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Art. 390 Codice di Procedura Civile

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Rinuncia al ricorso per cassazione: effetti ed esito sulle spese
Un Ente pubblico ha impugnato una sentenza d'appello sfavorevole davanti alla Suprema Corte. Successivamente, lo stesso Ente ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione chiedendo la compensazione delle spese legali. Il Cittadino resistente non ha manifestato adesione all'atto. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio. La rinuncia produce infatti efficacia immediata anche in assenza di accettazione altrui. L'atto determina il passaggio in giudicato della sentenza precedente e fa decadere l'interesse a proseguire. La Corte ha condannato l'Ente rinunciante al pagamento delle spese di lite a favore del Cittadino, escludendo tuttavia il raddoppio del contributo unificato sanzionatorio.
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Tassa Telefonia Mobile: Rinuncia Impropria Rende Ricorso Inammissibile
Un'azienda ha chiesto il rimborso della tassa di concessione governativa sulla telefonia mobile, versata per abbonamenti tra il 2008 e il 2011, sostenendo l'illegittimità del tributo. L'Amministrazione Finanziaria ha opposto un silenzio-rifiuto, e i giudici tributari di primo e secondo grado hanno respinto la richiesta. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha poi tentato di rinunciare all'impugnazione senza rispettare le formalità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse, condannando l'azienda al pagamento delle spese legali. La sentenza chiarisce l'importanza delle procedure formali anche in caso di rinuncia.
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Contratto di patrocinio legale: ente cede sui compensi
Un Ente Pubblico ha rifiutato di pagare i compensi professionali a un Avvocato per l'assistenza prestata in diverse procedure esecutive. L'Ente ha contestato la validità del rapporto, sostenendo la mancanza di un formale contratto scritto e l'assenza di poteri in capo al dirigente che aveva conferito l'incarico. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione di primo grado, confermando che la procura alle liti unita agli atti difensivi perfeziona un valido contratto di patrocinio legale scritto. L'Ente Pubblico ha impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione, ma prima della decisione ha depositato formale rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo, condannando l'Ente Pubblico al rimborso delle spese legali in favore del professionista.
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Rinuncia al giudizio tributario: la pace fiscale chiude il contenzioso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di rinuncia al giudizio tributario. Un contribuente aveva presentato ricorso contro un avviso di accertamento IRPEF. Il suo difensore ha dichiarato la rinuncia al mandato e al giudizio, motivando con l'adesione del contribuente alla "rottamazione-ter" (una definizione agevolata dei debiti fiscali). La Corte ha riconosciuto questa possibilità. Ha quindi concesso un termine al contribuente per formalizzare la rinuncia e documentare il buon esito della definizione agevolata. Questo permette di chiudere il contenzioso in modo pacifico.
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Comunione legale dei beni: l’accordo chiude la lite sull’immobile
Una società creditrice ha citato due coniugi per far dichiarare la nullità di una clausola d'acquisto immobiliare. L'atto escludeva l'immobile dalla comunione legale dei beni per la supposta natura personale dell'acquisto. Dopo il fallimento del marito, il curatore fallimentare ha proseguito la causa per integrare il bene nell'attivo pignorabile. I giudici di merito hanno accolto le domande della curatela, reinserendo l'immobile nel regime condiviso. La moglie ha proposto ricorso in Cassazione ma, prima della decisione, ha depositato atto formale di rinuncia con l'accordo della controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo con compensazione integrale delle spese legali.
