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Scatti Di Anzianità

52 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Aumenti periodici dello stipendio che spettano al lavoratore in base agli anni di servizio accumulati presso lo stesso datore di lavoro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fusione per incorporazione e crediti di lavoro: chi paga i debiti
Alcuni lavoratori hanno citato in giudizio la società incorporante per ottenere differenze retributive e scatti di anzianità maturati durante il precedente impiego presso la società incorporata. I rapporti di lavoro erano già terminati prima della fusione aziendale. La società incorporante ha sostenuto di non dover rispondere dei debiti relativi a contratti già estinti. La Corte di Cassazione ha chiarito che il tema relativo a fusione per incorporazione e crediti di lavoro è regolato dalla successione universale. La società incorporante assume infatti per legge tutti i diritti e tutti gli obblighi anteriori alla fusione, inclusi i debiti verso gli ex dipendenti.
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Fusione per incorporazione e crediti di lavoro: chi paga i debiti
Due lavoratrici hanno richiesto il pagamento di differenze retributive per scatti di anzianità maturati durante il servizio presso una cooperativa. Tale cooperativa è stata successivamente assorbita da una nuova società tramite un'operazione societaria. L'azienda incorporante sosteneva di non dover pagare i debiti poiché i rapporti di lavoro erano già cessati prima della fusione aziendale. La Corte di Cassazione ha chiarito le regole su fusione per incorporazione e crediti di lavoro. I giudici hanno confermato che la società incorporante risponde di tutti i debiti della società estinta, inclusi i crediti retributivi dei dipendenti cessati.
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Scatti di anzianità: spettano anche per il lavoro a termine
Una lavoratrice ha chiesto il riconoscimento dei periodi di lavoro svolti con contratti a termine e a tempo parziale ai fini del calcolo per gli scatti di anzianità. L'Azienda ha opposto ricorso sostenendo che la dipendente avesse rinunciato a tali pretese in sede di conciliazione e che il minor orario o la frammentazione del rapporto riducessero l'anzianità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso datoriali. La Suprema Corte ha stabilito che i periodi di lavoro a termine e part-time devono essere calcolati interamente per gli scatti di anzianità, nel rispetto del principio di non discriminazione. La rinuncia passata non impedisce di valorizzare l'anzianità pregresso per gli scatti futuri e la prescrizione dei crediti non decorre in costanza di rapporto privo di tutela reale. L'Azienda è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Scatti di anzianità: valgono solo i periodi lavorati
Un dipendente ha ottenuto la conversione di diversi contratti a termine in un unico rapporto a tempo indeterminato, con il riconoscimento del risarcimento del danno. In seguito, il lavoratore ha preteso un inquadramento superiore e il pagamento degli scatti di anzianità conteggiando anche i periodi di inattività trascorsi tra un contratto e l'altro. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, stabilendo che l'anzianità matura solo durante i periodi di effettivo lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato questa pronuncia e ha respinto il ricorso del dipendente. I giudici hanno chiarito che l'indennità forfettaria risarcisce l'assenza di retribuzione durante gli intervalli non lavorati, ma non attribuisce valore a tali pause ai fini degli scatti di anzianità. Il lavoratore perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Anzianità di servizio apprendistato: nulli i tagli del CCNL
Un gruppo di dipendenti ha chiesto il riconoscimento dell'intero periodo svolto con contratto di apprendistato per calcolare gli aumenti retributivi periodici. L'azienda datrice di lavoro rifiutava il conteggio basandosi su clausole contrattuali collettive escludenti tale periodo. I giudici hanno dichiarato nulle le clausole del contratto collettivo e dell'accordo sindacale perché contrarie alla legge. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sancendo che l'anzianità di servizio apprendistato deve essere conteggiata integralmente quando il dipendente prosegue il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
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Scatti di anzianità e apprendistato: il CCNL cede alla legge
La controversia nasce dalla richiesta di due lavoratori nei confronti della società datrice di lavoro operante nel settore dei trasporti ferroviari. L'azienda negava il riconoscimento del periodo svolto con contratto di tirocinio formativo ai fini della progressione economica. Il contratto collettivo nazionale e i successivi accordi aziendali escludevano infatti espressamente il periodo di formazione dal computo utile per gli aumenti retributivi periodici. I giudici di merito hanno dichiarato la nullità delle clausole contrattuali collettive per contrasto con la legge statale e hanno condannato la società a pagare le somme arretrate. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda. Il tema centrale riguarda il rapporto tra scatti di anzianità e apprendistato, confermando che il periodo formativo deve essere integralmente conteggiato nell'anzianità di servizio quando il rapporto prosegue a tempo indeterminato.
