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Controricorrente — Anno 2023

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864 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Ricorso per revocazione: quando è inammissibile?
Un cittadino ha presentato un ricorso per revocazione direttamente alla Corte di Cassazione contro due sentenze di merito (Tribunale e Corte d'Appello). La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale mezzo di impugnazione deve essere proposto dinanzi allo stesso giudice che ha emesso la sentenza impugnata, non a un organo giurisdizionale superiore.
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Rimborso spese condominio: l’urgenza è requisito chiave
Una società, proprietaria della maggior parte di un immobile, ha eseguito lavori di ristrutturazione urgenti e ha chiesto il rimborso pro quota a un'altra condomina. La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere il rimborso spese condominio ai sensi dell'art. 1134 c.c., non basta dimostrare la necessità dei lavori. È indispensabile provare anche l'impossibilità di avvertire tempestivamente l'amministratore o l'assemblea, requisito non soddisfatto nel caso di specie, data la lunga inerzia precedente ai lavori.
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Compenso avvocato transazione: quando paga la controparte
Un avvocato ha citato in giudizio il suo ex cliente e la controparte (un condominio) per il pagamento delle sue spettanze, dopo che questi avevano concluso una transazione a sua insaputa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del legale contro il condominio, specificando che la responsabilità solidale per il compenso dell'avvocato in caso di transazione, prevista dall'art. 68 della Legge Professionale Forense, si applica unicamente allo specifico procedimento oggetto dell'accordo e non all'intera controversia. La Corte ha inoltre confermato la negligenza del professionista per aver lasciato scadere un atto di precetto.
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Rinvio a nuovo ruolo: impedimento del relatore
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo il rinvio a nuovo ruolo di un ricorso. La decisione è stata motivata dall'impedimento sopravvenuto e giustificato del consigliere relatore nominato per il caso, che non ha potuto partecipare alla camera di consiglio. L'ordinanza, quindi, non decide nel merito della controversia ma si limita a posticipare la trattazione ad una data futura per garantire la corretta composizione del collegio giudicante.
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Esenzioni vittime del dovere: la decorrenza dell’IRPEF
Un contribuente, riconosciuto vittima del dovere, ha richiesto il rimborso dell'IRPEF versata sulla sua pensione per gli anni dal 2012 al 2016. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le esenzioni per le vittime del dovere si applicano solo a partire dal 1° gennaio 2017, data fissata esplicitamente dalla Legge n. 232/2016. La Corte ha sottolineato che l'equiparazione legislativa con le vittime del terrorismo è stata un processo progressivo e non retroattivo.
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Impedimento del relatore: rinvio della causa in Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio di una causa a nuovo ruolo a causa di un impedimento del relatore. La ricorrente aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ma la camera di consiglio non ha potuto svolgersi come previsto. La decisione, puramente procedurale, è stata presa per l'impossibilità del giudice relatore designato di partecipare all'udienza per un impedimento sopravvenuto e giustificato, garantendo così il corretto svolgimento del processo in una data successiva.
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Rinvio a nuovo ruolo: il caso del relatore assente
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo di una causa a causa di un impedimento giustificato del consigliere relatore. La decisione non entra nel merito della controversia, ma la posticipa a una successiva udienza per garantire la corretta composizione del collegio giudicante.
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Doppia imposizione: basta la residenza fiscale?
Una contribuente residente in Svizzera ha chiesto il rimborso di imposte pagate in Italia su plusvalenze e dividendi, invocando la Convenzione sulla doppia imposizione. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per beneficiare del trattato è sufficiente dimostrare la residenza fiscale estera e il potenziale assoggettamento a imposta, non l'effettivo pagamento del tributo.
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Legittimazione attiva scissione: a chi spetta il rimborso?
Una società impugna il diniego di un rimborso IRAP dopo una scissione parziale. La Corte di Cassazione chiarisce la legittimazione attiva scissione: il diritto al rimborso spetta alla società beneficiaria se il credito è connesso al ramo d'azienda trasferito. L'istanza era anche tardiva.
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Doppia imposizione: basta la residenza fiscale estera
Una contribuente residente in Svizzera ha richiesto il rimborso di imposte pagate in Italia, in base alla convenzione sulla doppia imposizione. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per ottenere i benefici è sufficiente dimostrare la residenza fiscale e la potenziale soggezione a tassazione nello Stato estero, senza necessità di provare l'effettivo pagamento delle imposte su quei redditi.
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Estinzione del processo per rinuncia: guida al caso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo in un caso riguardante un contratto di locazione tra un'impresa e un Comune. La decisione non entra nel merito della controversia, ma si fonda sulla rinuncia congiunta ai ricorsi presentata da entrambe le parti, ponendo fine alla lite con compensazione delle spese. L'ordinanza evidenzia come l'accordo tra le parti possa prevalere sulla prosecuzione del giudizio.
