LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 118 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 27 di 40

1647 provvedimenti

Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a due società di navigazione riguardo a delle agevolazioni Ires e Irap. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della corte d'appello perché basata su una motivazione apparente: i giudici di secondo grado avevano fondato la loro decisione su norme relative all'IVA, un'imposta del tutto estranea all'oggetto del contendere. Questo vizio radicale, che impedisce di comprendere l'iter logico-giuridico della decisione, ha comportato la nullità della sentenza e il rinvio della causa a un nuovo giudice.
Continua »
Sentenza penale assoluzione: effetti sul Fisco
Un ex consigliere di un'associazione sportiva, ritenuto responsabile in solido per i debiti fiscali dell'ente, ha impugnato l'accertamento. La Corte di Cassazione, rilevata la pendenza di una questione di massima importanza relativa agli effetti di una sentenza penale di assoluzione definitiva ("perché il fatto non sussiste") sul contenzioso tributario, ha sospeso la decisione. Il caso è stato rinviato alle Sezioni Unite per ottenere un chiarimento sull'applicabilità e la portata della nuova normativa che disciplina il rapporto tra giudizio penale e processo tributario. La Corte attende questa pronuncia per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
Continua »
Ratio decidendi: perché un ricorso può essere respinto
Una società contesta un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica degli atti presupposti. La Cassazione rigetta il ricorso perché la sentenza d'appello si basava su una duplice ratio decidendi e il ricorrente non ha smontato efficacemente la prima motivazione, rendendo gli altri motivi inammissibili.
Continua »
Retribuzione anzianità pubblico impiego: la Cassazione
Una dipendente pubblica aveva ottenuto in appello il ricalcolo della retribuzione individuale di anzianità (RIA). La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'ente regionale. Il principio affermato è che per la retribuzione anzianità pubblico impiego nel comparto Regioni ed Enti Locali, il D.P.R. 333/1990 non prevedeva scatti aggiuntivi per il biennio 1989-1990, a differenza di altri comparti, consolidando l'incremento sulla base del servizio maturato fino al 31 dicembre 1988.
Continua »
Lavoro carcerario: quando scatta la prescrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il lavoro carcerario, il rapporto deve considerarsi unitario. Di conseguenza, la prescrizione quinquennale per i crediti retributivi non decorre dalla fine di ogni singola prestazione, ma dalla cessazione definitiva dell'intero rapporto lavorativo. Nel caso di specie, una ex detenuta aveva richiesto l'adeguamento della sua retribuzione per il lavoro svolto tra il 2012 e il 2017. La Corte d'Appello aveva parzialmente accolto la domanda, dichiarando prescritti i crediti più datati. La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che l'azione legale, intrapresa entro cinque anni dalla fine del rapporto nel 2017, era tempestiva per tutti i crediti maturati.
Continua »
Spese di lite: chi paga se il debito è prescritto?
Un contribuente ottiene l'annullamento di una pretesa fiscale per intervenuta prescrizione. I giudici di merito, però, compensano le spese di lite, addebitando al cittadino il mancato pagamento originario del tributo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando che le spese legali devono essere pagate dall'Agente della riscossione. La causa del processo, infatti, non è il debito originario, ma il tentativo dell'ente di riscuotere un credito ormai estinto, costringendo il contribuente ad agire in giudizio. Si riafferma così il principio per cui chi perde la causa, e l'ha provocata, paga i costi.
Continua »
Duplicazione avviso accertamento: la Cassazione decide
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI/IMU sostenendo, tra le altre ragioni, la duplicazione della pretesa tributaria. La Commissione Tributaria Regionale ha ignorato questa specifica eccezione. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha annullato la decisione di secondo grado per omessa pronuncia, stabilendo che il giudice deve esaminare ogni motivo di contestazione, inclusa la duplicazione dell'avviso di accertamento, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
Continua »
Motivazione apparente: sentenza annullata dalla Cassazione
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. La Corte di secondo grado ha dichiarato inammissibile il ricorso per presunta acquiescenza, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. La sentenza è stata cassata per motivazione apparente, in quanto il ragionamento del giudice era illogico, contraddittorio e confondeva erroneamente la dichiarazione integrativa con l'istituto dell'acquiescenza, rendendo impossibile comprendere l'iter logico-giuridico seguito.
Continua »
Credito d’imposta non spettante: la Cassazione decide
Una società ha utilizzato un credito d'imposta per compensare un acconto IVA che in realtà non era dovuto, essendo già a credito IVA. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, ritenendo il credito utilizzato 'inesistente'. La Corte di Cassazione, uniformandosi a un precedente delle Sezioni Unite, ha stabilito che il credito era 'non spettante' ma non 'inesistente', poiché i presupposti costitutivi del credito erano validi, sebbene fosse stato utilizzato in modo improprio. Di conseguenza, l'atto di recupero è stato annullato perché notificato oltre i termini di decadenza ordinari, non applicandosi il termine più lungo di otto anni previsto per i soli crediti inesistenti.
