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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che aveva precedentemente aderito al concordato in appello. La decisione chiarisce che, a seguito della rinuncia ai motivi di merito per concordare la pena, non è possibile sollevare in sede di legittimità doglianze su aspetti rinunciati o sulla mancata applicazione del proscioglimento immediato. Il ricorso è ammesso solo se la pena concordata risulta illegale, ovvero esterna ai limiti edittali o di specie diversa da quella prevista dalla legge.
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Patteggiamento: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza di Patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. Il ricorrente lamentava l'omessa valutazione delle condizioni per il proscioglimento, ma la Corte ha rilevato la genericità delle censure. La decisione ribadisce che il ricorso contro il patteggiamento è limitato a casi tassativi previsti dalla legge, escludendo contestazioni sulla congruità della pena o valutazioni di merito non specificamente documentate.
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Diritto di critica: quando l’esposto non è reato
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per diffamazione inflitta a un soggetto che aveva inviato un esposto al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati. L'imputato aveva criticato aspramente l'operato di un legale in un giudizio civile, ipotizzando l'uso di artifici e raggiri. La Suprema Corte ha stabilito che tale condotta costituisce legittimo esercizio del diritto di critica, poiché le espressioni utilizzate, sebbene forti, erano funzionali alla richiesta di un controllo disciplinare e non costituivano un attacco personale gratuito o estraneo ai fatti contestati.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la congruità della pena stabilita tramite concordato in appello. La Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., una volta raggiunto l'accordo tra le parti e recepito dal giudice, non è possibile lamentare in sede di legittimità il difetto di motivazione sulla misura della sanzione, salvo casi eccezionali legati alla formazione della volontà o a difformità della pronuncia rispetto all'accordo stesso.
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Inammissibilità ricorso: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'**Inammissibilità ricorso** presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. Il ricorrente aveva rinunciato ai motivi di merito, limitando la contestazione al trattamento sanzionatorio. La Suprema Corte ha chiarito che tale rinuncia preclude la possibilità di invocare le cause di proscioglimento previste dall'art. 129 c.p.p. Inoltre, è stata ribadita l'impossibilità di richiedere una nuova valutazione sulla misura della pena in sede di legittimità, salvo casi di palese illogicità o arbitrio del giudice di merito.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione ribadisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare doglianze sui motivi rinunciati o sulla mancata applicazione del proscioglimento immediato. Inoltre, la determinazione della sanzione può essere contestata solo se questa risulta palesemente illegale, ovvero non conforme ai limiti edittali previsti dalla legge.
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Prescrizione del reato e uso di atto falso
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un'imputata condannata per ricettazione e uso di atto falso. Il punto centrale della controversia riguarda la **Prescrizione del reato** di uso di atto falso, maturata prima della sentenza d'appello ma non rilevata dai giudici di merito. La Suprema Corte ha accolto il motivo relativo all'estinzione del reato per decorso del tempo, annullando la condanna sul punto senza rinvio. Al contrario, è stata rigettata la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto per il delitto di ricettazione, in quanto la questione non era stata correttamente sollevata in appello e i fatti accertati risultavano incompatibili con un'offesa di scarsa entità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il ricorrente aveva sollevato doglianze relative a motivi già rinunciati e alla mancata valutazione del proscioglimento d'ufficio. La Suprema Corte ha ribadito che, una volta siglato l'accordo sulla pena ex art. 599-bis c.p.p., i vizi sulla determinazione della sanzione sono deducibili solo se la pena inflitta è illegale, ovvero non prevista dalla legge o fuori dai limiti edittali.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente contestava la mancata verifica delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., denunciando un vizio di motivazione. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che, a seguito della riforma del 2017, l'impugnabilità della sentenza di patteggiamento è limitata a casi tassativi. La scelta di questo rito speciale implica una rinuncia a contestare la colpevolezza, rendendo non deducibili motivi che esulano dalle violazioni di legge espressamente previste.