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Controricorrente — Anno 2023

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864 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Obblighi di protezione: quando la banca è responsabile
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di ingente depauperamento del patrimonio di un'anziana correntista, operato da un suo delegato. La Corte ha confermato la responsabilità della banca per la violazione degli obblighi di protezione, non avendo segnalato alla cliente una serie di operazioni palesemente anomale. L'istituto di credito, pur a conoscenza delle anomalie, non ha informato la correntista, venendo meno al dovere di diligenza dell'"accorto banchiere". Il ricorso della banca è stato rigettato, mentre è stato accolto quello dei professionisti coinvolti per un difetto di motivazione della sentenza d'appello riguardo la natura del loro incarico.
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Agevolazioni prima casa: l’idoneità dell’immobile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30585/2023, ha rigettato il ricorso di un contribuente a cui erano state revocate le agevolazioni prima casa. La Corte ha confermato che la proprietà di un altro immobile nello stesso Comune osta al beneficio se tale immobile è idoneo a soddisfare le esigenze abitative del richiedente, valutazione che spetta ai giudici di merito e che, nel caso di specie, era stata correttamente effettuata.
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Agevolazione fiscale enti: no a cliniche private
Una società che gestisce una clinica privata ha richiesto un rimborso fiscale sostenendo di avere diritto all'agevolazione fiscale per enti ospedalieri. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che tale beneficio ha natura soggettiva ed è riservato esclusivamente agli enti storicamente parte della rete sanitaria pubblica. Pertanto, le strutture private accreditate, anche se svolgono servizi per il sistema sanitario nazionale, non rientrano nella categoria e non possono usufruire della riduzione d'imposta.
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Correzione errore materiale: l’ordinanza della Corte
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'errata indicazione dell'avvocato difensore di un contribuente, indicato come difensore di sé stesso anziché rappresentato dal suo legale di fiducia. Riconosciuta la natura di mero errore materiale della svista, la Corte ha accolto l'istanza di correzione, emendando il testo del provvedimento originario per rispecchiare la corretta rappresentanza legale.
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Giurisdizione scelta sede: decide il giudice ordinario
Un dipendente pubblico, vincitore di concorso, si è visto negare la possibilità di scegliere la sede di lavoro vicino casa in base alla Legge 104/1992. La Corte di Cassazione ha stabilito che la questione sulla giurisdizione per la scelta della sede spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La decisione chiarisce che, una volta conclusa la fase concorsuale con la graduatoria finale, ogni controversia relativa all'assegnazione della sede rientra nella gestione del rapporto di lavoro di natura privatistica.
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Cessazione materia del contendere: l’accordo che estingue
Un dipendente di un ente previdenziale ha contestato la richiesta di restituzione di compensi professionali, ottenendo ragione in primo e secondo grado. L'ente ha fatto ricorso in Cassazione ma, durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, un esito che estingue il processo e rende inefficaci le sentenze precedenti, poiché la lite è stata risolta privatamente.
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Correzione errore materiale: l’ordinanza della Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente ordinanza. Su istanza di un'amministrazione comunale, è stato rettificato un palese errore di battitura nel nome di un cittadino, ripristinando la correttezza formale dell'atto giudiziario senza alterarne la sostanza.
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Indennità equipollenti: tassazione separata ok
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30555/2023, ha stabilito che l'indennità di fine rapporto erogata dal Fondo di previdenza per il personale del Ministero dell'Economia e delle Finanze rientra tra le indennità equipollenti e deve essere assoggettata a tassazione separata. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che tale emolumento ha natura previdenziale e di retribuzione differita, giustificando così un regime fiscale più favorevole per il contribuente.
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Improcedibilità del ricorso: errore formale fatale
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso presentato da alcuni fideiussori contro una società di gestione del credito. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il mancato deposito della copia notificata della sentenza d'appello impugnata. Questo errore formale ha impedito alla Corte di esaminare nel merito le censure relative a presunte irregolarità in contratti bancari, confermando l'importanza del rispetto rigoroso delle norme processuali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza spese
In una causa ereditaria, gli appellanti hanno presentato rinuncia al ricorso in Cassazione. La controparte ha aderito. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza condanna alle spese, spiegando che l'adesione alla rinuncia è determinante per la decisione sui costi.
