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Controricorrente — Anno 2023

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864 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Obbligo pulizia divise: quando spetta al datore?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcune lavoratrici di mense scolastiche che chiedevano al datore di lavoro di farsi carico del lavaggio delle divise. La Corte ha stabilito che l'obbligo di pulizia delle divise sorge solo se queste costituiscono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) o se è esplicitamente previsto dal Contratto Collettivo. Nel caso di specie, le divise non erano qualificate come DPI, in quanto non destinate a proteggere l'integrità fisica delle lavoratrici da rischi specifici, e il CCNL non imponeva al datore l'onere della manutenzione.
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Riconoscimento sentenza straniera: il termine di 90 gg
La Cassazione nega il riconoscimento di una sentenza straniera tunisina per mancato rispetto del termine di comparizione di 90 giorni, previsto dalla Convenzione bilaterale. Questo requisito, secondo la Corte, non è sanato dalla costituzione in giudizio della parte convenuta.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: onere notifica
Una società di servizi ha visto il suo ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile a causa di un vizio di forma. La Corte ha stabilito che il mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata costituisce una causa di improcedibilità del ricorso, un adempimento essenziale che precede la valutazione del merito. Il caso originava da una richiesta di risarcimento danni per un sinistro stradale.
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Assunzione senza concorso: licenziamento legittimo?
Un dipendente pubblico, assunto tramite chiamata diretta e non tramite concorso, ha impugnato il suo licenziamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un'assunzione senza concorso pubblico è nulla. Di conseguenza, il licenziamento non è solo legittimo ma costituisce un atto dovuto da parte dell'amministrazione per ripristinare la legalità violata. La sentenza chiarisce anche importanti aspetti procedurali legati all'applicazione del Rito Fornero nel pubblico impiego.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società ha promosso un'impugnazione estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa con efficacia retroattiva, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto.
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Tutela reintegratoria e cessione d’azienda in crisi
La Corte di Cassazione conferma la tutela reintegratoria per un lavoratore illegittimamente licenziato da una compagnia aerea dopo una cessione d'azienda. La sentenza chiarisce che la reintegrazione deve essere disposta a carico della società cedente, anche se in amministrazione straordinaria, quando questa prosegue l'attività. Si stabilisce inoltre che l'azione del lavoratore verso il cessionario non è soggetta ai brevi termini di decadenza previsti per l'impugnazione di atti specifici.
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Onere della prova rimborso IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10067/2023, ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria in un caso di diniego parziale di rimborso IVA. La Corte ha chiarito che l'onere della prova nel rimborso IVA spetta inizialmente al contribuente, che deve documentare il proprio credito. Una volta fornita tale prova, come i registri IVA, l'onere si sposta sull'Ente Fiscale, che deve contestare specificamente tale documentazione. Non è sufficiente un generico riferimento a un diverso accertamento (in questo caso, a fini IRAP) per giustificare il diniego. La sentenza del giudice d'appello, seppur sintetica, è stata ritenuta valida perché ha correttamente individuato il mancato assolvimento dell'onere probatorio da parte dell'Amministrazione.
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Donazione modale: quando esclude l’obbligo alimentare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una sorella contro il fratello, confermando che quest'ultimo non era tenuto a versare gli alimenti alla vedova del padre. La decisione si basa sul principio della donazione modale: poiché i beni ricevuti in donazione erano gravati da debiti di valore superiore, il valore netto della liberalità era negativo, annullando così l'obbligo alimentare previsto dalla legge.
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Definizione agevolata controversie: la Cassazione
Una società di telecomunicazioni, impegnata in una lunga controversia fiscale con l'Amministrazione Finanziaria per accertamenti IRPEG e ILOR, ha visto il suo caso arrivare in Corte di Cassazione. Oggetto del contendere erano la deducibilità di costi, consulenze e ammortamenti. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto la sospensione del giudizio. La decisione si basa sulla richiesta della società di accedere alla definizione agevolata controversie, uno strumento normativo che permette di chiudere le liti pendenti con il fisco. Il processo è quindi temporaneamente fermo in attesa dell'esito della procedura di sanatoria.
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Abuso contratti a termine: sì al risarcimento danni
Un lavoratore, precedentemente impiegato in lavori socialmente utili (LSU), è stato assunto da un comune con una serie di contratti a termine. Dopo aver contestato la reiterazione abusiva dei contratti, la Corte di Cassazione ha stabilito che anche i rapporti di lavoro finalizzati alla stabilizzazione di personale LSU sono soggetti alle normative europee che vietano l'abuso contratti a termine. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per determinare il diritto al risarcimento del danno, tenendo conto della successiva assunzione a tempo indeterminato del lavoratore.
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Abuso contratti a termine LSU: la Cassazione decide
Una lavoratrice, impiegata per anni da un Comune con contratti a termine successivi a un periodo di lavori socialmente utili (LSU), ha chiesto il risarcimento per l'illegittima reiterazione dei contratti. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, qualificando i contratti come parte di una speciale normativa regionale di stabilizzazione, non soggetta alle tutele europee. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che la normativa regionale non può derogare ai principi UE contro l'abuso dei contratti a termine LSU. Il caso è stato rinviato per valutare il diritto al risarcimento, anche alla luce della successiva stabilizzazione della lavoratrice.
