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Controricorrente — Anno 2023

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864 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un'Azienda Sanitaria Provinciale, dopo aver impugnato una sentenza favorevole a un suo dirigente medico, presenta una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte, ricevuta l'accettazione della controparte, dichiara l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia al ricorso non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
Un'azienda sanitaria pubblica, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole in una causa di lavoro per risarcimento danni, ha presentato una rinuncia al ricorso. La controparte ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso non si applica l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Risarcimento danno treno: la Cassazione conferma
A seguito del ritardo di quasi 24 ore di un treno, una passeggera ha ottenuto un risarcimento per danno patrimoniale e non patrimoniale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della compagnia ferroviaria, confermando che eventi meteorologici prevedibili non costituiscono forza maggiore. La Corte ha stabilito che un disagio così grave, unito alla mancanza di assistenza, lede diritti fondamentali della persona, giustificando un pieno risarcimento danno treno, che va oltre gli indennizzi automatici.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti e costi
Un'azienda sanitaria pubblica, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza che la condannava a risarcire un proprio dirigente, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, preso atto dell'accettazione della controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un dirigente medico aveva ottenuto in appello il risarcimento del danno da parte di un'azienda sanitaria per la mancata graduazione delle funzioni dirigenziali. L'ente sanitario ha presentato ricorso in Cassazione, ma prima della decisione ha effettuato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la sentenza d'appello.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di Cassazione
Un'azienda sanitaria pubblica aveva impugnato una sentenza che la condannava a risarcire alcuni dirigenti medici per l'omessa graduazione delle funzioni. Prima della decisione, l'azienda ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la sentenza di condanna precedente senza entrare nel merito della questione.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un'azienda sanitaria, dopo essere stata condannata a risarcire un proprio dirigente medico per l'omessa graduazione delle funzioni, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha operato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dal medico. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo le conseguenze in materia di spese legali e di applicabilità delle sanzioni processuali.
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Responsabilità solidale raccomandatario: la Cassazione
La Cassazione chiarisce la responsabilità solidale del raccomandatario per i debiti portuali. Una società di agenzia marittima è stata condannata a pagare le tariffe per due navi a bandiera estera. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la solidarietà sussiste se la nave non è italiana, a prescindere dalla nazionalità dell'armatore, come previsto dalla Legge n. 135/1977.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo civile
Un ex coniuge presenta ricorso in Cassazione per una disputa sulla proprietà della casa coniugale. Successivamente, deposita un atto di rinuncia al ricorso, accettato dalla controparte. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti, dichiara l'estinzione del giudizio e compensa interamente le spese legali tra le parti, chiudendo definitivamente la controversia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'azienda sanitaria, condannata a risarcire un dirigente medico per mancata graduazione delle funzioni, aveva presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di Cassazione
Un'Azienda Sanitaria, dopo essere stata condannata a risarcire una dirigente medica, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha formalizzato la rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese, dato l'accordo tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'azienda sanitaria aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che la condannava a risarcire un dirigente medico. Successivamente, l'azienda ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata formalmente accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente il caso senza una pronuncia nel merito e senza statuire sulle spese legali, data l'accettazione della rinuncia.
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Bagaglio smarrito: risarcimento fino a 1000 DSP
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28200/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una compagnia aerea contro la condanna al risarcimento per bagaglio smarrito. La Corte ha ribadito che, ai sensi della Convenzione di Montreal, il passeggero ha diritto a un risarcimento fino al limite di 1.000 Diritti Speciali di Prelievo (DSP) senza dover fornire la prova specifica del contenuto. Tale limite copre sia i danni materiali che quelli morali.
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Leasing traslativo: la clausola penale e l’art. 1526
Un'impresa in fallimento ha citato in giudizio una società di leasing per la restituzione dei canoni versati in un contratto di leasing traslativo, risolto per inadempimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che, sebbene l'art. 1526 c.c. sia la norma di riferimento, una clausola penale contrattuale che permette al concedente di trattenere i canoni e richiedere quelli futuri è legittima, a patto che venga detratto il valore recuperato dal bene, garantendo così un equo equilibrio tra le parti.
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Doppia conforme: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società di navigazione contro la condanna al risarcimento del danno per mancata reintegra di un lavoratore. La decisione si fonda sul principio della cosiddetta "doppia conforme": quando due sentenze di merito (primo grado e appello) giungono alla stessa conclusione basandosi sulle medesime ragioni di fatto, il ricorso in Cassazione per vizi di motivazione è precluso.
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Connessione tra ricorsi: la Cassazione rinvia il caso
Due cittadini hanno impugnato una sentenza del Tribunale con due ricorsi distinti. La Corte di Cassazione, rilevando la stretta connessione tra ricorsi, ha deciso di non pronunciarsi su uno dei due, rinviandolo a una nuova udienza per garantirne la trattazione congiunta con l'altro. La decisione, di natura puramente procedurale, si basa sulla necessità di un giudizio unitario per evitare possibili contrasti.
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Costituzione in giudizio: termine dal ricevimento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava inammissibile un appello per mancato deposito della ricevuta di spedizione. L'ordinanza chiarisce un principio fondamentale del processo tributario: il termine per la costituzione in giudizio dell'appellante decorre dalla data di ricezione dell'atto da parte del destinatario, e non dalla data della sua spedizione. Questa decisione ribadisce che la prova della tempestiva costituzione può essere fornita anche con l'avviso di ricevimento, se riporta la data di spedizione, o con altri atti del processo.
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Risarcimento danno dirigenza medica: guida completa
La Corte di Cassazione conferma il diritto al risarcimento danno per un dirigente medico a causa della mancata graduazione delle sue funzioni da parte dell'Azienda Sanitaria. La Corte ha stabilito che l'omissione della P.A. configura una perdita di chance per il dirigente di percepire la parte variabile della retribuzione di posizione, con danno liquidabile in via equitativa dal giudice.
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Cessazione materia del contendere: il caso risolto
Un lavoratore marittimo impugnava il proprio licenziamento, ritenendo illegittima la comunicazione di sbarco. Dopo un lungo iter giudiziario, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Corte di Cassazione, preso atto della conciliazione, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, chiudendo il caso. La Corte ha inoltre chiarito che, in tali circostanze, la parte ricorrente non è tenuta al versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto per le impugnazioni pretestuose, poiché lo scopo della norma è sanzionare l'inammissibilità originaria e non quella sopravvenuta.
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Doppia non imposizione: utili esteri tassabili
Una società italiana ha richiesto il rimborso IRES per utili ricevuti da una controllata francese, invocando l'esenzione del 95% (Art. 89 TUIR). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, poiché gli utili non erano stati tassati in Francia a causa del regime di trasparenza fiscale dell'ente estero, l'esenzione non è applicabile in Italia. L'obiettivo della norma è evitare la doppia imposizione, non creare una doppia non imposizione.
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