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Licenziamento illegittimo: la rinuncia al ricorso estingue il giudizio
Un Lavoratore, licenziato da un'Azienda, aveva ottenuto in appello il riconoscimento dell'illegittimità del suo licenziamento e un'indennità risarcitoria. L'Azienda non aveva rispettato l'obbligo di repêchage, cioè di ricollocare il dipendente in altre mansioni compatibili. Il Lavoratore ha poi presentato un ricorso in Cassazione. Tuttavia, ha successivamente deciso di presentare una **rinuncia al ricorso**, accettata dall'Azienda. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciare sulle spese legali, a causa della rinuncia concordata tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: esito e spese
Un Ente pubblico ha impugnato davanti ai giudici di legittimità la sentenza d'appello favorevole a un Professionista. Prima dell'udienza, l'Ente ha depositato e notificato formale rinuncia agli atti. Il Professionista non ha espresso una formale adesione a tale atto. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici hanno chiarito che la rinuncia produce effetti immediati senza necessità di accettazione della controparte. Poiché mancava l'adesione espressa del Professionista, l'Ente rinunciante ha subito la condanna al pagamento delle spese legali. Tuttavia, la Corte ha escluso il raddoppio del contributo unificato a carico dell'Ente, trattandosi di una misura sanzionatoria riservata ai soli casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Licenziamento illegittimo: quando il complesso aziendale cambia le regole
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di licenziamento illegittimo e complesso aziendale. Un Lavoratore era stato licenziato da una compagnia aerea a seguito di una procedura di licenziamento collettivo. La Corte d'Appello aveva riconosciuto l'esistenza di un unico complesso aziendale tra la compagnia e un'altra entità collegata, stabilendo che i licenziamenti avrebbero dovuto considerare tutti i dipendenti di entrambe le società. La compagnia aerea ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo e ha condannato l'Azienda al pagamento delle spese legali in favore del Lavoratore, confermando l'orientamento sulla rinuncia al ricorso.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: chi paga le spese legali
Durante una procedura di pignoramento immobiliare, due creditori hanno litigato sulla divisione delle somme ricavate. Il giudice ha risolto il contrasto e uno dei creditori ha proposto opposizione agli atti esecutivi. Dopo il rigetto del Tribunale, il creditore insoddisfatto ha presentato impugnazione di legittimità. Tuttavia, la notifica dell'atto è avvenuta in ritardo. Preso atto dell'errore temporale segnalato dal relatore, la società ha depositato la rinuncia al ricorso in Cassazione prima dell'udienza. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia. La Cassazione ha condannato il creditore ritardatario al pagamento delle spese legali in favore dell'altro creditore, applicando il principio della soccombenza virtuale.
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Azione Revocatoria: Creditori Rinunciano, Compravendita Salva
I Creditori hanno contestato una compravendita immobiliare tra il Debitore e l'Acquirente, ritenendola un tentativo fraudolento di sottrarre beni al recupero crediti tramite un prezzo irrisorio. Hanno chiesto l'applicazione dell'azione revocatoria per dichiarare l'inefficacia dell'atto. Il Tribunale aveva dato loro ragione, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. In Cassazione, i Creditori hanno rinunciato al ricorso, portando all'estinzione del giudizio. La Suprema Corte ha quindi preso atto della rinuncia, senza entrare nel merito della controversia sull'azione revocatoria, e ha compensato le spese.
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Estinzione del Giudizio per Rinuncia: Comune contro Presidenza, chi vince?
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia in un caso che vedeva coinvolti un Comune e la Presidenza del Consiglio. Il Comune aveva impugnato una sentenza che negava alla Presidenza la qualifica di debitore in un procedimento di accertamento dell'obbligo del terzo pignorato. Durante il processo in Cassazione, il Comune ha rinunciato al proprio ricorso e la Presidenza ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, il giudizio si è estinto e le spese legali tra le parti sono state compensate, riconoscendo la particolare posizione della Presidenza come terzo pignorato.
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Rinuncia al ricorso tributario: la Cassazione estingue il caso
Un'azienda ha chiesto il rimborso della tassa di concessione governativa versata per gli abbonamenti di telefonia mobile aziendale. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato la restituzione delle somme. La società ha quindi promosso un contenzioso tributario, ma ha perso sia in primo che in secondo grado. Di conseguenza, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha scelto di depositare formale rinuncia agli atti. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà del contribuente, confermando la rinuncia al ricorso tributario. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo e hanno disposto la compensazione delle spese di lite.
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Contratto preliminare di vendita: accordo e lite estinta
Una promissaria acquirente ha stipulato un contratto preliminare di vendita per un immobile residenziale. A causa di gravi vizi dell'edificio e di inadempienze del venditore, l'acquirente ha chiesto in giudizio il trasferimento coattivo della proprietà con riduzione del prezzo pattuito e risarcimento del danno per la perdita di agevolazioni fiscali. Il venditore ha replicato chiedendo la risoluzione del contratto e la perdita della caparra. Dopo le sentenze di merito che hanno disposto il trasferimento con riduzione del prezzo, l'acquirente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo extragiudiziale per risolvere ogni controversia. La ricorrente ha quindi depositato formale atto di rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza applicare ulteriori oneri o spese a carico delle parti.
