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Art. 118 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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1647 provvedimenti

Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Cumulo giuridico sanzioni: Cassazione rinvia a P.U.
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un caso relativo all'applicazione del cumulo giuridico sanzioni per omessa dichiarazione TARI. La decisione è motivata dalla rilevanza della questione, che richiede un'analisi approfondita sulla nozione di "violazioni della stessa indole" e sull'impatto di nuove normative, al fine di stabilire un principio di diritto uniforme.
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Potere istruttorio giudice: Limiti e onere della prova
Un contribuente impugna un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU). La Corte di Cassazione accoglie uno dei motivi di ricorso, annullando la decisione precedente. Il punto centrale è il limite al potere istruttorio del giudice: non può acquisire d'ufficio prove che l'ente impositore avrebbe dovuto produrre, sostituendosi così all'onere probatorio della parte. Il caso è stato rinviato a un nuovo giudice per un riesame alla luce di questo fondamentale principio.
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Superminimo collettivo: la Cassazione sulla modifica
Una lavoratrice si oppone alla soppressione di un 'superminimo collettivo' a seguito della disdetta di un accordo aziendale. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un emolumento previsto da un contratto collettivo, e non per meriti individuali, può essere modificato o eliminato da un successivo accordo collettivo, anche se peggiorativo, in quanto fonte esterna al contratto individuale.
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Minimo garantito: come si calcola la retribuzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di lavoratori di una casa da gioco, stabilendo che il calcolo del loro minimo garantito sulla retribuzione variabile (mance) deve basarsi non sull'incasso totale, ma sulla quota di loro spettanza. La Corte ha sottolineato che, in caso di clausole contrattuali ambigue, l'interpretazione deve andare oltre il dato letterale, considerando lo scopo originario dell'accordo e il comportamento successivo delle parti, che in questo caso avvaloravano la tesi dell'azienda.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità, anche variabili, intrinsecamente connesse alle mansioni svolte, come l'indennità di utilizzo professionale e quella di assenza dalla residenza per un macchinista. Accogliendo il ricorso di un lavoratore contro un'azienda di trasporti, la Corte ha affermato che una paga ridotta durante le ferie costituisce un deterrente illegittimo all'esercizio di tale diritto, in linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. La sentenza d'appello, che aveva escluso tali voci, è stata annullata con rinvio.
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Onere della prova: inammissibilità per motivo nuovo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso riguardante la tassazione di indennità di trasferta. La decisione si fonda sul principio dell'onere della prova: l'Amministrazione finanziaria non ha dimostrato che la questione sollevata in Cassazione fosse già parte del tema originario del contendere. Di conseguenza, il motivo è stato considerato nuovo e quindi inammissibile, confermando le sentenze favorevoli al contribuente.
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Opposizione cartella esattoriale e l’esame del merito
Una società televisiva ha presentato opposizione a una cartella esattoriale per contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in presenza di vizi formali come un'iscrizione a ruolo potenzialmente illegittima, il giudice dell'opposizione ha sempre il dovere di valutare nel merito la fondatezza della pretesa creditoria. Di conseguenza, avendo accertato l'esistenza del debito contributivo, il ricorso della società è stato respinto.
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Esenzione IMU coltivatori diretti: la Cassazione decide
Un coltivatore diretto, anche se pensionato, ha diritto all'esenzione IMU sui terreni agricoli. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che il requisito della prevalenza del reddito agrario non è più necessario. Ai fini dell'esenzione IMU coltivatori diretti, l'unico elemento decisivo è la continua iscrizione alla gestione previdenziale agricola, anche in qualità di coadiuvante familiare. La decisione si basa su una norma di interpretazione autentica con effetto retroattivo, che ha risolto i precedenti contrasti giurisprudenziali.
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Data certa: contratto bancario nullo verso il fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione di un credito bancario dallo stato passivo di un fallimento. La motivazione risiede nella mancanza di 'data certa' sul contratto di conto corrente, requisito indispensabile per renderlo opponibile alla procedura fallimentare. Secondo la Corte, la prova del contratto, che per legge deve essere scritta, non può essere sostituita da altri documenti come gli estratti conto, rendendo il credito non provato e quindi inesigibile nei confronti del fallimento.
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Oneri non apparenti: la conoscenza esclude la garanzia
Una coppia di acquirenti scopre una condotta fognaria sul terreno comprato da un Comune e ne chiede la rimozione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la garanzia per oneri non apparenti non opera se l'acquirente era, o poteva essere, a conoscenza del vizio. In questo caso, la presenza di un pozzetto di ispezione è stata considerata prova sufficiente della conoscibilità, escludendo il diritto a risarcimento o riduzione del prezzo.
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Sopravvenienze attive: quando dichiararle al Fisco?