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati che avevano precedentemente optato per il concordato in appello. La decisione chiarisce che, una volta raggiunto un accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., non è possibile contestare la mancata applicazione delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. o vizi sulla determinazione della sanzione, a meno che quest'ultima non sia palesemente illegale. Il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente contestava la mancata verifica delle cause di proscioglimento e vizi nella motivazione. La Suprema Corte ha chiarito che, in seguito alla riforma del 2017, il ricorso contro il patteggiamento è limitato a casi tassativi. Chi sceglie questo rito speciale rinuncia implicitamente a contestare la colpevolezza o la qualificazione giuridica del reato, rendendo il ricorso per motivi di merito non deducibile in sede di legittimità.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava la mancata verifica delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., ma la Suprema Corte ha ribadito che l'impugnabilità del patteggiamento è limitata a casi tassativi. Scegliendo questo rito speciale, l'imputato rinuncia implicitamente a contestare la colpevolezza, rendendo non deducibili vizi di motivazione non previsti dalla legge.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di Patteggiamento relativa a reati in materia di stupefacenti. Il ricorrente contestava la qualificazione giuridica del fatto, ma la Corte ha ribadito che, in caso di accordo sulla pena, il ricorso è limitato esclusivamente agli errori manifesti. Poiché le doglianze erano generiche e non evidenziavano vizi macroscopici, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese e sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'imputata contro una sentenza di patteggiamento relativa a reati in materia di stupefacenti. La ricorrente contestava il mancato esame delle cause di proscioglimento d'ufficio, ma la Suprema Corte ha rilevato la genericità dei motivi e il mancato rispetto dei limiti oggettivi previsti per l'impugnazione del patteggiamento. Di conseguenza, l'imputata è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena tramite patteggiamento per furto aggravato, ha tentato di impugnare la sentenza lamentando vizi di motivazione sulla propria responsabilità. La Corte ha ribadito che l'accesso al rito speciale comporta la rinuncia a contestare i fatti storici dell'accusa. Ai sensi dell'art. 448 c.p.p., il ricorso contro il patteggiamento è limitato a casi tassativi che non includono la valutazione della colpevolezza, rendendo irrilevante ogni doglianza sulla motivazione del giudice di merito riguardo alla responsabilità penale.
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Ingiusta detenzione: indennizzo e prescrizione
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione presentata da un soggetto assolto per il reato principale ma prosciolto per prescrizione per altri capi d'accusa. La Corte ha stabilito che, se la custodia cautelare era originariamente giustificata da accuse poi cadute in prescrizione, l'indennizzo non spetta, purché il periodo di detenzione non superi la pena astrattamente applicabile per tali reati. La parola_chiave ingiusta detenzione richiede infatti un'analisi rigorosa della legittimità del titolo restrittivo al momento della sua emissione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per ricettazione a seguito di concordato in appello. Il ricorrente lamentava la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento previste dall'articolo 129 c.p.p. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che l'adesione al concordato in appello limita drasticamente i motivi di ricorso, escludendo la possibilità di contestare la mancata applicazione del proscioglimento d'ufficio, a meno che non si tratti di prescrizione maturata prima della sentenza. La decisione conferma il rigore procedurale legato ai riti deflattivi.
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Patteggiamento: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena tramite Patteggiamento per reati legati agli stupefacenti, contestava la mancata verifica delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di impugnazione contro la sentenza di Patteggiamento sono limitati e tassativi, escludendo la possibilità di dedurre vizi di motivazione relativi alla mancata verifica dell'insussistenza del reato.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputate che, dopo aver stipulato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., contestavano la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. La Corte ha ribadito che il controllo del giudice sulla pena concordata è limitato alla sua legalità. Poiché le parti rinunciano ai motivi di appello per raggiungere l'accordo, il giudice non è tenuto a motivare l'assenza di cause di proscioglimento immediato.
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Patteggiamento: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento emessa dal GUP. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione del proscioglimento d'ufficio e l'errata qualificazione giuridica dei fatti. La Suprema Corte ha chiarito che, ai sensi dell'art. 448 comma 2-bis c.p.p., i motivi di ricorso contro il patteggiamento sono tassativi e non includono il vizio di motivazione sulla mancata verifica delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La decisione conferma il rigore del legislatore nel limitare le impugnazioni per i riti concordati.
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