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Controricorrente — Anno 2023

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864 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Ricorso per cassazione inammissibile: l’obbligo di chiarezza
Una società, terza datrice di ipoteca, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la decisione di un tribunale che aveva dichiarato inammissibile la sua opposizione a un atto esecutivo. La Suprema Corte ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso per cassazione inammissibile a causa della sua esposizione dei fatti confusa e incompleta, in violazione del principio di autosufficienza del ricorso stesso.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale per costi indeducibili. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa, pagando la prima rata. La Corte di Cassazione, preso atto dell'adesione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia.
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Tassazione indennità esproprio: no tasse con ritardo PA
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione dell'indennità di esproprio non è dovuta se il pagamento avviene con decenni di ritardo a causa dell'inerzia della Pubblica Amministrazione. In un caso in cui l'esproprio risaliva agli anni '70 e il pagamento al 2014, la Corte ha annullato la pretesa fiscale, affermando che il contribuente non può essere penalizzato dal colpevole ritardo dell'ente pubblico. La decisione si fonda su un principio affermato anche dalla CEDU, derogando al criterio di cassa quando il ritardo è ingiustificato.
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Definizione agevolata estingue il processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo a un avviso di accertamento per IRPEF su una plusvalenza immobiliare. La decisione è stata presa non nel merito della controversia, ma perché il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022, presentando la domanda e versando la prima rata. Questo atto ha determinato la cessazione della materia del contendere.
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Liberazione coobbligato e rateizzazione: il no della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30855/2023, ha chiarito che l'ammissione del debitore principale a un piano di rateizzazione non comporta l'automatica liberazione del coobbligato solidale. Se il debitore principale decade dal beneficio della rateizzazione, omettendo i pagamenti, il coobbligato rimane pienamente responsabile per l'intero debito residuo. La Corte ha ritenuto legittima la cartella di pagamento notificata al coobbligato, respingendo il ricorso in quanto basato su questioni giuridiche e non su omessi esami di fatti storici decisivi.
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Accertamento presuntivo: la prova contraria vince
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'annullamento di un accertamento presuntivo a carico di un'azienda di mobili. La Corte ha stabilito che la documentazione extracontabile, qualificata dal Fisco come 'conferme d'ordine', era stata correttamente interpretata dai giudici di merito come semplici preventivi non andati a buon fine, sulla base di un'analisi complessiva delle prove fornite dal contribuente, incluse le dichiarazioni dei clienti.
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Onere prova rivendicazione: Cassazione chiarisce
Una società che rivendicava l'usucapione di un immobile ha perso la causa contro il legittimo proprietario. La Corte di Cassazione ha confermato che l'onere della prova nella rivendicazione si attenua quando la controparte, con la sua stessa domanda, riconosce la titolarità originaria del bene. In questo caso, l'ammissione dell'attore ha reso superflua la cosiddetta 'probatio diabolica' a carico del proprietario.
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Usucapione servitù: possesso, non detenzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30827/2023, ha cassato una decisione di merito che riconosceva una usucapione servitù di passaggio. La Suprema Corte ha ribadito due principi fondamentali: primo, per l'usucapione è necessaria la presenza di opere visibili e permanenti, non solo un tracciato; secondo, il periodo di detenzione di un immobile, come quello derivante da un contratto di locazione, non può essere computato ai fini del possesso ventennale necessario a usucapire il diritto.
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Terzo elemento contrattuale: escluso per neo-assunti
L'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, poi trasformato in tempo indeterminato, non hanno diritto al cosiddetto "terzo elemento contrattuale" se questo è stato soppresso dalla contrattazione collettiva, che ne ha previsto la conservazione solo per i dipendenti già a tempo indeterminato al momento della modifica. La Corte ha stabilito che tale differenziazione non è discriminatoria, poiché i lavoratori in formazione non avevano mai percepito tale emolumento e non possono vantare un diritto quesito, nonostante il riconoscimento dell'anzianità maturata.
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Prova del credito: la fattura non basta in giudizio
Una società di costruzioni ottiene un decreto ingiuntivo basato su fatture non pagate. Il cliente si oppone e vince sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione conferma le decisioni, ribadendo un principio fondamentale: nel giudizio di opposizione, la fattura non è più una prova del credito sufficiente. Spetta al creditore, che diventa attore sostanziale, dimostrare il proprio diritto con prove ordinarie, cosa che in questo caso non è avvenuta, portando al rigetto del ricorso.
