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Scatti di anzianità e apprendistato: il CCNL cede alla legge

La controversia nasce dalla richiesta di due lavoratori nei confronti della società datrice di lavoro operante nel settore dei trasporti ferroviari. L’azienda negava il riconoscimento del periodo svolto con contratto di tirocinio formativo ai fini della progressione economica. Il contratto collettivo nazionale e i successivi accordi aziendali escludevano infatti espressamente il periodo di formazione dal computo utile per gli aumenti retributivi periodici. I giudici di merito hanno dichiarato la nullità delle clausole contrattuali collettive per contrasto con la legge statale e hanno condannato la società a pagare le somme arretrate. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell’azienda. Il tema centrale riguarda il rapporto tra scatti di anzianità e apprendistato, confermando che il periodo formativo deve essere integralmente conteggiato nell’anzianità di servizio quando il rapporto prosegue a tempo indeterminato.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 37215 Anno 2022
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Pubblicato il 1 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il valore formativo nel rapporto di lavoro

Il legame tra scatti di anzianità e apprendistato rappresenta un punto centrale nella tutela dei diritti economici dei lavoratori. Spesso le aziende considerano gli anni di formazione come un percorso separato rispetto al successivo impiego a tempo indeterminato. Alcuni contratti collettivi escludevano la fase iniziale di addestramento dal calcolo degli aumenti periodici di stipendio. Questa prassi creava un evidente svantaggio economico per i dipendenti assunti tramite percorso formativo rispetto ai colleghi assunti direttamente con contratto ordinario.

La controversia esaminata riguarda due dipendenti del comparto ferroviario che hanno citato in giudizio la società datrice di lavoro. I lavoratori chiedevano il ricalcolo degli aumenti retributivi periodici maturati fin dall’inizio del loro impiego in azienda. La società rifiutava la richiesta applicando una specifica norma del contratto collettivo di categoria e un accordo sindacale integrativo. Tali accordi vietavano espressamente il computo degli anni iniziali di tirocinio ai fini della progressione economica per anzianità.

La struttura bifasica del rapporto contrattuale

La giurisprudenza qualifica l’apprendistato come un rapporto a tempo indeterminato a struttura bifasica (diviso in due fasi successive). La prima fase unisce la prestazione lavorativa alla formazione professionale specialistica. La seconda fase si apre quando nessuna delle parti esercita la facoltà di recesso al termine dell’addestramento. Il contratto prosegue quindi come ordinario rapporto di lavoro subordinato senza alcuna interruzione temporale o sostanziale.

La legge statale stabilisce con chiarezza che il periodo iniziale deve essere considerato utile per tutti gli effetti legali e contrattuali collegati alla maturazione dell’anzianità di servizio. La contrattazione collettiva mantiene il potere di istituire o regolare la misura economica degli scatti retributivi periodici. I sindacati e le aziende non possono però discriminare i dipendenti che hanno completato un periodo formativo all’interno della medesima azienda.

Le motivazioni sulla questione di scatti di anzianità e apprendistato

I giudici di legittimità hanno respinto le difese dell’azienda confermando l’invalidità delle clausole del contratto collettivo. I giudici hanno chiarito che l’ordinamento civile e la disciplina dei contratti di lavoro rientrano nella competenza esclusiva della legge statale. Le deleghe concesse alle parti sociali riguardavano esclusivamente la durata massima del periodo formativo e l’organizzazione dei profili professionali. Tali deleghe non consentivano in alcun modo di limitare i diritti patrimoniali legati all’anzianità del lavoratore.

La sentenza ribadisce che la norma imperativa (legge inderogabile che prevale sulla volontà delle parti) impone l’equiparazione totale tra periodo di formazione e lavoro ordinario. Di conseguenza, le clausole contrattuali collettive che azzerano o congelano il computo del tempo trascorso in apprendistato sono radicalmente nulle. Questa equiparazione impedisce disparità di trattamento economico e tutela il percorso di crescita professionale del dipendente.

Le conclusioni sul computo economico dell’anzianità

La decisione stabilisce la vittoria definitiva dei lavoratori e la totale soccombenza dell’azienda datrice di lavoro. La società ferroviaria deve ricalcolare l’anzianità di servizio conteggiando l’intero arco temporale dell’apprendistato svolto dai due dipendenti. L’azienda deve inoltre versare tutte le differenze retributive arretrate maturate negli anni, maggiorate delle spese legali del giudizio.

La pronuncia consolida una tutela essenziale nel mercato del lavoro contemporaneo. I datori di lavoro non possono utilizzare la contrattazione sindacale per comprimere i diritti stipendiali derivanti dalla presenza continuativa in azienda. L’esperienza acquisita durante gli anni di addestramento possiede lo stesso valore giuridico ed economico del lavoro prestato a pieno regime.

Il periodo di apprendistato conta per gli aumenti di stipendio periodici?
Sì, se il rapporto prosegue a tempo indeterminato, l’intero periodo di formazione deve essere calcolato per maturare gli aumenti per anzianità.

Cosa accade se il contratto collettivo esclude gli anni di apprendistato?
La clausola contrattuale collettiva è considerata nulla per violazione di norme di legge inderogabili e il lavoratore ha diritto al ricalcolo.

Quali somme può recuperare il lavoratore escluso dagli scatti?
Il dipendente può ottenere il pagamento di tutte le differenze retributive arretrate maturate grazie al computo corretto dell’anzianità di servizio.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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