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Estinzione del Processo per Rinuncia: Azienda Condannata alle Spese
La Corte d'Appello aveva confermato l'illegittimità del licenziamento collettivo di una lavoratrice, ordinando la sua reintegrazione e il risarcimento. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, l'Azienda ha notificato la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia. Ha condannato l'Azienda al pagamento delle spese legali in favore della lavoratrice, riconoscendo che la rinuncia, pur estinguendo il giudizio, non esclude il diritto della controparte a ottenere il rimborso delle spese.
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Confini Contesi: Inammissibilità ricorso per Cassazione e spese compensate
Un proprietario ha contestato i confini della sua proprietà, ma la Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, ritenendo i confini corretti. Il proprietario ha presentato un ricorso per Cassazione. Durante il processo, il ricorrente è deceduto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso per Cassazione, equiparando la dichiarazione di disinteresse del legale alla rinuncia. Ha inoltre stabilito la compensazione integrale delle spese legali tra le parti. Questo significa che la controversia sui confini non è stata riesaminata nel merito.
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Esenzione ICI attività sanitaria: stop al ricorso
Un ente religioso proprietario di immobili gestiva servizi sanitari in convenzione e richiedeva l'esenzione ICI attività sanitaria. Il Comune notificava un avviso di accertamento per il mancato versamento dell'imposta, contestando la natura commerciale della struttura. I giudici di merito respingevano il ricorso dell'ente per carenza di prove circa lo svolgimento dell'attività con modalità non lucrative. L'ente impugnava la decisione davanti alla Corte di Cassazione, ma successivamente depositava formale atto di rinuncia, prontamente accettato dall'ente comunale impositore. I Supremi Giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo spese di lite e ulteriori sanzioni pecuniarie.
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Inammissibilità Ricorso Tributario: Quando l’interesse svanisce
Un'Azienda ha presentato ricorso contro un accertamento fiscale relativo a IRES e IRAP per l'anno 2005. Durante il procedimento, l'Agenzia delle Entrate ha annullato l'iscrizione a ruolo (cioè la richiesta di pagamento) delle somme contestate. Questo annullamento ha causato un sopravvenuto difetto d'interesse per l'Azienda a proseguire la causa. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'**inammissibilità del ricorso tributario**, ritenendo che non ci fosse più la necessità di una decisione giudiziaria. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Ricorso Inammissibile per Rinuncia: Quando gli Eredi Cambiano Idea
Un Lavoratore aveva presentato ricorso contro un'ordinanza ingiunzione per il pagamento di una somma. Dopo la sua morte, i suoi eredi hanno deciso di rinunciare al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso per rinuncia, poiché il venir meno dell'interesse ad agire rende il ricorso non più valido. Le spese legali sono state compensate tra le parti. La Corte ha anche chiarito che in caso di rinuncia, non si applica il contributo unificato aggiuntivo.
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Tassazione Indennità di Trasferta: Lavoratore Rinuncia in Cassazione
L'Amministrazione Fiscale ha emesso un avviso di accertamento contro un Lavoratore per IRPEF non versata, contestando la mancata tassazione di compensi per lavoro straordinario. Questi compensi erano stati erroneamente qualificati come "indennità di trasferta" esenti. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, il Lavoratore ha rinunciato al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato le spese legali tra le parti, chiudendo la questione sulla tassazione indennità di trasferta senza entrare nel merito.
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Rinuncia al Ricorso Tributario: Inammissibilità senza Mandato Speciale
Un'Azienda ha impugnato una cartella di pagamento per tasse (IRES, IVA) del 2008. Dopo aver perso nei gradi precedenti, ha dichiarato di aver aderito a una definizione agevolata e che l'Agenzia delle Entrate aveva annullato la cartella. Il suo difensore ha presentato una rinunzia al giudizio, chiedendo l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso tributario. La rinunzia non era valida perché il difensore non aveva un mandato speciale per tale atto. La Corte ha rilevato una sopravvenuta mancanza di interesse dell'Azienda a proseguire il ricorso.
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