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Anzianità di servizio e apprendistato: CCNL nullo se la nega
Una lavoratrice ha citato in giudizio l'azienda di trasporti per ottenere il riconoscimento del periodo di formazione iniziale ai fini economici. I contratti collettivi escludevano tale periodo dal calcolo degli aumenti periodici di stipendio. I giudici di merito hanno dichiarato nulle tali clausole contrattuali. L'azienda ha proposto ricorso per cassazione, sostenendo che la contrattazione collettiva avesse la delega per regolare il trattamento retributivo. La Suprema Corte ha respinto il ricorso dell'azienda. La legge impone il principio inderogabile secondo cui l'anzianità di servizio e apprendistato formano un percorso unico e continuo quando il rapporto prosegue a tempo indeterminato. Il contratto collettivo non può azzerare l'esperienza pregressa né negare gli scatti retributivi maturati durante il tirocinio.
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Abuso di contratti a termine: risarcimento confermato per l’ATA
Una collaboratrice scolastica ha contestato l'abuso di contratti a termine per aver lavorato per oltre trentasei mesi su posti vacanti. I giudici di merito hanno riconosciuto il risarcimento del danno pari a nove mensilità e gli scatti di anzianità. Il Ministero ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo che la successiva stabilizzazione della lavoratrice cancellasse il diritto al risarcimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: l'amministrazione non ha trascritto né localizzato correttamente gli atti difensivi. La lavoratrice vince la causa e conserva integralmente il risarcimento economico e gli aumenti retributivi maturati per il precariato subito.
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Scatti di anzianità e apprendistato: vittoria per i dipendenti
Alcuni dipendenti hanno fatto causa a un'azienda di trasporti per ottenere il riconoscimento del periodo di apprendistato ai fini degli aumenti periodici dello stipendio. La Corte d'Appello ha dato ragione ai lavoratori, dichiarando nulle le clausole del contratto collettivo che escludevano tale computo. L'azienda ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, ma ha successivamente depositato una formale rinuncia al ricorso, accettata dai lavoratori. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. Questa decisione conferma nei fatti la vittoria dei lavoratori, che vedono riconosciuto il diritto al computo dell'apprendistato per scatti di anzianità.
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Computo dell’apprendistato per scatti di anzianità: la svolta
Alcuni dipendenti hanno richiesto il riconoscimento dell'intero periodo di apprendistato ai fini degli aumenti periodici di stipendio. La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità delle clausole del contratto collettivo che escludevano tale calcolo. L'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione ma, successivamente, ha depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dai lavoratori. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, la decisione precedente favorevole ai lavoratori diventa definitiva, confermando il diritto al computo dell'apprendistato per scatti di anzianità.
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Giusta retribuzione e crisi: il socio perde contro la cooperativa
Un socio lavoratore ha fatto causa alla propria cooperativa chiedendo differenze retributive. Il lavoratore lamentava l'applicazione di un contratto collettivo non rappresentativo e chiedeva il ricalcolo dello stipendio secondo parametri più favorevoli, invocando il principio della giusta retribuzione. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, rilevando che i calcoli per verificare la soglia costituzionale devono considerare solo i minimi tabellari, escludendo la quattordicesima e gli scatti di anzianità automatici. Inoltre, la cooperativa aveva legittimamente sospeso il TFR durante uno stato di crisi. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del lavoratore e condannandolo al pagamento delle spese processuali, poiché la retribuzione effettivamente percepita superava comunque il minimo costituzionale di riferimento.
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Computo dell’apprendistato: l’azienda rinuncia e i lavoratori vincono
I Lavoratori hanno ottenuto nei gradi di merito il riconoscimento del diritto al computo dell'apprendistato ai fini degli scatti di anzianità, con conseguente nullità delle clausole del contratto collettivo che lo escludevano. L'Azienda ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, ma ha successivamente depositato un formale atto di rinuncia al ricorso, accettato dai dipendenti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna alle spese per via dell'accordo tra le parti. Inoltre, i giudici hanno chiarito che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, misura sanzionatoria riservata solo ai casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità della domanda.
