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Controricorrente — Anno 2023

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864 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Licenziamento disciplinare: motivazione e tutele
Un lavoratore, licenziato per motivi disciplinari, otteneva in Appello la dichiarazione di illegittimità del recesso ma solo un'indennità economica. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, ritenendo la motivazione del giudice d'Appello 'apparente'. Il giudice, infatti, non aveva spiegato perché la condotta del lavoratore non rientrasse tra quelle punibili con una sanzione conservativa (meno grave del licenziamento) prevista dal contratto collettivo, un'analisi necessaria per escludere la reintegrazione nel posto di lavoro. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Efficacia del giudicato e sanzioni: il caso risolto
La Cassazione ha annullato una sanzione per abuso di informazioni privilegiate emessa da un'autorità di vigilanza contro un operatore finanziario. La decisione si fonda sull'efficacia del giudicato favorevole ottenuto precedentemente dalla società, coobbligata in solido, per gli stessi fatti. La Corte ha stabilito che la sentenza di annullamento, basata sulla mancanza di prova della condotta illecita dell'operatore, poteva essere estesa a suo vantaggio, determinando l'annullamento della sanzione personale.
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Prova indiziaria: Cassazione su abuso di informazioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32829/2023, ha annullato una decisione della Corte d'Appello in un caso di abuso di informazioni privilegiate. La Corte ha stabilito che la prova indiziaria, basata su un insieme di elementi gravi, precisi e concordanti, è lo strumento principale per accertare tale illecito. La Cassazione ha respinto la tesi secondo cui una presunzione non può basarsi su un'altra presunzione (divieto di 'praesumptio de praesumpto'), affermando che la valutazione degli indizi deve essere complessiva e sintetica, non frammentata.
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Strada privata ad uso pubblico: limiti al passaggio
Una società costruttrice, dopo aver edificato delle villette, si è vista negare l'accesso a una strada privata adiacente, poiché i proprietari di quest'ultima hanno ripristinato una recinzione. La società ha agito in giudizio sostenendo il suo diritto di passo, basato sul fatto che la strada fosse soggetta a uso pubblico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che una servitù di passaggio per uso pubblico su una strada privata non conferisce automaticamente ai proprietari dei fondi confinanti il diritto di creare nuovi e diretti accessi. Questo tipo di utilizzo è considerato più intenso e diverso dal semplice transito consentito alla collettività.
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Responsabilità liquidatore: no iscrizione a ruolo necessaria
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 32790/2023, ha stabilito un principio fondamentale sulla responsabilità liquidatore di società. Un liquidatore aveva saldato i creditori chirografari ignorando i debiti IVA e le ritenute alla fonte dovute all'Erario, risultanti dalla dichiarazione fiscale. La Corte ha chiarito che l'Amministrazione Finanziaria può agire direttamente contro il liquidatore negligente senza la necessità di una preventiva iscrizione a ruolo del debito della società. La responsabilità del liquidatore è infatti personale, di natura civilistica e non tributaria, derivante dalla violazione dei suoi doveri, e il debito societario ne è solo il presupposto fattuale.
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Contributi statali enti locali: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione chiarisce il metodo di calcolo per i contributi statali enti locali destinati a compensare i minori introiti ICI. La sentenza stabilisce che le perdite di gettito già compensate negli anni precedenti non possono essere ricalcolate per raggiungere le soglie di accesso al contributo. Si deve tener conto solo delle nuove perdite o di quelle non compensate, affermando la prevalenza della legge sulla prassi amministrativa.
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Interessi indennità occupazione: da quando decorrono?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32763/2023, ha stabilito che gli interessi sull'indennità di occupazione di un immobile, dovuta ai sensi dell'art. 1591 c.c., decorrono dalla data della domanda giudiziale e non dalle singole scadenze dei canoni. La Corte ha accolto il ricorso del conduttore su questo punto, cassando la sentenza d'appello che aveva stabilito una decorrenza diversa.
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Radiazione medico: Cassazione rinvia per vizio notifica
Un medico, radiato dall'albo per aver diffuso informazioni considerate anti-scientifiche sulle vaccinazioni, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, prima di valutare il merito, ha rilevato un vizio nella notifica dell'atto al Pubblico Ministero. Di conseguenza, ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha ordinato la rinnovazione della notifica, rinviando la decisione sulla legittimità della radiazione medico.
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Appello incidentale: notifica al contumace essenziale
La Corte di Cassazione, con ordinanza, affronta il tema dell'appello incidentale. Un ricorso congiunto di un imprenditore e della sua società viene deciso in modo divergente: inammissibile per tardività quello dell'imprenditore, accolto quello della società. La Corte chiarisce che l'appello incidentale che aggrava la posizione di una parte contumace in appello deve essere a questa notificato. In assenza di notifica, la sentenza d'appello è viziata per violazione del contraddittorio e va cassata nella parte relativa alla condanna della società.
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Criteri di scelta CIGS: l’accordo deve essere chiaro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32725/2023, ha confermato l'illegittimità della sospensione di un lavoratore in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) a causa della genericità dei criteri di scelta previsti nell'accordo sindacale. La Suprema Corte ha sottolineato che l'accordo deve definire con precisione e chiarezza le modalità di rotazione e i parametri di selezione, non potendo basarsi su concetti vaghi come la 'fungibilità' non meglio specificata. Il ricorso dell'azienda è stato respinto poiché non aveva contestato in modo specifico le statuizioni dei giudici di merito su tale indeterminatezza.