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Agevolazioni prima casa: il termine per la residenza
La Corte di Cassazione conferma la decadenza dalle agevolazioni prima casa per i contribuenti che, dopo aver venduto l'immobile entro cinque anni, non hanno trasferito la residenza nella nuova abitazione acquistata entro il termine perentorio di un anno. La sentenza chiarisce che, a differenza del primo acquisto, per il riacquisto non è sufficiente la mera intenzione, ma è richiesto l'effettivo trasferimento anagrafico entro l'anno per conservare il beneficio fiscale, senza possibilità di invocare un 'termine ragionevole' o cause di forza maggiore.
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Incompatibilità consigliere: rinvio Sezioni Unite
Una controversia immobiliare, iniziata con una richiesta di rilascio e una domanda riconvenzionale di usucapione, giunge in Cassazione. La Corte, tuttavia, sospende la decisione per affrontare una questione preliminare di massima importanza: l'eventuale incompatibilità del consigliere relatore che, dopo aver redatto la proposta di decisione, è chiamato a far parte del collegio giudicante. In attesa di un pronunciamento delle Sezioni Unite su questo specifico punto procedurale, il ricorso è stato rinviato a nuovo ruolo.
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Estinzione del giudizio: definizione agevolata lite
Una contribuente, dopo aver ottenuto una sentenza favorevole in secondo grado contro un accertamento fiscale, ha richiesto la definizione agevolata della lite pendente in Cassazione. Presentando l'istanza e la quietanza della prima rata, ha ottenuto dalla Suprema Corte la declaratoria di estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente il contenzioso con l'Agenzia delle Entrate.
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Estinzione del giudizio di cassazione: un caso pratico
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della contestuale accettazione della controparte. La decisione si basa sull'applicazione dell'art. 390 c.p.c., che regola appunto la rinuncia al ricorso. Le spese del procedimento sono state compensate tra le parti, chiudendo definitivamente la controversia in sede di legittimità.
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Diniego autotutela: quando l’Agenzia può rifiutare
Un contribuente, a seguito di errori del proprio commercialista, ha chiesto l'annullamento di sanzioni tributarie. Il rifiuto dell'Agenzia delle Entrate, ovvero il diniego autotutela, è stato contestato in tribunale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diniego autotutela su un atto impositivo ormai definitivo non può essere impugnato per riesaminare il merito della pretesa, ma solo per vizi propri legati a un interesse generale e non individuale.
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Ricorso improcedibile: cosa succede se manca la copia
Una società ha intentato una causa contro un istituto di credito per presunte anomalie bancarie. Dopo aver perso in primo e secondo grado, il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato improcedibile. La Suprema Corte ha rilevato il mancato deposito della copia autentica della decisione impugnata e della relativa notifica, un requisito procedurale fondamentale che ha reso impossibile l'esame del merito del ricorso.
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Fideiussione omnibus: dolo e onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una garante che aveva sottoscritto una fideiussione omnibus, sostenendo di essere stata ingannata da funzionari della banca. La Corte ha stabilito che la semplice fiducia e la mancata lettura del contratto non costituiscono dolo, ma negligenza del garante, che non può quindi chiedere l'annullamento dell'atto. È onere del garante dimostrare con prove concrete gli artifici o i raggiri subiti.
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Licenziamento giusta causa: termini e proporzionalità
Un dirigente pubblico, presidente di una commissione di gara, è stato oggetto di licenziamento per giusta causa per aver fornito a un'azienda partecipante documenti alterati e aver falsificato delle firme. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il licenziamento. La Corte ha chiarito che il termine per l'azione disciplinare decorre da quando l'ente ha una notizia dell'infrazione completa e dettagliata, non dalla prima segnalazione generica. Ha inoltre ribadito la competenza del giudice nel valutare la proporzionalità della sanzione.
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Usucapione contratto di locazione: la firma blocca?
Un soggetto che rivendicava la proprietà di un immobile per usucapione si è visto respingere la domanda perché aveva precedentemente firmato un contratto di locazione per lo stesso bene. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la sottoscrizione di tale contratto costituisce un riconoscimento della proprietà altrui, incompatibile con l'intenzione di possedere come proprietario (animus domini), requisito essenziale per l'usucapione. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Omessa notifica: inammissibile l’appello non notificato
La Cassazione ha dichiarato inammissibile un appello a causa della totale omessa notifica dell'atto alla controparte. La Corte ha chiarito che la rinnovazione della notifica è possibile solo per vizi che ne causano la nullità, ma non per atti mai notificati. Secondo i giudici, la costituzione in giudizio della controparte, avvenuta al solo fine di eccepire il difetto di notifica, non ha alcun effetto sanante.
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