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Prescrizione dei crediti di lavoro: vittoria per il dipendente
Il Lavoratore ha ottenuto il riconoscimento dell'intero periodo di apprendistato ai fini degli scatti di anzianità, con la condanna dell'Azienda al pagamento delle differenze retributive. L'Azienda ha impugnato la decisione in Cassazione, eccependo la prescrizione dei crediti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la prescrizione dei crediti di lavoro non decorre durante il rapporto di lavoro se questo non è assistito da un regime di stabilità reale, come ridefinito dalla Riforma Fornero. Di conseguenza, il termine prescrizionale inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, rendendo tempestive le richieste del dipendente. L'Azienda è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Computo anzianità apprendistato: nullo l’accordo che lo esclude
I Lavoratori hanno chiesto il riconoscimento del primo periodo di apprendistato ai fini degli aumenti dello stipendio. L'Azienda escludeva tale periodo basandosi su un accordo sindacale. I giudici di merito hanno dato ragione ai dipendenti, dichiarando nullo l'accordo. L'Azienda ha fatto ricorso in Cassazione ma ha poi deciso di rinunciare alla causa. I Lavoratori hanno accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo. La vicenda si chiude con la vittoria dei dipendenti che mantengono il diritto al computo anzianità apprendistato per gli scatti di stipendio.
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Computo anzianità apprendistato: l’azienda rinuncia al ricorso
Un'azienda di trasporti ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che dichiarava nullo l'accordo sindacale escludente i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo degli scatti di stipendio. Prima della decisione della Cassazione, l'azienda ha rinunciato al ricorso con l'accordo dei dipendenti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, i lavoratori ottengono definitivamente il computo anzianità apprendistato e il pagamento delle differenze retributive dovute.
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Computo dell’apprendistato: l’azienda cede e la dipendente vince
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'Azienda. La controversia originaria riguardava il diritto della Lavoratrice al computo dell'apprendistato ai fini degli aumenti periodici di anzianità. La Corte d'Appello aveva precedentemente confermato tale diritto, riconoscendo il valore del periodo di formazione. Con la rinuncia dell'Azienda, la decisione di secondo grado passa in giudicato, confermando definitivamente il diritto della Lavoratrice. Non si fa luogo alla regolazione delle spese poiché la Lavoratrice è rimasta intimata e non ha svolto attività difensiva.
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Precari e non discriminazione: stop ai tagli sullo stipendio
Un docente precario ha chiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio per ottenere gli aumenti di stipendio previsti per i colleghi di ruolo. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il diritto, ma aveva sottratto dall'importo dovuto le indennità ricevute per le ferie non godute e per la disoccupazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che tali detrazioni violano il principio di non discriminazione stabilito dall'Unione Europea. Queste indennità compensano svantaggi tipici del lavoro a termine e non possono essere usate per ridurre i crediti retributivi. L'amministrazione scolastica è stata quindi condannata a pagare le differenze stipendiali piene, calcolate in base agli anni di servizio effettivo, senza alcuna trattenuta per ferie o disoccupazione, nel limite della prescrizione di cinque anni.
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Scatti di anzianità: Cassazione dà ragione ai docenti precari
Tre docenti assunte con ripetuti contratti a termine hanno chiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio per ottenere gli scatti di anzianità previsti per il personale di ruolo. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo che la clausola di salvaguardia del contratto collettivo del 2011 spettasse solo ai dipendenti a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso delle lavoratrici. I giudici hanno stabilito che escludere il personale precario dai benefici economici riservati ai colleghi di ruolo viola il principio europeo di non discriminazione. Di conseguenza, la norma del contratto collettivo nazionale deve essere disapplicata. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame del caso.
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Prescrizione dei crediti di lavoro: stop al decorso in servizio
Un lavoratore, assunto inizialmente con contratto di apprendistato poi trasformato a tempo indeterminato, ha richiesto il computo dell'intero periodo di apprendistato ai fini degli scatti di anzianità. L'Azienda si è opposta, eccependo la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che l'apprendistato deve essere interamente calcolato. Riguardo alla prescrizione dei crediti di lavoro, la Corte ha ribadito un principio fondamentale: nei rapporti di lavoro a tempo indeterminato privi di stabilità reale (come quelli modificati dalla Legge Fornero del 2012 e dal Jobs Act del 2015), la prescrizione non decorre durante il rapporto di lavoro, ma inizia a decorrere soltanto dalla sua cessazione. Di conseguenza, i diritti del lavoratore non erano prescritti e l'Azienda è stata condannata.
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Scatti di anzianità: perizia depositata ma difesa negata
Un lavoratore ha chiesto il riconoscimento degli scatti di anzianità e di un livello retributivo superiore dopo che il suo rapporto di lavoro tramite somministrazione era stato convertito a tempo indeterminato. La Corte d'Appello ha ridotto le somme spettanti basandosi su una perizia tecnica (CTU). Tuttavia, il consulente del giudice ha depositato la relazione finale senza inviare prima la bozza alle parti per ricevere osservazioni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore: il deposito diretto della perizia, senza concedere il termine per le repliche, viola il diritto di difesa e rende nulla la consulenza. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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