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Computo anzianità apprendistato: l’azienda rinuncia al ricorso

Un’azienda di trasporti ha impugnato la decisione della Corte d’Appello che dichiarava nullo l’accordo sindacale escludente i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo degli scatti di stipendio. Prima della decisione della Cassazione, l’azienda ha rinunciato al ricorso con l’accordo dei dipendenti. La Suprema Corte ha dichiarato l’estinzione del giudizio. Di conseguenza, i lavoratori ottengono definitivamente il computo anzianità apprendistato e il pagamento delle differenze retributive dovute.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 20651 Anno 2023
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Pubblicato il 20 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il computo anzianità apprendistato e i diritti dei lavoratori

Il tema del computo anzianità apprendistato rappresenta un punto cruciale per molti lavoratori che iniziano la propria carriera con un contratto di formazione. Troppo spesso, accordi collettivi o aziendali tentano di escludere questo periodo iniziale dal calcolo degli aumenti periodici dello stipendio. La giurisprudenza protegge con fermezza i diritti dei lavoratori, stabilendo che il tempo trascorso come apprendista deve essere considerato a tutti gli effetti per la maturazione degli scatti di anzianità. Quando un datore di lavoro nega questo diritto, il dipendente può agire in giudizio per ottenere le differenze retributive spettanti.

La vicenda all’origine della controversia

Nel caso in esame, alcuni dipendenti di un’importante azienda di trasporti hanno contestato una clausola specifica di un accordo sindacale aziendale. Questa clausola escludeva i primi diciotto mesi del periodo di apprendistato dal calcolo dell’anzianità di servizio utile per gli scatti di stipendio. I lavoratori hanno quindi promosso una causa davanti al Tribunale del lavoro per far dichiarare la nullità di tale previsione e ottenere il pagamento delle somme non percepite. Sia il Tribunale in primo grado sia la Corte d’Appello hanno accolto le richieste dei lavoratori. I giudici di merito hanno confermato che l’anzianità deve decorrere fin dall’inizio del rapporto di apprendistato, rendendo nullo qualsiasi accordo contrario. L’azienda ha quindi deciso di presentare ricorso davanti alla Corte di Cassazione per tentare di ribaltare la decisione.

La rinuncia al ricorso e l’accordo tra le parti

Prima che la Suprema Corte potesse esprimersi sul merito della questione, lo scenario processuale è cambiato. L’azienda ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. I lavoratori hanno accettato questa rinuncia, firmando congiuntamente l’atto insieme ai propri difensori. Le parti hanno anche raggiunto un accordo privato per regolare le spese del giudizio, chiedendo alla Corte di dichiarare l’estinzione del processo senza alcuna condanna alle spese. Questo comportamento dimostra come, di fronte a un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato a favore dei lavoratori, le aziende preferiscano spesso trovare un accordo transattivo piuttosto che rischiare una condanna definitiva in sede di legittimità.

Le motivazioni della Cassazione sull’estinzione del processo

I giudici della Corte di Cassazione hanno preso atto della concorde volontà delle parti. Essendo la rinuncia al ricorso e la relativa accettazione pienamente regolari e sottoscritte dai soggetti legittimati, la Corte ha applicato le norme del codice di procedura civile che regolano l’estinzione del giudizio. In particolare, la presenza dell’accettazione da parte dei lavoratori esclude la necessità di una pronuncia sulle spese di lite da parte dei magistrati, poiché le parti hanno provveduto autonomamente. Inoltre, la Corte ha chiarito che non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto tale misura sanzionatoria si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, e non in caso di estinzione per rinuncia.

Le conclusioni sul computo anzianità apprendistato

La dichiarazione di estinzione del giudizio comporta la stabilità della sentenza emessa dalla Corte d’Appello. I lavoratori ottengono così la vittoria definitiva e il pieno riconoscimento del computo anzianità apprendistato per tutto il periodo di formazione svolto. L’azienda dovrà corrispondere integralmente le differenze retributive maturate negli anni. Questa decisione conferma che le clausole dei contratti collettivi o aziendali che penalizzano gli apprendisti sul piano dell’anzianità sono nulle. I diritti dei lavoratori legati alla progressione economica non possono essere compressi, garantendo una tutela effettiva fin dal primo giorno di ingresso nel mondo del lavoro.

Il periodo di apprendistato è utile per gli scatti di anzianità?
Sì, l’anzianità di servizio decorre dall’inizio del rapporto di apprendistato e deve essere computata per gli scatti di stipendio.

Cosa succede se un accordo sindacale esclude l’apprendistato dal calcolo dell’anzianità?
La clausola dell’accordo sindacale che esclude l’apprendistato è considerata nulla e il lavoratore ha diritto a recuperare le differenze retributive.

Cosa comporta la rinuncia al ricorso in Cassazione da parte del datore di lavoro?
La rinuncia determina l’estinzione del giudizio e rende definitiva la sentenza precedente che dava ragione ai lavoratori.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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