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Termine rimborso Irpef: la decorrenza e la riliquidazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30793/2023, ha stabilito un importante principio sul termine rimborso Irpef. Il caso riguardava una contribuente che, dopo una prima corretta liquidazione della sua indennità di buonuscita, aveva subito una successiva riliquidazione con un'aliquota errata da parte dell'Amministrazione finanziaria. La Corte ha chiarito che il termine di 48 mesi per la richiesta di rimborso non decorre dal primo pagamento, ma dal momento in cui sorge il pregiudizio, ovvero dalla data della seconda liquidazione errata. La richiesta della contribuente è stata quindi ritenuta tempestiva.
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Estratti conto parziali: onere della prova del cliente
Un correntista ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme indebitamente pagate, ma ha prodotto solo una parte degli estratti conto. I giudici di merito hanno respinto la domanda per mancato assolvimento dell'onere della prova. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30789/2023, ha cassato la decisione, stabilendo che la produzione di estratti conto parziali non comporta il rigetto totale della domanda. Il ricalcolo del saldo deve essere effettuato a partire dal primo estratto conto disponibile, limitando le conseguenze negative della mancata produzione solo al periodo non documentato.
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Errore materiale: Cassazione corregge il provvedimento
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 30781/2023, ha corretto un proprio precedente provvedimento affetto da un errore materiale. L'ordinanza originaria, a sua volta destinata a correggere una decisione, riportava un numero di procedimento e una data errati. Su segnalazione della Cancelleria, la Corte ha attivato la procedura specifica per la correzione dell'errore materiale, sostituendo i dati sbagliati con quelli corretti, senza disporre sulle spese di giudizio, in linea con la giurisprudenza consolidata in materia.
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Doppia imposizione pensione: basta la residenza fiscale
Un pensionato residente in Svizzera ha chiesto il rimborso delle tasse italiane sulla sua pensione INPS per evitare la doppia imposizione pensione. La Cassazione ha stabilito che il certificato di residenza fiscale svizzero è prova sufficiente per ottenere il rimborso, senza necessità di dettagli sulla tassazione concreta. L'Agenzia delle Entrate ha perso il ricorso.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società turistica, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio una controversia sull'applicazione dell'aliquota IVA agevolata per lavori di ristrutturazione, ha aderito alla definizione agevolata durante il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la lite senza entrare nel merito della questione fiscale.
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Compenso noleggio intercettazioni: la Cassazione decide
Una società fornitrice di attrezzature per intercettazioni ha richiesto un pagamento tramite decreto ingiuntivo al Ministero della Giustizia. Il Ministero si è opposto, sostenendo che il rapporto non fosse commerciale ma un ausilio al magistrato, regolato da norme pubblicistiche. I tribunali di primo e secondo grado hanno dato ragione al Ministero. La società ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, data la complessità della questione e le possibili implicazioni con il diritto UE sui ritardi di pagamento, ha ritenuto necessario un approfondimento e ha rinviato il caso a una pubblica udienza, senza ancora decidere nel merito del compenso noleggio intercettazioni.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per rettificare un precedente provvedimento che, a sua volta, era destinato alla correzione di un errore materiale. La vicenda, nata da un contenzioso fiscale tra l'Ente Fiscale e una società, evidenzia l'iter procedurale per emendare sviste numeriche nei documenti giudiziari. La Corte ha disposto la sostituzione del numero di ordinanza errato con quello corretto, ripristinando la coerenza formale degli atti senza alterarne la sostanza decisionale.
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Costi non deducibili: la Cassazione e le operazioni fittizie
La Corte di Cassazione ha stabilito che i costi non deducibili possono derivare da operazioni nel mercato energetico, anche se formalmente corrette. La sentenza analizza un caso di compravendite circolari di energia elettrica, ritenute fittizie perché prive di logica economica e rischio d'impresa. La Corte ha chiarito che i giudici tributari devono valutare la sostanza delle operazioni basandosi su prove presuntive, come la perfetta parità tra costi e ricavi, e che un'archiviazione penale non è vincolante per la decisione fiscale.
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Interruzione del processo: vale il certificato di morte
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un Comune, confermando l'estinzione di un processo d'appello. La Corte ha stabilito che, per l'interruzione del processo a seguito del decesso di una parte, la produzione in udienza del certificato di morte da parte del suo avvocato equivale a una dichiarazione formale, facendo scattare automaticamente l'interruzione e il relativo termine per la riassunzione.
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Compensazione crediti: il favor rei annulla la sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione irrogata a una società per aver superato il limite di compensazione crediti IVA. La decisione si basa sul principio del 'favor rei', applicando una legge successiva (ius superveniens) che ha innalzato il tetto massimo di compensazione. Sebbene la condotta fosse illecita al momento dei fatti, l'importo contestato rientrava nel nuovo limite più elevato, rendendo la sanzione non più applicabile.
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