi, rendendo la sua pretesa infondata.
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Titolarità del credito: no al trasferimento se c’è accordo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che un accordo transattivo stipulato da una società di factoring per recuperare un credito non ne trasferisce automaticamente la titolarità. Di conseguenza, la società cedente originaria rimane obbligata al pagamento in caso di inadempimento del debitore. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda che sosteneva la perdita della titolarità del credito da parte del factor, confermando la validità dell'azione di recupero.
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Conciliazione obbligatoria: a chi spetta l’onere?
Una società fornitrice di energia, dopo aver ottenuto un decreto ingiuntivo, si è vista revocare il provvedimento per il mancato avvio della procedura di conciliazione obbligatoria. Il Tribunale aveva concesso un termine ad entrambe le parti per attivarsi, ma nessuna lo ha fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società fornitrice, non perché ha stabilito in via generale su chi gravi l'onere, ma perché il motivo di ricorso non contestava specificamente la ragione della decisione d'appello, basata sull'inerzia di entrambe le parti.
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Bolletta acqua: obblighi del cliente e prescrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società idrica contro un cliente che aveva contestato una maxi bolletta acqua per consumi pluriennali. La Corte ha stabilito che l'autolettura del contatore è una facoltà e non un obbligo per l'utente, e che la responsabilità della lettura periodica è del gestore. Di conseguenza, il credito per i consumi risalenti a oltre cinque anni prima era prescritto e la pretesa di pagamento è stata annullata.
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Rimborso accise energia: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una compagnia energetica, confermando il suo obbligo di restituire le somme versate da un'azienda cliente a titolo di addizionale sulle accise sull'energia elettrica. La decisione si fonda sulla recente dichiarazione di incostituzionalità della norma impositiva, che ha reso il pagamento un indebito oggettivo. La Corte ha stabilito che, a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale, il presupposto per l'imposta è venuto meno retroattivamente, giustificando la richiesta di rimborso accise energia.
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Trasferimento illegittimo: il giudicato esterno decide
Una lavoratrice contesta il trasferimento da una sede all'altra, giustificato dall'azienda con ragioni organizzative. La Corte di Cassazione ha dichiarato il trasferimento illegittimo applicando il principio del "giudicato esterno": una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti, riguardante il licenziamento della dipendente, aveva già accertato l'illegittimità dello stesso trasferimento. Questa decisione è diventata vincolante, portando all'annullamento della sentenza d'appello e al rinvio del caso per una nuova valutazione basata su questo punto fermo.
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Sentenza a non iudice: nullità o inesistenza?
Un debitore si opponeva a un'esecuzione forzata sostenendo l'inesistenza della sentenza posta a base del precetto, in quanto emessa da un giudice onorario che aveva già cessato le sue funzioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la cosiddetta 'sentenza a non iudice' non è giuridicamente inesistente, ma affetta da un vizio di nullità relativo alla costituzione del giudice. Tale nullità deve essere fatta valere attraverso i normali mezzi di impugnazione, come l'appello, e non può essere dedotta per la prima volta in sede di opposizione all'esecuzione.
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Decadenza impugnazione somministrazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34898/2025, ha stabilito che in caso di successione di contratti di somministrazione a termine, la decadenza dell'impugnazione va calcolata singolarmente per ciascun contratto. L'impugnazione dell'ultimo contratto non estende i suoi effetti ai precedenti, per i quali il termine decorre dalla rispettiva scadenza. Il caso riguardava una lavoratrice che, avendo impugnato solo l'ultimo di una serie di contratti, si è vista rigettare la domanda di accertamento dell'illegittimità dei rapporti precedenti per intervenuta decadenza. La Corte ha confermato la decisione, precisando che non esiste un unico rapporto continuativo fino all'accertamento giudiziale dell'illegittimità.
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