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Rinuncia al ricorso per cassazione: esito e spese

Un Ente pubblico ha impugnato davanti ai giudici di legittimità la sentenza d’appello favorevole a un Professionista. Prima dell’udienza, l’Ente ha depositato e notificato formale rinuncia agli atti. Il Professionista non ha espresso una formale adesione a tale atto. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici hanno chiarito che la rinuncia produce effetti immediati senza necessità di accettazione della controparte. Poiché mancava l’adesione espressa del Professionista, l’Ente rinunciante ha subito la condanna al pagamento delle spese legali. Tuttavia, la Corte ha escluso il raddoppio del contributo unificato a carico dell’Ente, trattandosi di una misura sanzionatoria riservata ai soli casi di rigetto o inammissibilità dell’impugnazione.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 30428 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Civile

Effetti e regole della rinuncia al ricorso per cassazione

La gestione delle liti giudiziarie richiede scelte strategiche anche quando il processo giunge al suo ultimo grado. La rinuncia al ricorso per cassazione rappresenta lo strumento processuale attraverso cui la parte che ha impugnato una decisione decide di ritirare la propria domanda. Questa scelta interrompe la prosecuzione del giudizio e consolida la decisione emessa nel grado precedente.

Nel caso esaminato, un Ente pubblico aveva promosso ricorso contro una pronuncia emessa in favore di un Professionista in tema di contratto d’opera. Prima della decisione collegiale, l’Ente ha notificato e depositato la propria formale dichiarazione di abbandono dell’azione giudiziaria.

La natura giuridica dell’atto di rinuncia

Il codice di procedura civile disciplina in modo rigoroso le modalità per abbandonare l’impugnazione di legittimità. La dichiarazione deve provenire dalla parte personalmente o dal difensore munito di una procura speciale conferita per quello specifico fine.

La rinuncia si configura come un atto unilaterale recettizio (una dichiarazione valida dal momento in cui perviene alla controparte). A differenza dei gradi di merito, il giudizio di legittimità non richiede l’accettazione dell’altra parte per perfezionare l’estinzione del procedimento. La notifica del ritiro comporta immediatamente la definitività della sentenza impugnata, facendo venire meno ogni interesse a discutere la controversia.

Spese legali e mancata adesione della controparte

La notificazione dell’atto di rinuncia assume un ruolo centrale nella regolamentazione delle spese processuali. Se la controparte accetta formalmente la rinuncia, il giudice non dispone alcuna condanna alle spese e ciascuno sostiene i propri costi.

Nel caso di specie, il Professionista ha ricevuto la notifica ma non ha depositato una formale adesione all’atto di rinuncia. La legge stabilisce che, in assenza di un accordo esplicito sottoscritto anche dal resistente, le spese del grado di giudizio ricadono interamente su chi ha formalizzato l’abbandono della causa.

Le motivazioni: i principi sulla rinuncia al ricorso per cassazione

I giudici di legittimità hanno ricostruito le conseguenze patrimoniali derivanti dall’estinzione anticipata del contenzioso. La Corte ha chiarito che l’assenza di un’adesione congiunta obbliga il collegio a liquidare i compensi difensivi a favore della parte che ha resistito con il controricorso.

La Suprema Corte ha affrontato anche il tema del raddoppio del contributo unificato. La normativa impone una sanzione economica pari a un ulteriore versamento del tributo nei casi di rigetto integrale, improcedibilità o inammissibilità dell’impugnazione. I giudici hanno stabilito che tale obbligo non si estende all’ipotesi di rinuncia. Trattandosi di una norma di natura sanzionatoria ed eccezionale, il testo non ammette interpretazioni estensive oltre i casi previsti tassativamente dalla legge.

Le conclusioni: l’esito definitivo e le spese di lite

Il giudizio si è concluso con la declaratoria di estinzione del processo per rinuncia al ricorso. Il Professionista ha ottenuto la vittoria definitiva del contenzioso e la condanna dell’Ente al rimborso delle spese legali, liquidate in millesettecento euro oltre accessori di legge.

L’Ente rinunciante ha evitato l’applicazione del doppio contributo unificato ma ha dovuto farsi carico dei costi sostenuti dalla controparte per difendersi. La corretta sequenza degli atti di rinuncia e di adesione resta determinante per evitare esborsi economici imprevisti nella fase conclusiva del processo.

Serve l’accettazione della controparte per rendere efficace la rinuncia in Cassazione?
No, la rinuncia al ricorso per Cassazione produce subito l’estinzione del processo appena viene notificata, senza necessità del consenso dell’altra parte.

Chi paga le spese legali se la controparte non accetta formalmente la rinuncia?
In mancanza di un atto formale di adesione da parte del resistente, il giudice condanna la parte rinunciante a rimborsare le spese di giudizio.

Chi rinuncia al ricorso deve pagare il doppio contributo unificato?
No, il raddoppio del contributo unificato si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, escludendo l’ipotesi di rinuncia.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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