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Contratti a termine LSU: la Cassazione e il diritto UE
Un lavoratore, precedentemente impiegato in lavori socialmente utili (LSU), ha impugnato la legittimità di una serie di contratti a termine stipulati con un Comune. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9560/2023, ha annullato la decisione della Corte d'Appello, la quale aveva escluso l'applicabilità delle tutele contro l'abuso dei contratti a termine previste dalla normativa nazionale ed europea. La Suprema Corte ha stabilito che le leggi regionali speciali per la stabilizzazione degli LSU non possono derogare ai principi fondamentali dell'Unione Europea, affermando che il giudice deve valutare la natura effettiva del rapporto di lavoro e riconoscere il diritto al risarcimento del danno (cd. danno comunitario) in caso di reiterazione abusiva, anche se il lavoratore è stato successivamente stabilizzato.
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Imposta unica scommesse: responsabilità del socio
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso relativo all'imposta unica scommesse per gli anni 2013-2014, notificata a una società già cancellata dal registro imprese e al suo ex liquidatore/socio. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della società estinta, poiché priva di capacità giuridica. Ha invece rigettato il ricorso del socio, confermando la sua responsabilità in qualità di successore nei debiti sociali. È stato chiarito che la parziale incostituzionalità dell'imposta, dichiarata in passato, vale solo per gli anni antecedenti al 2011, mentre per i periodi successivi la normativa è pienamente legittima.
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Cessione credito IRES: la forma è sostanza per il Fisco
Una società si è vista negare la possibilità di compensare un debito fiscale tramite una cessione credito IRES infragruppo a causa di omissioni nella dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che i requisiti formali previsti dalla legge in vigore al momento dei fatti erano essenziali per l'efficacia della cessione nei confronti del Fisco. La Corte ha inoltre censurato la sentenza d'appello per aver applicato erroneamente una norma successiva e più favorevole, priva di efficacia retroattiva, e per aver annullato l'intero atto di riscossione pur in presenza di una parziale ammissione del debito.
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Giurisdizione minori: residenza abituale prevale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 663/2023, ha stabilito che in materia di responsabilità genitoriale per minori con doppia cittadinanza, la giurisdizione spetta al giudice dello Stato di residenza abituale dei bambini. Questo criterio, basato sul principio di vicinanza e sull'interesse superiore del minore, è inderogabile e non può essere modificato neanche con il consenso dei genitori. La Corte ha quindi annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente affermato la giurisdizione italiana in un caso di separazione riguardante minori residenti negli Stati Uniti, chiarendo che le norme della Convenzione dell'Aja del 1961 prevalgono.
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Responsabilità del costruttore: la duplice condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un'impresa edile, ritenendola responsabile per l'80% dei danni da allagamento subiti da alcuni immobili. La Corte ha stabilito la duplice responsabilità del costruttore, sia ai sensi dell'art. 2050 c.c. per attività pericolosa, sia per negligenza generica ex art. 2043 c.c. L'appello del costruttore è stato respinto perché non aveva impugnato una delle due autonome ragioni della decisione e perché un precedente provvedimento cautelare non costituisce giudicato.
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Contratti a termine PA: Abuso e Limiti secondo la Cassazione
Un lavoratore di un ente comunale è stato impiegato per dieci anni tramite successivi contratti a termine. Egli ha contestato l'abuso di tale strumento, utilizzato per coprire un'esigenza permanente. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che anche le norme speciali per l'assunzione di dirigenti (art. 110 TUEL) non possono giustificare il rinnovo prolungato di contratti a termine PA in assenza di comprovate e genuine esigenze temporanee, in linea con la direttiva europea. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Impugnazione incidentale tardiva: quando si perde?
Una società di trasporti, sanzionata per aver trasportato un animale non idoneo, rinuncia al proprio ricorso in Cassazione. Di conseguenza, la Corte dichiara inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse il ricorso incidentale dell'Ente Sanitario, che mirava a far valere la responsabilità del proprietario dell'animale. La rinuncia cristallizza la sentenza precedente, eliminando l'interesse all'impugnazione incidentale tardiva.
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Diploma Magistrale GAE: Cassazione nega l’inserimento
La Corte di Cassazione, con ordinanza 7515/2023, ha stabilito che il possesso del diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 non è titolo sufficiente per l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE). Accogliendo il ricorso del Ministero dell'Istruzione, la Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, specificando che il diploma, sebbene abilitante, non conferiva il diritto di accesso alle graduatorie permanenti, trasformate poi in GAE. La decisione si allinea con i principi già espressi dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, negando il diritto all'inserimento nelle liste per le assunzioni a tempo indeterminato.
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Condono Fiscale IVA: estinzione del giudizio
Una contribuente, accusata di aver acquistato autovetture a un prezzo inferiore al valore di mercato e quindi chiamata a rispondere solidalmente per l'IVA evasa dal venditore, ha visto il suo contenzioso estinguersi in Cassazione. Durante il procedimento, la contribuente ha aderito con successo a una definizione agevolata (condono fiscale), saldando il debito. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento del condono, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese legali tra le parti.
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