Continua »
Tardività ricorso Cassazione: termini perentori
Una società creditrice ha presentato ricorso in Cassazione avverso una decisione della Corte d'Appello relativa al calcolo degli interessi su un credito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, poiché la materia dell'opposizione a precetto non beneficia della sospensione feriale dei termini, rendendo il deposito dell'atto oltre il termine breve perentorio. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali.
Continua »
Inadempimento contratto preliminare: le conseguenze
La Corte di Cassazione conferma la condanna dei promittenti venditori a restituire il doppio della caparra alla società promissaria acquirente, a causa del loro grave inadempimento del contratto preliminare. La controversia nasce dalla mancata fornitura di documentazione essenziale (certificazioni energetiche, di bonifica, urbanistiche) e dal rifiuto di sottoscrivere i progetti necessari per l'edificazione, oltre che di rinegoziare il prezzo dopo una variazione urbanistica sfavorevole. La Corte ha ritenuto legittimo il recesso della società acquirente e ha rigettato tutti i motivi di ricorso dei venditori, inclusi quelli di natura procedurale.
Continua »
Legge applicabile: Cassazione sulla tutela del lavoro
Un lavoratore italiano, impiegato in Romania da un'azienda italiana, viene licenziato. La Corte di Cassazione interviene sul tema della legge applicabile al rapporto di lavoro, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva applicato un mix di normative italiane e romene. La Suprema Corte stabilisce che, in base al Regolamento UE Roma I, va individuata un'unica legge applicabile, quella che offre la tutela più forte al dipendente, vietando una 'frammentazione' delle normative che potrebbe pregiudicare i diritti del lavoratore.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società impugna un estratto di ruolo per cartelle non notificate. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, pronunciandosi su un ricorso relativo alle sole spese legali, ha dichiarato l'azione originaria inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è possibile solo in presenza di un concreto e attuale interesse ad agire, non ravvisabile nella mera assenza di notifica. Di conseguenza, l'intero processo è stato invalidato.
Continua »
Impignorabilità conti stato estero: i criteri della Corte
La Cassazione ha annullato una decisione d'appello sull'impignorabilità dei conti di uno Stato estero, stabilendo che la sola intestazione del conto a scopi pubblici non è sufficiente. È necessaria la prova concreta della destinazione dei fondi a funzioni sovrane, con onere a carico dello Stato estero. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Notifica atti tributari: valida dal messo Giudice di Pace
Una società turistica ha impugnato una cartella esattoriale per ICI, sostenendo che la notifica degli atti di accertamento sottostanti fosse nulla perché effettuata da un messo del Giudice di Pace, ritenuto incompetente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica atti tributari da parte del messo del Giudice di Pace è valida, in quanto tale figura rientra nella più ampia categoria dei messi comunali. Inoltre, la Corte ha ribadito che qualsiasi eventuale vizio di notifica sarebbe stato sanato dal raggiungimento dello scopo, poiché l'atto era pervenuto a conoscenza della società, che aveva potuto esercitare il proprio diritto di difesa.
Continua »
Travisamento della prova: quando il ricorso è inammissibile
Una società creditrice, tramite la sua mandataria, ha impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che aveva respinto la sua azione revocatoria. La ricorrente lamentava un travisamento della prova nella valutazione del patrimonio residuo del debitore. La Suprema Corte, applicando i recenti principi delle Sezioni Unite (sentenza n. 5792/2024), ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che criticare la scelta del giudice di merito di valorizzare alcuni dati probatori rispetto ad altri non integra un travisamento della prova, ma un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
Continua »
Motivazione apparente: sentenza nulla se acritica
Un ente riscossore impugna una sentenza tributaria per motivazione apparente. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la decisione d'appello è nulla se si limita a un rinvio acritico alla pronuncia di primo grado, senza analizzare specificamente i motivi di gravame e le prove prodotte, come quelle relative all'interruzione della prescrizione. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
Continua »
IMU agevolazione agricola: Sì anche ai pensionati
La Corte di Cassazione ha stabilito che un coltivatore diretto, anche se titolare di pensione, ha diritto all'agevolazione IMU sui terreni agricoli. La Corte ha chiarito che, a seguito di una norma di interpretazione autentica con efficacia retroattiva, l'unico requisito necessario è l'iscrizione alla previdenza agricola. Questa iscrizione è di per sé sufficiente a dimostrare i requisiti sostanziali, rendendo irrilevante la comparazione tra reddito agricolo e reddito da pensione. Di conseguenza, è stato accolto il ricorso dell'erede di un contribuente a cui era stata negata l'agevolazione per gli anni dal 2013 al 2017.
Continua »
Interposizione fittizia e valore della prova penale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di presunta interposizione fittizia di manodopera. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che avevano correttamente valutato l'insieme delle prove, inclusa l'archiviazione di un procedimento penale parallelo. La sentenza chiarisce che, sebbene non vincolante, l'esito del giudizio penale può essere legittimamente considerato come un indizio nel processo tributario, confermando l'autonomia del contratto di appalto della società contribuente.
Continua »
Rationes decidendi: ricorso inammissibile
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che annullava un avviso di accertamento per interposizione fittizia di manodopera. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché l'Agenzia non ha contestato tutte le autonome rationes decidendi della decisione di secondo grado, rendendo definitiva la sentenza per le motivazioni non appellate.
Continua »