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Borsa di studio medici: il diritto anche per corsi non in elenco
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alla borsa di studio per medici specializzandi iscritti a corsi post 1991/1992, anche se non formalmente inclusi negli elenchi ministeriali dell'epoca. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ribadendo che il giudice può valutare l'equipollenza di un corso di specializzazione a quelli previsti dalla normativa comunitaria. La decisione consolida il principio che il mancato inserimento formale di una scuola in un elenco non osta al riconoscimento del trattamento economico, se sussiste un'analogia sostanziale con altre specializzazioni riconosciute in ambito UE.
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Correzione errore materiale: come funziona in Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in un suo precedente provvedimento. L'errore consisteva nell'omissione di una delle parti controricorrenti e della mancata statuizione sulla distrazione delle spese in favore del legale antistatario. La Corte ha chiarito che, anche su semplice istanza di parte, può attivare d'ufficio il procedimento di correzione previsto dall'art. 391-bis c.p.c., sanando le omissioni per garantire la corretta attribuzione dei diritti processuali.
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Poteri del Condominio di Gestione: la Cassazione
Un proprietario impugna una delibera per lavori straordinari, sostenendo la mancanza di poteri del 'condominio di gestione' in ambito di edilizia cooperativa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il condominio di gestione è pienamente legittimato a deliberare sia sull'amministrazione ordinaria che su quella straordinaria, senza distinzioni, fino al riscatto totale del mutuo dell'edificio.
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Prova presuntiva: una e-mail basta per la sanzione?
Un dirigente bancario, sanzionato dall'Autorità di Vigilanza Finanziaria per omessa pubblicazione di un prospetto informativo, ricorre in Cassazione. Contesta che la sua responsabilità sia stata dedotta, tramite prova presuntiva, da una sola e-mail, sostenendo la violazione dell'art. 2729 c.c. La Suprema Corte, data la pendenza di casi analoghi, ha rinviato la causa per valutare una trattazione congiunta, senza decidere nel merito.
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Indennità sede disagiata: quando è rimborso spese
Un lavoratore ha richiesto l'inclusione dell'indennità di sede disagiata nel calcolo di ferie, tredicesima e TFR. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale indennità non ha natura retributiva, ma di rimborso spese forfettario. La sua funzione è compensare i costi di viaggio per raggiungere un luogo di lavoro disagevole, non remunerare la prestazione lavorativa. Di conseguenza, è stata correttamente esclusa dalla base di calcolo delle altre voci retributive.
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Definizione agevolata: rinvio della Cassazione
Una società impugna avvisi di accertamento per IVA, IRAP e IRES derivanti da una presunta illecita somministrazione di manodopera. Durante il giudizio in Cassazione, la società presenta istanza di definizione agevolata della lite. La Corte, rilevando la mancata comunicazione dell'istanza all'Agenzia delle Entrate, emette un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa e assegnando 60 giorni all'Agenzia per comunicare l'esito della procedura. La decisione finale è quindi sospesa in attesa di questa verifica.
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Definizione agevolata: rinvio per verifica dati
Un contribuente chiede l'estinzione di un giudizio relativo a una cartella di pagamento, sostenendo di aver aderito alla definizione agevolata. La Corte di Cassazione, riscontrando discrepanze tra i dati della domanda di definizione e quelli del processo, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per acquisire ulteriori informazioni e verificare l'effettivo perfezionamento della procedura.
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Remunerazione medici specializzandi: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32664/2023, chiarisce un punto fondamentale sulla remunerazione medici specializzandi per i corsi anteriori al 1991. La Corte ha rigettato il ricorso di due medici, confermando che l'onere di provare l'equipollenza del proprio corso di specializzazione a quelli previsti dalle direttive europee spetta al medico attore. L'inclusione di una specializzazione in un decreto ministeriale successivo non è sufficiente a dimostrare retroattivamente tale diritto. Di conseguenza, la domanda di risarcimento di un medico è stata respinta per mancata prova, mentre quella della collega è stata parzialmente accolta sulla base di una valutazione diversa del suo specifico percorso.
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Servizio preruolo: riconoscimento integrale per docenti
Una docente ha contestato il riconoscimento solo parziale del suo servizio preruolo e l'assegnazione di una sede lavorativa distante. La Corte di Cassazione ha sancito il suo diritto al pieno riconoscimento di tutti gli anni di servizio pre-ruolo, giudicando la legge italiana, che ne limitava la valutazione dopo i primi quattro anni, in contrasto con la normativa europea. La Corte ha però respinto le sue istanze relative alla sede di servizio e al punteggio aggiuntivo per l'abilitazione SSIS, stabilendo inoltre che il servizio svolto in scuole paritarie non è equiparabile a quello statale ai fini della carriera.
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TARI Parcheggi: la concessione non basta
Una società che gestiva un servizio di parcheggio a pagamento per conto di un Comune si è opposta al pagamento della TARI. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32216/2023, ha stabilito che la semplice titolarità di una concessione per la gestione di un'area non è sufficiente a far scattare l'obbligo di pagare la TARI parcheggi. È necessario, invece, un esame approfondito del contratto di concessione per verificare se alla società sia stata effettivamente trasferita la 'detenzione' dell'area, ovvero un potere di fatto esclusivo sulla stessa. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente e rinviato il caso ai giudici di merito per una nuova valutazione basata su questo principio.
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