Un cittadino, dopo essere stato assolto con formula piena dall'accusa di spaccio, ha ottenuto dalla Corte d'appello la riparazione per ingiusta detenzione per i 254 giorni trascorsi in carcere. Tuttavia, i giudici hanno commesso un errore di calcolo matematico, liquidando una somma superiore rispetto al massimo giornaliero stabilito, e hanno aggiunto gli interessi legali non richiesti, condannando anche il Ministero dell'Economia al pagamento delle spese legali nonostante non si fosse opposto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero: ha ricalcolato correttamente l'indennizzo a 59.898,28 euro, ha eliminato gli interessi concessi indebitamente e ha cancellato la condanna alle spese legali, poiché in assenza di opposizione della Pubblica Amministrazione non vi è soccombenza.
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