Un'azienda partner di una società che aveva vinto una causa contro una banca per interessi anatocistici si è vista notificare un avviso di accertamento per omessa dichiarazione. Il dibattito verteva sull'anno fiscale corretto per dichiarare le somme recuperate, ovvero le cosiddette sopravvenienze attive. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: tali redditi devono essere imputati all'anno in cui la sentenza che li accerta viene depositata, poiché in quel momento diventano certi e determinabili. Tuttavia, la Corte ha specificato che questa regola vale solo se l'efficacia esecutiva della sentenza non è stata sospesa, poiché la sospensione impedisce il concreto conseguimento del reddito.
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Sopravvenienze attive: quando tassare il credito?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un punto cruciale sulla tassazione delle sopravvenienze attive derivanti da sentenze giudiziarie. Il caso riguardava un avviso di accertamento notificato a un contribuente per un maggior reddito di partecipazione, originato da una rettifica fiscale verso una società a lui collegata. Tale rettifica era dovuta alla mancata dichiarazione di una sopravvenienza attiva, consistente in somme ottenute a seguito di una sentenza che aveva ordinato a un istituto di credito la restituzione di interessi anatocistici. La Corte ha stabilito che il momento impositivo scatta nell'anno di deposito della sentenza, non quando essa diventa definitiva. Tuttavia, se l'efficacia esecutiva della sentenza viene sospesa, la tassazione è posticipata. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato quindi accolto su questo punto, cassando la decisione precedente e rigettando l'originario ricorso del contribuente.
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Affidamento incolpevole: PA non responsabile se c’è giudizio
La Corte di Cassazione stabilisce che non sussiste la responsabilità della Pubblica Amministrazione per lesione dell'affidamento incolpevole quando un'autorizzazione amministrativa viene annullata in sede giudiziale e il privato era a conoscenza della pendenza del giudizio. Avviare i lavori in pendenza di un ricorso contro l'autorizzazione costituisce un'assunzione di rischio consapevole da parte dell'impresa, che esclude il diritto al risarcimento dei danni.
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Definizione agevolata: sospeso il giudizio in Cassazione
Una società turistica, impugnando un avviso di accertamento per la sua qualifica di 'società di comodo', ha aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sugli effetti della definizione agevolata sui processi tributari in corso, se cioè comporti la sospensione fino al saldo o l'estinzione immediata.
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Motivazione apparente: sentenza tributaria nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. La CTR aveva negato la deducibilità di costi per royalties basandosi sulla scadenza formale di un contratto, senza esaminare le prove della sua prosecuzione di fatto. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione insufficiente, violando il requisito del 'minimo costituzionale'.
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Deducibilità royalties: ok al rinnovo tacito del contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13202/2025, ha stabilito la legittimità della deducibilità royalties pagate in base a un contratto di licenza marchio rinnovato tacitamente. Anche in assenza di un accordo scritto formale, i costi inerenti all'attività d'impresa sono deducibili se l'accordo prosegue per 'fatti concludenti', annullando la pretesa dell'Agenzia delle Entrate.
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Prescrizione crediti agente: la Cassazione sui 5 anni
Un agente ha citato in giudizio la società preponente per ottenere la riqualificazione del rapporto e il pagamento di differenze retributive e indennità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che la prescrizione dei crediti dell'agente per le provvigioni è quinquennale e non decennale. Ha inoltre dichiarato inammissibili le domande nuove in appello e ha sottolineato l'importanza del rispetto dei termini di decadenza e dell'onere della prova a carico dell'agente.
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Proprietà condominiale: il ballatoio è parte comune?
Una condomina modifica un ballatoio, ritenendolo privato. I vicini si oppongono. La Cassazione conferma la decisione d'appello: il ballatoio è parte comune. Viene ribadito il principio della presunzione di proprietà condominiale ex art. 1117 c.c., respingendo il ricorso della condomina e confermando l'ordine di demolizione.
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Indennità agente unico: quando è dovuta anche se soppressa
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità agente unico spetta al lavoratore anche se formalmente soppressa, qualora le mansioni che la giustificavano, come la vendita di biglietti, continuino a essere svolte in modo continuativo e non meramente occasionale. La sentenza sottolinea che la continuità della prestazione lavorativa prevale sulla soppressione formale del compenso, garantendo l'irriducibilità della retribuzione.
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Indennità agente unico: diritto anche se soppressa
La Cassazione conferma il diritto di un dipendente del settore trasporti a percepire l'indennità agente unico, anche dopo la sua formale soppressione, poiché le mansioni accessorie di vendita biglietti continuavano ad essere svolte. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, stabilendo che la continuità della prestazione giustifica la conservazione del trattamento economico equivalente, in applicazione del principio di irriducibilità della retribuzione.
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