L'Imputato, condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti a seguito di patteggiamento davanti al Tribunale, ha proposto impugnazione in Cassazione. La difesa ha contestato la violazione di legge e la carenza di motivazione in merito al mancato proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso contro patteggiamento. I giudici hanno chiarito che, ai sensi dell'articolo 448 del codice di procedura penale, la sentenza concordata si può impugnare unicamente per quattro motivi tassativi: difetti nella volontà dell'imputato, mancata corrispondenza tra accusa e sentenza, erronea qualificazione giuridica del fatto e illegalità della pena o della misura di sicurezza. La censura sulla motivazione non rientra tra questi casi. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di quattromila euro alla Cassa delle ammende.
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