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Deposito cauzionale: la restituzione è dovuta?
Una società conduttrice citava in giudizio il locatore a causa di infiltrazioni d'acqua, cercando di evitare il pagamento dei canoni. I tribunali di merito hanno dato ragione al locatore, poiché il danno era stato causato da un terzo. La Corte di Cassazione ha confermato gran parte della decisione, ma ha annullato la parte relativa al deposito cauzionale. Poiché il locatore non aveva impugnato la constatazione iniziale del pagamento del deposito, tale fatto è diventato definitivo, e il conduttore ha diritto alla sua restituzione.
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Responsabilità socio uscente: limiti e obbligazioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29306/2023, ha chiarito i limiti della responsabilità del socio uscente di una società di persone. Un socio che recede non è responsabile per le obbligazioni sociali, come i canoni di locazione, che diventano esigibili dopo la data del suo recesso, anche se il contratto è stato stipulato quando era ancora in società. La decisione sottolinea che la responsabilità del socio uscente è limitata temporalmente al periodo di sua permanenza, a condizione che il recesso sia stato comunicato ai terzi.
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Produzione nuovi documenti: ammessa in appello
Un contribuente richiede un rimborso IRPEF per gli anni 1990-1992, basato su agevolazioni per un sisma. A seguito del silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate, il caso arriva in Cassazione. La Corte Suprema rigetta il ricorso dell'Agenzia, confermando che la produzione di nuovi documenti è ammissibile in appello nel processo tributario, anche se i documenti erano già disponibili in primo grado, a patto che non allarghino l'oggetto del contendere.
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Agevolazione prima casa collabente: parola alla Corte
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso a una pubblica udienza la decisione sulla concessione dell'agevolazione prima casa collabente. Il caso riguarda l'acquisto di un immobile in rovina (categoria F/2) da ristrutturare. La questione, di rilevanza nomofilattica, definirà se il bonus fiscale si applica anche a edifici non immediatamente abitabili ma destinati a diventarlo.
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Tassazione fondi pensione: la prova del rendimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29272/2023, ha rigettato il ricorso di un contribuente che chiedeva un rimborso IRPEF sulla liquidazione di un fondo pensione integrativo. Al centro della controversia vi era la corretta tassazione fondi pensione, in particolare la possibilità di applicare un'aliquota agevolata del 12,50% ai rendimenti. La Corte ha stabilito che l'onere di provare che i rendimenti derivino da un effettivo investimento sul mercato finanziario, e non da mere capitalizzazioni contabili, spetta unicamente al contribuente. Una semplice certificazione del gestore del fondo non è stata ritenuta prova sufficiente.
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Totalizzazione contributi Enasarco: no se coincidenti
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego alla richiesta di totalizzazione dei contributi versati a un ente previdenziale per agenti di commercio e all'ente nazionale di previdenza sociale ai fini di una pensione di reversibilità. La decisione si fonda sulla natura integrativa della previdenza dell'ente per agenti, che comporta una necessaria coincidenza dei periodi contributivi con quelli dell'ente nazionale, escludendo così l'applicabilità dell'istituto della totalizzazione contributi Enasarco come previsto dal D.Lgs. 42/2006.
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Pensione supplementare: quale età anagrafica conta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29247/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di pensione supplementare. Il requisito anagrafico per ottenerla è quello vigente al momento della domanda, non quello applicato per la pensione principale. Le clausole di salvaguardia delle riforme pensionistiche non si estendono a questa prestazione, data la sua natura autonoma. Di conseguenza, è stata negata la pensione a una lavoratrice che, pur avendo presentato domanda, non possedeva l'età richiesta dalla normativa più recente.
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Credito d’imposta dividendi: ok al rimborso
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso del credito d'imposta dividendi per una società madre francese, anche se la controllata italiana non aveva applicato la ritenuta alla fonte. Secondo la sentenza, è sufficiente che i dividendi siano inclusi nella base imponibile della società madre nel suo Stato di residenza, indipendentemente dal fatto che l'imposta sia stata effettivamente pagata. Questa decisione rafforza i principi di neutralità fiscale e di lotta alla doppia imposizione economica a livello europeo.
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Estinzione giudizio tributario: il caso Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che l'adesione del contribuente a una definizione agevolata delle liti fiscali pendenti determina l'automatica estinzione del giudizio tributario. Nel caso specifico, l'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza favorevole a una società agricola. Durante il processo, la società ha aderito alla sanatoria pagando il dovuto, portando la Corte a dichiarare estinto il procedimento, con spese legali a carico di chi le ha sostenute.
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